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giovedì 25 marzo 2021
tetto della chiesa
Con grande gioia e finalmente vi annuncio che sono iniziati i lavori per la sistemazione del tetto della chiesa.
venerdì 12 febbraio 2021
60° MATRIMONIO DI BRUNO ED ANTONIETTA
Questa sera abbiamo ringraziato il Signore per il 60° anniversario di Matrimonio di FOSCI BRUNO ED ANTONIETTA.
Nella nostra Chiesa si sono sposati, hanno celebrato il 25° e il 50°.
Con la liturgia chiediamo per loro la Benedizione:
Noi ti lodiamo e ti benediciamo, o Dio,
creatore e Signore dell'universo,
che in principio hai formato l'uomo e la donna
e li hai uniti in comunione di vita e di amore;
ti rendiamo grazie,
perché hai unito BRUNO e ANTONIETTA nel vincolo santo
a immagine dell'unione di Cristo con la Chiesa.
Guardali, o Signore, con occhio di predilezione
e come li guidasti tra le gioie e le prove della vita,
ravviva in loro la grazia del patto nuziale,
accresci l'amore e l'armonia dello spirito,
perché godano sempre della tua benedizione.
Nella nostra Chiesa si sono sposati, hanno celebrato il 25° e il 50°.
Con la liturgia chiediamo per loro la Benedizione:
Noi ti lodiamo e ti benediciamo, o Dio,
creatore e Signore dell'universo,
che in principio hai formato l'uomo e la donna
e li hai uniti in comunione di vita e di amore;
ti rendiamo grazie,
perché hai unito BRUNO e ANTONIETTA nel vincolo santo
a immagine dell'unione di Cristo con la Chiesa.
Guardali, o Signore, con occhio di predilezione
e come li guidasti tra le gioie e le prove della vita,
ravviva in loro la grazia del patto nuziale,
accresci l'amore e l'armonia dello spirito,
perché godano sempre della tua benedizione.
ESEQUIE DI MAURIZIO
Questa mattina abbiamo dato l'estremo saluto a MAURUZIO GARANO di 84 anni da molto tempo malato.
Assieme alle sue figlie Claudia e Francesca lo abbiamo voluto ricordare specialmente per l'esempio di vita che ha voluto donare.
Il grande amore alla moglie Maria Teresa, che stando in ospedale, non ha potuto essere presente.
Per la sua grande capacita di ascolto e di far suoi i problemi degli altri.
Per essere forte nella malattia e non essersi mai lamentato di quanto la vita gli serbava negli ultimi anni.
Per non aver mai giudicato nessuno e aver insegnato a fare altrettanto.
Lo affidiamo al Signore, il buon Pastore.
Assieme alle sue figlie Claudia e Francesca lo abbiamo voluto ricordare specialmente per l'esempio di vita che ha voluto donare.
Il grande amore alla moglie Maria Teresa, che stando in ospedale, non ha potuto essere presente.
Per la sua grande capacita di ascolto e di far suoi i problemi degli altri.
Per essere forte nella malattia e non essersi mai lamentato di quanto la vita gli serbava negli ultimi anni.
Per non aver mai giudicato nessuno e aver insegnato a fare altrettanto.
Lo affidiamo al Signore, il buon Pastore.
lunedì 13 luglio 2020
sabato 30 maggio 2020
sabato 23 maggio 2020
celebrazione della messa
Carissima, Carissimo
stiamo iniziando la celebrazione della Messa con la partecipazione fisica delle persone:
dobbiamo per prudenza, ed anche umile obbedienza, sottostare alle norme di sicurezza che ci hanno indicato. La nostra Chiesa, secondo tali norme, potrà contenere poco più di cinquanta persone per celebrazione.
Mi sento molto a disagio nel non potere accogliere tutti , poiché questo va contro la mia sensibilità e la parola stessa ‘Chiesa’ che significa comunità di coloro che professano la fede e nel contempo assemblea dei credenti in Cristo.
Ma non possiamo.
Sono addolorato, mi dispiace nel profondo di me stesso e come pastore. Accettate queste parole come segno della mia amicizia e della mia stima.
Il vostro posto sappiate è nel cuore di questa comunità e se dovesse accadere che raggiunto il numero di capienza permesso attualmente, non possiate entrare, in tal caso ho pensato di darvi la possibilità di partecipare alla Eucarestia nella chiesa di fronte alla nostra, Gesù e Maria, dove alle 18.00 inizierà un’altra Messa.
