Visualizzazione post con etichetta Cultura. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Cultura. Mostra tutti i post

giovedì 20 febbraio 2020

DON STEFANO - DUTTILMENTE



La Quaresima avrà inizio con la celebrazione delle ceneri il 26 febbraio alle ore 17.30 durante la quale verrà ricordato il primo anniversario della morte del caro don Stefano. Al termine della messa, per chi lo volesse, sarà consegnato un libretto nel quale abbiamo raccolto oltre 20 poesie che don Stefano stesso scrisse prima del 2000.


PREMIO STEFANO TARDUCCI



lunedì 9 dicembre 2019

CONCERTO DI NATALE



Concerto di Natale - XXXV Edizione
15 Dicembre 2019 ore 20:30
Coro della Diocesi di Roma, Orchestra "Fideles et Amati",
diretti da Mons. Marco Frisina
- Ingresso gratuito -

PRESEPIO 2019/20

La rappresentazione del Presepe napoletano del Settecento è incentrata sulla distinzione di alcune scene ricorrenti che infondono agli occhi del visitatore,nel suo insieme,uno spaccato di Napoli,tra la metà e la fine del Settecento.
L' edizione di quest'anno è incentrata su 4 scene principali:
1. La scena della Natività,sotto i ruderi di un tempi pagano diroccato, a simboleggiare la vittoria del Cristianesimo sul paganesimo.
Si riconosce la Sacra Coppia che indossa gli abiti del tempo,in seta,perché essi rappresentano il nucleo centrale dell'intera rappresentazione.
2. La scena dei dormienti (a sinistra),posta ai piedi della Natività ne esalta il contrasto tra l'uomo superficiale e indifferente e di contro il Mistero del Dio fatto uomo.
3. La scena popolare del mercato (a destra) con il pescivendolo e la castagnara, la venditrice di frutta.
4. La taverna,antica reminiscenza dei testi evangelici con introduzioni anacronistiche: i giocatori di carte.
Questo è il luogo del peccato,dell'indifferenza,della noncuranza.
È caratterizzato da personaggi austeri,dal ghigno facile,dediti al gioco e al buon vino.

La scenografia è stata realizzata secondo i canoni del Settecento,con materiali tradizionali come legno,sughero, stucco,colla e colori naturali.

I personaggi sono in terracotta policroma con occhi in vetro,manichino in stoppa e fil di ferro,mani e piedi in legno.

Le vestiture sono in seta di San Leucio.

Realizzazione e allestimento:
Marco Lena
Gennaro Cretella

Per info e allestimenti:3385935114


sabato 30 novembre 2019

Preparazione presepe

Lavoro in corso.
Preparazione del presepe in San Giacomo in Augusta a Via del Corso
Grazie a Marco e Gennaro.



lunedì 4 novembre 2019

Iniziativa Centro Storico

con il nostro vescovo Mons. Daniele Libanori, abbiamo pensato di proporre dei momenti di riflessione sul tema diocesano dell'Ascolto del grido... conversando con  coloro che possano dirci qualcosa che stimoli la nostra riflessione.
Il primo di questi incontri per il Centro Storico di Roma, ma aperto a tutti coloro che vorranno intervenire, sarà mercoledì 27 novembre alle ore 18.30 San Salvatore in Lauro (via dei coronari) con la presenza del giornalista il dott. Gianni Minoli, Mons. Carmelo Pellegrino, biblista e Don Francesco Cosentino, teologo.
Vi alleghiamo la locandina sperando che possa trovare il vostro interesse.