Vi saluto con tanto affetto,
il vostro Parroco,
Don Giuseppe
domenica 26 aprile 2020
Messa in diretta 26 aprile 2020
Oggi alle 11,20 in comunione con Castelletta di Fabriano, Messa in diretta dalla Basilica di San Giacomo in Augusta
sabato 25 aprile 2020
domenica 12 aprile 2020
sabato 11 aprile 2020
giovedì 9 aprile 2020
lettera del cardinal Angelo de Donatis
Roma, 8 aprile 2020
Il primo giorno degli Azzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua?». Ed egli rispose: «Andate in città da un tale e ditegli: “Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli”». I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua Mt 26, 17-19
Queste parole, proclamate nel racconto della Passione dell’evangelista Matteo, risuonano nel mio cuore accompagnate da un’immensa gratitudine. Fra poche ore, grazie alla Liturgia che ci rende contemporanei di Cristo, rivivremo nella fede il Mistero pasquale del Signore Gesù, con la nostra storia e portandovi il nostro presente.
A voi cari fratelli nel sacerdozio, diaconi, religiosi e religiose e a tutti voi, figlie e figli amati del Popolo Santo di Dio che vive in Roma, alla vigilia della Messa in Coena Domini, voglio farvi pervenire il mio grazie per la preghiera potente e incessante che ho sentito in questi giorni di sofferenza e di malattia. All’azione di grazie che dalle vostre celebrazioni salirà a Dio Padre, unite la mia orazione colma di gratitudine per la commovente esperienza di comunione spirituale che ho potuto vivere in questi giorni di ricovero, sentendomi sostenuto e consolato dalla preghiera di tutti voi che mi siete stati vicini.
Sono molto grato al nostro Vescovo Francesco per la sua preghiera, per la vicinanza e la paternità che mi ha dimostrato anche in questa occasione.
Grazie a Dio sto guarendo e tra non molto dovrei essere dimesso. Tutta la mia riconoscenza va ai medici, agli infermieri e a tutto il personale sanitario del Policlinico Agostino Gemelli cha si stanno prendendo cura di me e di tanti altri pazienti, con grande competenza e dimostrando una profonda umanità, animati dai sentimenti del buon samaritano.
«Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua?». Meditando a partire da questa domanda, alla luce dell’esperienza della malattia, mi sembra di aver percepito con chiarezza come nessuno di noi possa realmente preparare la Pasqua, senza riconoscere che in primo luogo, è Gesù a desiderare ardentemente di “fare Pasqua” con noi. Dobbiamo solo accogliere la grazia e entrare con la nostra vita nel Mistero pasquale di Cristo, “morto per i nostri peccati e risorto per la nostra giustificazione”. Permettiamo al Signore, mediante il suo amore misericordioso, di guarire le nostre infermità e di consolare le pene che portiamo nel cuore.
Contempliamo fiduciosi le ferite del Dio Crocifisso, nell’attesa della Sua Resurrezione Angelo Card. De Donatis
mercoledì 8 aprile 2020
lunedì 6 aprile 2020
sabato 28 marzo 2020
Riti della Settimana Santa
Calendario delle Celebrazioni Liturgiche della Settimana Santa presiedute dal Santo Padre Francesco
In seguito alla straordinaria situazione che si è venuta a determinare, a causa della diffusione della pandemia da COVID-19, e tenendo conto delle disposizioni fornite dalla Congregazione del Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, con Decreto in data 25 marzo 2020, si è reso necessario un aggiornamento in relazione alle prossime Celebrazioni Liturgiche presiedute dal Santo Padre Francesco: sia in ordine al Calendario, sia in ordine alle modalità di partecipazione.