x

sabato 12 ottobre 2019

IN THE NAME OF AFRICA

Eliminare la fame e la malnutrizione sono le grandi sfide del nostro tempo. Dal 2015, dopo decenni di progressi, la percentuale di persone che non hanno accesso al cibo è tornata a salire. Nel 2018, 820 milioni di persone, ovvero 1 individuo su 9 del pianeta non ha avuto disponibilità di cibo sufficiente alla propria alimentazione. Intorno a questi temi si muoverà il 16 ottobre prossimo la Giornata mondiale dell’alimentazione. In vista di questo appuntamento, Cefa Onlus – Il seme della solidarietà sabato 12 ottobre sarà a Roma, in piazza del popolo, con “IN THE NAME OF AFRICA”, grande performance di pixel art urbana per porre l’attenzione sulle gravi condizioni di malnutrizione in cui vivono milioni di persone in tutto il mondo.
La piazza si trasformerà in una grande “tavola della solidarietà” apparecchiata con 10.000 piatti bianchi per ricordare che ancora oggi troppe persone soffrono la fame. Con il contributo dei volontari, i piatti ad uno ad uno verranno capovolti per formare, dapprima, il disegno dell’Africa, poi quello di un libro da cui nasce una spiga – illustrazione ideata dal fumettista Francesco Tullio Altan – e, infine, la sagoma dell’Uomo vitruviano di Leonardo da Vinci, “a sottolineare come l’educazione e lo studio, la formazione agricola e la conoscenza tecnica siano i mezzi fondamentali per sconfiggere la fame”
(Da Radio Città Futura)



sabato 5 ottobre 2019

Padre Ermes Ronchi



Da questa domenica condivideremo le bellissime Riflessioni di Padre Ermes Ronchi.
Gli ho scritto e chiesto, e lui gentilmente ce lo ha concesso.
Chi è Padre Ermes?
Primi passi
A diciotto anni, mentre studia al liceo con l'intenzione di diventare frate, conosce Giovanni Vannucci durante una settimana di incontri spirituali; Vannucci gli insegna che mondo sacro e mondo reale coincidono:
«Ricordo che lui ci consigliava, ci obbligava quasi a leggere i grandi romanzieri russi perché diceva che c’è più intuizione sacra in un grande romanzo che in interi trattati di teologia. Allora io imparai, dietro suo suggerimento, a leggere Dostoevskij o Tolstoj nel bagno, nello sgabuzzino della doccia coprendo la lampadina con la camicia perché il superiore non vedesse la luce filtrare sotto. E questa lettura ci aiutava a scoprire il reale come luogo del sacro.»
Vannucci lo aiuta inoltre a superare le frustrazioni nel rapporto con i superiori, suggerendogli che l'armonia va conquistata anzitutto nella relazione con Dio e con se stessi:
«In quegli anni il grande problema di tutti noi era il rapporto con l’autorità, si respiravano già i primi sintomi del ’68, allora io andai da lui e gli dissi: “padre Giovanni, io ho un problema con il mio superiore, non riesco ad andare d’accordo, non riesco ad apprezzarlo, non mi aiuta, non mi fa cantare dentro”. Desideravo dentro di me inconsciamente che lui mi incoraggiasse in questa sorta di contestazione e invece lui mi disse: “tu devi avere dei problemi più seri, non devi avere il problema dei superiori, devi avere il problema di Dio e dell’armonia della tua vita interiore, dell’armonia con te stesso”. [...] Ecco, questo mi ha aiutato molto.»
Altro incontro determinante è per lui quello con David Maria Turoldo.
Attività
Ordinato sacerdote (1973), dà vita, insieme ad altri frati, ad una comunità sperimentale nella provincia di Vicenza (trasferitasi poi a Casale Monferrato):
«Abbiamo lasciato il convento classico, dove tutto è organizzato e sicuro, abbiamo preso una casa disabitata, abbiamo cercato di mantenerci con il nostro lavoro, abbiamo cercato il contatto reale con le persone. [...] Per quattro anni ho fatto, abbiamo fatto di tutto: io facevo il bracciante agricolo, un altro lavorava sul territorio, un altro ancora correggeva le bozze. Poi ho sentito il bisogno di studiare.»
Chiede di andare a Parigi, dove lavora come insegnante di italiano, di religione presso il Liceo italiano "Leonardo da Vinci", e come spazzino comunale per mantenersi gli studi.[2] Consegue due dottorati: in Storia delle religioni con specializzazione in Antropologia culturale (alla Sorbona) e in Scienze Religiose (all'Institut catholique de Paris).
Nel 1980 torna in Italia, dove è destinato al convento dell'Annunciata di Rovato fino al 1991:
«Non facevamo nulla di straordinario, cercavamo di essere significativi attraverso delle proposte di spiritualità, di cultura, di impegno sociale. Da lì ho cominciato il ministero della predicazione. In quegli anni è uscito il mio primo libro.»
Dal 1991 al 1994 è nella comunità dei Servi di Maria a Verona.
Nel 1994, dopo sei mesi trascorsi a Parigi per rinfrescare gli studi, si stabilisce a Milano, svolgendo varie attività presso la chiesa di San Carlo al Corso, dirigendo il Centro culturale Corsia dei Servi fondato da David Maria Turoldo.
Ha redatto i testi di riflessione per la veglia di 500.000 ragazzi all'Incontro nazionale dei giovani 2007.
È docente di Estetica Teologica ed Iconografia alla Pontificia facoltà teologica "Marianum" di Roma.
L'11 settembre 2012 è stato nominato parroco della parrocchia di San Carlo al Corso, a Milano.
Nel 2016, su incarico di papa Francesco, tiene le meditazioni degli esercizi spirituali alla Curia romana.
Dall'8 settembre 2016 vive nel convento di Santa Maria del Cengio, a Isola Vicentina (VI), piccola comunità dei Servi di Maria, che da tempo ha avviato, grazie all'apporto fondamentale di un gruppo di laici, attività che fanno crescere la spiritualità e favoriscono la riflessione su temi di attualità, tra i quali l'esigenza di diffondere nuovi stili di vita nel rispetto del Creato.
È autore di numerosi libri su temi biblici e spirituali; collabora inoltre con diverse testate giornalistiche, tra cui l'Avvenire[6]. Ha affermato:
«Mi sento servo, ministro al servizio della Parola: è la passione, è il richiamo, la fonte, la roccia, il nido della mia vita. Annunciare la Parola, scrivere della Parola, tradurla nel linguaggio di oggi sono le pietre miliari del mio cammino quotidiano.»
Il commento del Vangelo in TV
Dal novembre del 2009 al 2014 ha sostituito Raniero Cantalamessa nella conduzione della rubrica Le ragioni della Speranza all'interno del programma di cultura cattolica A sua immagine[7]. La conduzione di Ermes Ronchi ha la caratteristica di associare sovente il commento del Vangelo alla visita di una comunità di ispirazione religiosa ed ogni puntata si conclude con la lettura di una poesia devozionale tra quelle dei più vari autori.
(da Wikipedia)