Si comunica, pertanto, che il Santo Padre celebrerà i Riti della Settimana Santa all’Altare della Cattedra, nella Basilica di San Pietro, secondo il seguente calendario e senza concorso di popolo:
5 aprile 2020, ore 11
Domenica delle Palme e della Passione del Signore
Commemorazione dell’ingresso del Signore in Gerusalemme e Santa Messa
9 aprile 2020, ore 18
Giovedì Santo
Santa Messa nella Cena del Signore
10 aprile 2020
Venerdì Santo
ore 18: Celebrazione della Passione del Signore
ore 21: Via Crucis (sul Sagrato della Basilica di San Pietro)
11 aprile 2020, ore 21
Sabato Santo
Veglia pasquale nella notte santa
12 aprile 2020, ore 11
Domenica di Pasqua – Risurrezione del Signore
Santa Messa del giorno
estremo saluto a RENATA GIOVANARDI
Ieri mattina, a nome di tutta la Comunità Cristiana della Parrocchia di San Giacomo, ho dato la benedizione e l’estremo saluto a RENATA GIOVANARDI, al Marito Ercole ed alla famiglia le nostre più sentite condoglianze.
Renata Giovanardi nasce ad Ortisei (Bolzano) il 10 agosto 1935. Vive a Bolzano fino alla maturità, poi si trasferisce a Roma per proseguire gli studi, laureandosi presso la Facoltà di Architettura della “Sapienza” nel 1962.
Per un breve tempo successivo ha l’occasione di lavorare come architetto nel campo del cinema dove incontra l’arch. Ercole Monti, che nel 1966 diverrà suo marito. “Il sentimento che li accomuna (e che li avvicinerà dapprima professionalmente e poi nella vita) è quello di un amore sconfinato per l’Architettura e di una dedizione totale alla ricerca professionale vista come una necessità esistenziale – A. Schiattarella”.
È sempre del 1969 il loro primo incarico importante: la progettazione della Casa Generalizia delle Suore Minime di Nostra Signora del Suffragio sulla via Aurelia a Roma. L’edificio si articola in un complesso con due patii che ricevono l’uno il gruppo delle suore, l’altro quello delle signore ospiti, indipendente, ma collegato. Immerso in un parco verde su una collina, è caratterizzato da volumi di mattoni pieni intervallati dalle aperture vetrate delle finestre con i balconi. La cappella, nell’interrato, guarda sul giardino con finestre vetrate colorate che creano un’atmosfera particolarmente raccolta. Allo stesso livello si trova il refettorio che si affaccia tra un patio ed il giardino, con varie uscite. Il complesso nell’insieme, con tanti volumi articolati e compatti, non esclude il ricordo delle mura romane antiche. Questo riferimento del nuovo con l’antico caratterizza il senso del progetto stesso. L’opera è pubblicata su Roma – Guida all’Architettura moderna 1909-2000.
La realizzazione della Casa Generalizia delle suore Minime, fa nascere l’attenzione dell’Opera Religiosa del Cenacolo che commissiona il progetto, non realizzato, di tre grandi complessi religiosi su un terreno in via Cassia al km 16, località la Storta.
Nel frattempo la loro grande passione e interesse per l’Architettura li porta ad intraprendere, anche con altri architetti amici, numerosi viaggi per vedere le opere e conoscere di persona i Maestri che più li attraggono. “La curiosità intellettuale di entrambi li spinge, dapprima separatamente e poi assieme, a non accontentarsi di studiare le opere dei Maestri che hanno fatto la storia della cultura del Novecento, ma piuttosto a ricercare con loro il contatto personale per poter poi avere il privilegio dell’apprendimento diretto dei principi fondamentali delle loro esperienze. – A. Schiattarella”
Negli anni ‘80 ha inizio la collaborazione con il fratello Enrico Giovanardi con il quale realizzano a Bolzano il complesso abitativo Mühlbau (1984) in via Cavour, in cui si prevede di non trascurare l’effetto cromatico delle tipiche costruzioni altoatesine dove il bianco dei muri contrasta con il colore scuro dei balconi e del tetto in legno. Sempre a Bolzano, è del 1985 la Banca d’Italia in via Orazio, con una volumetria in vetro e metallo brunito, su una base in muratura con lastre di pietra locale chiara.
Nel corso degli anni realizzano, fino al minimo dettaglio e “… prestando sempre attenzione alla definizione di ogni singola componente dell’opera da realizzare – A. Schiattarella”, molta “Architettura degli interni”, come la amano definire, tra cui casa A. Berti e casa E. Rizzato a Venezia, e a Roma casa Bucchieri e casa-studio Giovanardi – Monti a via Margutta, ricordando sempre una frase di Frank Lloyd Wright che recita: “Lo spazio interno stesso è la realtà dell’edificio”.
Le parole di Amedeo Schiattarella descrivono e rilevano perfettamente le caratteristiche personali e professionali dei due architetti, che continuano, ancora oggi, il loro percorso senza poter far a meno l’uno dell’altra: “Renata Giovanardi ed Ercole Monti appartengono ad una generazione di architetti che ha costruito la propria esperienza professionale all’inizio degli anno ’60 e che ha profondamente creduto all’architettura come fattore di rinnovamento e di miglioramento della comunità …. Architettura, pittura, musica sviluppano filoni di ricerca linguistica intrecciati e difficilmente separabili. Questo mondo di contaminazioni intellettuali è quello in cui gli architetti Giovanardi e Monti si formano e che iniziano, da subito, a frequentare”.
(fonte https://ordine.architettiroma.it/archivio-50-anni/giovanardi-renata/ )
Renata Giovanardi nasce ad Ortisei (Bolzano) il 10 agosto 1935. Vive a Bolzano fino alla maturità, poi si trasferisce a Roma per proseguire gli studi, laureandosi presso la Facoltà di Architettura della “Sapienza” nel 1962.
Per un breve tempo successivo ha l’occasione di lavorare come architetto nel campo del cinema dove incontra l’arch. Ercole Monti, che nel 1966 diverrà suo marito. “Il sentimento che li accomuna (e che li avvicinerà dapprima professionalmente e poi nella vita) è quello di un amore sconfinato per l’Architettura e di una dedizione totale alla ricerca professionale vista come una necessità esistenziale – A. Schiattarella”.
È sempre del 1969 il loro primo incarico importante: la progettazione della Casa Generalizia delle Suore Minime di Nostra Signora del Suffragio sulla via Aurelia a Roma. L’edificio si articola in un complesso con due patii che ricevono l’uno il gruppo delle suore, l’altro quello delle signore ospiti, indipendente, ma collegato. Immerso in un parco verde su una collina, è caratterizzato da volumi di mattoni pieni intervallati dalle aperture vetrate delle finestre con i balconi. La cappella, nell’interrato, guarda sul giardino con finestre vetrate colorate che creano un’atmosfera particolarmente raccolta. Allo stesso livello si trova il refettorio che si affaccia tra un patio ed il giardino, con varie uscite. Il complesso nell’insieme, con tanti volumi articolati e compatti, non esclude il ricordo delle mura romane antiche. Questo riferimento del nuovo con l’antico caratterizza il senso del progetto stesso. L’opera è pubblicata su Roma – Guida all’Architettura moderna 1909-2000.
La realizzazione della Casa Generalizia delle suore Minime, fa nascere l’attenzione dell’Opera Religiosa del Cenacolo che commissiona il progetto, non realizzato, di tre grandi complessi religiosi su un terreno in via Cassia al km 16, località la Storta.
Nel frattempo la loro grande passione e interesse per l’Architettura li porta ad intraprendere, anche con altri architetti amici, numerosi viaggi per vedere le opere e conoscere di persona i Maestri che più li attraggono. “La curiosità intellettuale di entrambi li spinge, dapprima separatamente e poi assieme, a non accontentarsi di studiare le opere dei Maestri che hanno fatto la storia della cultura del Novecento, ma piuttosto a ricercare con loro il contatto personale per poter poi avere il privilegio dell’apprendimento diretto dei principi fondamentali delle loro esperienze. – A. Schiattarella”
Negli anni ‘80 ha inizio la collaborazione con il fratello Enrico Giovanardi con il quale realizzano a Bolzano il complesso abitativo Mühlbau (1984) in via Cavour, in cui si prevede di non trascurare l’effetto cromatico delle tipiche costruzioni altoatesine dove il bianco dei muri contrasta con il colore scuro dei balconi e del tetto in legno. Sempre a Bolzano, è del 1985 la Banca d’Italia in via Orazio, con una volumetria in vetro e metallo brunito, su una base in muratura con lastre di pietra locale chiara.
Nel corso degli anni realizzano, fino al minimo dettaglio e “… prestando sempre attenzione alla definizione di ogni singola componente dell’opera da realizzare – A. Schiattarella”, molta “Architettura degli interni”, come la amano definire, tra cui casa A. Berti e casa E. Rizzato a Venezia, e a Roma casa Bucchieri e casa-studio Giovanardi – Monti a via Margutta, ricordando sempre una frase di Frank Lloyd Wright che recita: “Lo spazio interno stesso è la realtà dell’edificio”.