martedì 1 ottobre 2019

GIORNATA DEL MIGRANTE



SIAMO INVASI DA MIGRANTI. VERITÀ? SENSAZIONE? PERCEZIONE? SOLLECITAZIONE? EGEMONIA DEL PENSIERO DOMINANTE?
So per certo una cosa. Mio nonno paterno che era un ragazzo del 99, dopo la guerra, dovette andare in Germania e lavorare nelle miniere; in seguito fece lavori stagionali venendo nel Lazio a mietere il grano o a vendemmiare per poi tornare con qualche spicciolo a lavorare la sterile terra a Castelletta. Mio nonno materno, un po' più grande, dopo la guerra è dovuto andare in Francia e lavorare in ferrovia SNCF, inizialmente come operaio che metteva il carbone nelle locomotive a vapore e poi come macchinista; tutti e due hanno faticato, sono stati emarginati a volte umiliati per la loro provenienza; lavoravano per la loro famiglia o per le famiglie che si apprestavano a formare;
ERANO MIGRANTI ECONOMICI ED IO SONO NIPOTE DI MIGRANTI. ma di che cosa vogliamo parlare!!!!

sabato 13 gennaio 2018

CONCERTO PREGHIERA

Giovedì  18 gennaio 2018 ore 19:00

Concerto del coro Canzonetta Nova (Finlandia)
Elina Rantamäki direttore
Mikko Haapaniemi organista