Le parole di Amedeo Schiattarella descrivono e rilevano perfettamente le caratteristiche personali e professionali dei due architetti, che continuano, ancora oggi, il loro percorso senza poter far a meno l’uno dell’altra: “Renata Giovanardi ed Ercole Monti appartengono ad una generazione di architetti che ha costruito la propria esperienza professionale all’inizio degli anno ’60 e che ha profondamente creduto all’architettura come fattore di rinnovamento e di miglioramento della comunità …. Architettura, pittura, musica sviluppano filoni di ricerca linguistica intrecciati e difficilmente separabili. Questo mondo di contaminazioni intellettuali è quello in cui gli architetti Giovanardi e Monti si formano e che iniziano, da subito, a frequentare”.
(fonte https://ordine.architettiroma.it/archivio-50-anni/giovanardi-renata/ )
giovedì 26 marzo 2020
Crocefisso San Marcello dal Papa
Il crocifisso di San Marcello in via del Corso sarà portato in piazza San Pietro per la preghiera di domani sera con Papa Francesco
mercoledì 25 marzo 2020
Annunciazione
Carissimi amici e fratelli,
la raccomandazione “Io resto a casa” può diventare l’occasione per ritrovare l’essenzialità nella vita ordinaria. Paradossalmente la limitazione ad alcune possibilità ci fa scoprire che tante cose non sono necessarie per una vita veramente felice. D’altra parte, sentiamo la nostalgia di qualcosa di profondo a cui non possiamo rinunciare, se non per un tempo limitato. Così, mentre i cammini formativi si sono interrotti, ci rendiamo conto che la catechesi non si limita alla preparazione ai sacramenti, ma nutre l’intera vita cristiana. Mentre ci scopriamo fragili, l’ascolto meditato della Parola di Dio ci fa riconoscere il valore dei doni quotidiani del Signore, come la vita, la salute, il cibo e gli amici.
Tra le mura domestiche possiamo coltivare anche l’interiorità.
Come credenti non possiamo dimenticare che siamo in Quaresima, quel tempo che la Liturgia ci aveva fatto aprire con l’invito di Gesù ad incontrare il Padre nel segreto (cfr. Mt 6,1-18). Restare soli con se stessi non è facile: ma possiamo rieducarci ed educare gli altri a riscoprire il silenzio come spazio necessario per ritrovare se stessi e incontrare il Padre buono, che vede nel segreto.
La solitudine fisica forzata può aiutare a recuperare anche un’idea più evangelica di comunità.
Vi propongo dunque alcuni suggerimenti da adattare secondo le vostre esigenze:
• la preghiera in famiglia può concretizzarsi come la lettura insieme del vangelo domenicale;
• il tempo libero può consentire di fare spazio ad alcune relazioni, soprattutto con le persone più fragili o sole, facendo sentire la vicinanza della comunità cristiana
• Telefonare a persone che sapete abitano sole, o sono anziane o malate. Poche parole, ma fanno tanto bene: sono la carezza del Signore.
• valorizzate alcuni momenti della vita familiare quotidiana: la preghiera del mattino e della sera, la preghiera prima e dopo i pasti, la benedizione tra familiari soprattutto dei genitori ai figli
• aiutiamo a celebrare la quotidianità come spazio sacro di consegna e di accoglienza nei gesti semplici e domestici che dicono cura e passione. Uno spazio, in questo momento, abitato da generazioni diverse accomunate dalle stesse domande: un sopportare che diventa… supportare… aiutare a portare i pesi dell’altro, e tutti abbiamo pesi nel cuore in questo tempo.
• Possiamo partecipare ai tre momenti quotidiani di preghiera comune, l’Angelus, alle 7.30 alle 12.00 ed alle 18.30 in diretta Facebook sulla pagina della nostra parrocchia ( cercare Parrocchia San Giacomo in Augusta https://www.facebook.com/sangiacomoinaugusta/ e cliccare mi piace o segui) o in alternativa farsi mandare da me in differita di qualche minuto la stessa preghiera su WhatsApp. (chi lo desidera mi può mandare un messaggio WhatsApp al mio numero, con nome, ed io aggiungerò alla lista dei tanti che già quotidianamente lo ricevono: è una piccola cosa, pochi minuti di preghiera, ma ci fa sentire uniti).