Programma
Heinrich Schütz (1585 – 1672)    Jauchzet dem Herren
J. S. Bach (1685 – 1750)                 Et incarnatus est (dalla Messa in Si minore)
Leevi Madetoja (1887 – 1947)    Salmo 121
Jaakko Mäntyjärvi (1963 – )                        Alta trinità beata
The Lord’s Prayer
Kaj-Erik Gustafsson (1942 – )                      Det är vackrast när det skymmer (“È bello quando si annuvola”)
Toivo Kuula (1883 – 1918)                           Rukous  (”Preghiera”)
                                                Sävel  (”Un suono”)
Leevi Madetoja                Ei mitään multa puutu (”Non manco di nulla”)
Jean Sibelius (1865 – 1957)                          Soi kunniaksi Luojan (”Risuoni lodando Dio”)
Einojuhani Rautavaara (1928 – 2016)      Suomalainen rukouskirja (”Libro finlandese di preghiere”)
Tuo’os mettä kielelläsi (”Portaci del miele sulla lingua”)
                                                Saunarukous (”Preghiera per la sauna”)
                                                Taivahan ilohon (”Alla gloria del cielo”)
Organo (solo)
Juhani Haapasalo (1950 – )                         Salve, flos et decor Ecclesiae
                                               Ramus virens olivarum
                                               Toccata ”Benedicite tres personas”

Flavio Colusso (1960 – )                Hinno “O gloriosa Domina”

Morten Lauridsen (1943 – )                        Ave Maria

sabato 4 novembre 2017

CONCERTO GREGORIANO

PROGRAMMA DEL CONCERTO
LUNEDI' ORE 20.00
GRUPPO VOCALE LAURENCE FEININGER Marco Gozzi Salvatore de Salvo Fattor Roberto Gianotti (dir. e solista)
Kyrie Fons bonitatis (Innsbruck, Universitätsbibliothek, cod. 457)
Gloria (Gubbio, Archivio di Stato, S. Domenico, corale O)
Credo Cardinalis (Parma, Fabbriceria della Cattedrale, ms. F 9)
Sanctus Pater per omnia (Trento, Biblioteca Musicale L. Feininger, FC 92)
Agnus Dei di Franciscus de Cumis (Perugia, Bib. dell’Univ. degli Studi, Inv. 15755 N. F.)
Stabat Mater (Trento, Biblioteca Musicale L. Feininger, FC133)
Jesu dulcis memoria (Trento, Biblioteca Musicale L. Feininger, FC 133)

Puer natus – Ed. Giunta, 1515 (Trento, Biblioteca Musicale L. Feininger, FSG 5)