Mentre teniamo i piedi realisticamente piantati a terra, guardiamo al domani con speranza: come sarà questo domani dipende anche dalla nostra responsabilità e creatività di credenti oggi. Mentre chiediamo la grazia di poter vivere da discepoli di Gesù questo tempo di Quaresima, camminiamo insieme verso la Pasqua del Signore per vivere finalmente la vita nuova del Risorto.
Vi voglio tanto bene, mi mancate tanto, ma nello stesso tempo vi sento tanto tutti vicini.
Un Caro saluto ed una Benedizione nel giorno della festa dell’Annunciazione.
Vostro don Giuseppe
la raccomandazione “Io resto a casa” può diventare l’occasione per ritrovare l’essenzialità nella vita ordinaria. Paradossalmente la limitazione ad alcune possibilità ci fa scoprire che tante cose non sono necessarie per una vita veramente felice. D’altra parte, sentiamo la nostalgia di qualcosa di profondo a cui non possiamo rinunciare, se non per un tempo limitato. Così, mentre i cammini formativi si sono interrotti, ci rendiamo conto che la catechesi non si limita alla preparazione ai sacramenti, ma nutre l’intera vita cristiana. Mentre ci scopriamo fragili, l’ascolto meditato della Parola di Dio ci fa riconoscere il valore dei doni quotidiani del Signore, come la vita, la salute, il cibo e gli amici.
Tra le mura domestiche possiamo coltivare anche l’interiorità.
Come credenti non possiamo dimenticare che siamo in Quaresima, quel tempo che la Liturgia ci aveva fatto aprire con l’invito di Gesù ad incontrare il Padre nel segreto (cfr. Mt 6,1-18). Restare soli con se stessi non è facile: ma possiamo rieducarci ed educare gli altri a riscoprire il silenzio come spazio necessario per ritrovare se stessi e incontrare il Padre buono, che vede nel segreto.
La solitudine fisica forzata può aiutare a recuperare anche un’idea più evangelica di comunità.
Vi propongo dunque alcuni suggerimenti da adattare secondo le vostre esigenze:
• la preghiera in famiglia può concretizzarsi come la lettura insieme del vangelo domenicale;
• il tempo libero può consentire di fare spazio ad alcune relazioni, soprattutto con le persone più fragili o sole, facendo sentire la vicinanza della comunità cristiana
• Telefonare a persone che sapete abitano sole, o sono anziane o malate. Poche parole, ma fanno tanto bene: sono la carezza del Signore.
• valorizzate alcuni momenti della vita familiare quotidiana: la preghiera del mattino e della sera, la preghiera prima e dopo i pasti, la benedizione tra familiari soprattutto dei genitori ai figli
• aiutiamo a celebrare la quotidianità come spazio sacro di consegna e di accoglienza nei gesti semplici e domestici che dicono cura e passione. Uno spazio, in questo momento, abitato da generazioni diverse accomunate dalle stesse domande: un sopportare che diventa… supportare… aiutare a portare i pesi dell’altro, e tutti abbiamo pesi nel cuore in questo tempo.
• Possiamo partecipare ai tre momenti quotidiani di preghiera comune, l’Angelus, alle 7.30 alle 12.00 ed alle 18.30 in diretta Facebook sulla pagina della nostra parrocchia ( cercare Parrocchia San Giacomo in Augusta https://www.facebook.com/sangiacomoinaugusta/ e cliccare mi piace o segui) o in alternativa farsi mandare da me in differita di qualche minuto la stessa preghiera su WhatsApp. (chi lo desidera mi può mandare un messaggio WhatsApp al mio numero, con nome, ed io aggiungerò alla lista dei tanti che già quotidianamente lo ricevono: è una piccola cosa, pochi minuti di preghiera, ma ci fa sentire uniti).
Mentre teniamo i piedi realisticamente piantati a terra, guardiamo al domani con speranza: come sarà questo domani dipende anche dalla nostra responsabilità e creatività di credenti oggi. Mentre chiediamo la grazia di poter vivere da discepoli di Gesù questo tempo di Quaresima, camminiamo insieme verso la Pasqua del Signore per vivere finalmente la vita nuova del Risorto.
Vi voglio tanto bene, mi mancate tanto, ma nello stesso tempo vi sento tanto tutti vicini.
Un Caro saluto ed una Benedizione nel giorno della festa dell’Annunciazione.
Vostro don Giuseppe
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