mercoledì 12 luglio 2017

FESTA DI SAN GIACOMO

SAN GIACOMO
Il nome ebraico יעקב (Yaʿăqōbh)[2] è proprio del patriarca Giacobbe. L'etimologia offerta da Gen 25,26 riconduce il nome al termine עקב (ʿaqèv), "calcagno". In greco diventa Ἰάκωβος, Iákobos.
Nella Palestina dell'epoca di Gesù il nome era relativamente poco frequente (1,5%); nel Nuovo Testamento è portato, oltre che dall'apostolo Giacomo il Maggiore, anche da Giacomo il Minore e da suo nonno (nella forma Ἰάκώβ, Iákób, Mt 1,16).
Il corrispettivo latino è Iacobus, da cui le forme derivate italiane Giacomo, Jacopo e Lapo. In spagnolo il nome dell'apostolo è diventato Santiago, da cui il portoghese Tiago, da cui lo spagnolo Diego.
Data e luogo di nascita dell'apostolo non sono esplicitamente riferiti da nessuna fonte. Il ruolo di discepolo alla sequela di Gesù (nato 7-6 a.C.) lascia verosimilmente pensare a un'età minore rispetto a quella del Maestro, dunque con nascita attorno all'inizio dell'era cristiana (ca. 1 d.C.). Anche il luogo di nascita e residenza è taciuto, ma può essere ipotizzato in Betsàida, cittadina sul mare di Galilea dove vivevano anche Andrea e Pietro (Gv 1,44), quest'ultimo detto "socio" di Giacomo e suo fratello (Lc 5,10).
Quanto alla famiglia, diversi passi neotestamentari lo indicano come fratello dell'apostolo Giovanni e figlio di Zebedeo (Mt 4,21; 10,2; 17,1; Mc 1,19; 3,17; 10,35; Lc 5,10; At 12,2). Il fatto che nelle liste stereotipate degli apostoli nei sinottici (ma non negli Atti) Giovanni segua Giacomo, o che quest'ultimo venga spesso indicato come "figlio di Zebedeo", mentre Giovanni sia indicato come suo fratello, può lasciare concludere che Giacomo fosse il fratello maggiore.
Il nome della madre non è mai esplicitamente indicato. Il confronto parallelo dei passi evangelici circa le donne presenti alla crocifissione di Gesù ha portato la tradizione a identificare la Salomè di cui a Mc 15,40 con "la madre dei figli di Zebedeo" menzionata in Mt 27,56. Lo stesso confronto parallelo ammette la possibilità, pressoché assente nella tradizione cristiana ma timidamente ammessa da alcuni esegeti, di identificare la "sorella di sua [di Gesù] madre" (Gv 19,25) con Salomè (Mc) e con "la madre dei figli di Zebedeo" (Mt), identificazione che farebbe di Giacomo e Giovanni cugini di Gesù.
Nei passi del Nuovo Testamento e nelle tradizioni successive non vi sono indicazioni se fosse sposato (come plausibile secondo la prassi ebraica) o meno.
Giacomo e Giovanni erano pescatori insieme al padre sul lago di Tiberiade (Mt 4,21; Mc 1,19), ed erano soci di Simone e di suo fratello Andrea (Lc 5,10), forse in una sorta di cooperativa. La condizione economica della famiglia doveva essere buona: avevano garzoni che lavoravano per loro (Mc 1,20);
La vocazione di Giacomo è descritta con termini simili dai tre vangeli sinottici (Mt 4,21-22; Mc 1,19-20; cfr. Lc 5,10-11), assieme alla chiamata di Giovanni, Pietro e Andrea: all'inizio del suo ministero (28 d.C.) Gesù, passando presso il mare di Galilea (verosimilmente a Betsàida), invita i pescatori a seguirlo, e i primi apostoli obbedirono. Mt e Mc precisano che al momento della chiamata Giacomo e Giovanni "riparavano le loro reti".
Quando poi Gesù costituisce il gruppo dei dodici, "perché stessero con lui e per mandarli a predicare" (Mc 3,14), e ne pone a capo Simon Pietro, Giacomo viene menzionato al secondo posto in Mc 3,17; occupa invece il terzo posto, preceduto da Andrea, in Mt 10,2 e in Lc 6,14, e sempre il terzo posto, ma preceduto da Giovanni, in At 1,13; nelle tre liste sinottiche dei dodici Giovanni segue sempre immediatamente Giacomo.
Con Giovanni, Giacomo è da Gesù soprannominato Boanèrghes, espressione aramaica che significa "figli del tuono" (Mc 3,17); l'appellativo sarebbe riferito allo zelo impetuoso che essi manifestavano (cfr. Lc 9,54).
Con Pietro e Giovanni appartiene la cerchia degli apostoli più vicini a Gesù:
presenzia alla resurrezione della figlia di Giairo (Mc 5,37; Lc 8,51);
è testimone della trasfigurazione (Mt 17,1; Mc 9,2; Lc 9,28);
è più vicino a Gesù nell'agonia al Getsemani (Mt 26,37; Mc 14,33).
Insieme ai dodici segue comunque da vicino il Maestro in tutta la sua vita pubblica (cfr. Mc 1,29; 13,3).
Giacomo e suo fratello Giovanni chiedono a Gesù di poter sedere alla sua destra e alla sua sinistra nel suo Regno (Mc 10,35-37; cfr. Mt 20,21 dove la richiesta è posta dalla loro madre).
Negli Atti viene nominato solo nella lista iniziale degli undici (1,13).
La morte di Giacomo è sobriamente descritta negli Atti degli Apostoli: "In quel tempo il re Erode (Agrippa I) cominciò a perseguitare alcuni membri della Chiesa. Fece uccidere di spada Giacomo, fratello di Giovanni" (12,2), verso il 42: è il primo apostolo a morire martire.
Clemente Alessandrino narra che mentre si recava al luogo del martirio avrebbe convertito il suo accompagnatore, che sarebbe morto decapitato con lui.


25 luglio ore 18.30 Messa solenne della Festa di san Giacomo

presieduta da S.E.R. mons. Gianrico Ruzza
musiche di Carissimi, Colusso, Monteverdi, gregoriano


24 luglio ore 18.30 Vespri solenni concertati per la Festa di San Giacomo

Vespri solenni concertati 

per la Festa di San Giacomo

presieduti da don Giuseppe Trappolini


musiche di Frescobaldi, Carissimi, Monteverdi, Victoria, gregoriano


Gianluca Libertucci, organista

Cappella Musicale di San Giacomo / Flavio Colusso, Maestro di cappella



La storia della Cappella Musicale di San Giacomo e del suo prezioso organo è antica, legata alla storia della Chiesa e dell’Ospedale di San Giacomo detto “degli incurabili”, fondato nel 1339 e il cui importante ampliamento e ristrutturazione furono realizzati tra il 1592 e il 1600 dal cardinale Antonio Maria Salviati, ivi sepolto sotto l’altare maggiore. L’ospedale e la chiesa di San Giacomo occupano un posto importante nella storia dell’umanità: qui trovarono la conferma della loro vocazione ed esercitarono il loro carisma, tra gli altri, grandi santi come Gaetano Thiene, Filippo Neri, Camillo de Lellis. Contribuirono alla bellezza del luogo celebri artisti come Francesco Capriani da Volterra, Bartolomeo Grillo, Sangallo il giovane, Carlo Maderno, il Pomarancio, Pierre Legrot, e musicisti come Ruggero Giovannelli e Alessandro Scarlatti furono tra gli antichi Maestri di cappella. 

Situata alla porta Nord della città, quotidianamente visitata da migliaia di turisti e da cittadini provenienti da ogni parte di Roma, San Giacomo è un crocevia ideale, oasi di pace nella frenesia della via del Corso, per offrire ad un variegato pubblico un momento di fresco ristoro spirituale illuminato dalla musica, un prodotto culturale che è espressione di una qualità artistica non museale ma viva e che è parte viva del carisma del luogo e della sua storia, nel cuore culturale e spirituale di Roma.



23 luglio ore 17.30 Messa e Concerto spirituale

musiche di Frescobaldi, A. Scarlatti, G. Spoglia, gregoriano
Federico Tollis, organo

22 luglio ore 19.00 Concerto spirituale “Labyrinthus”

Massimo Mercelli, flauto
Silvia De Palma, voce recitante
Gianluca Libertucci, organista
Cappella Musicale di San Giacomo / Flavio Colusso, Maestro di cappella

Flavio Colusso, Recercar III
Giovanni Bassano, Ricercata VI
Toru Takemitsu, Air
J.S. Bach, partita in La minore
Flavio Colusso, Adagio misterioso
Claude Debussy, Syrinx
Michael Nyman, due pezzi dedicati a Massimo Mercelli
Flavio Colusso, Recercar IV

Il concerto Labyrinthus, che ormai da anni coinvolge interpreti e partecipanti in un esercizio spirituale condotto dalla musica, è un appuntamento della Cappella Musicale di San Giacomo ispirato al tema del pellegrinaggio, del cammino inteso anche come combattimento spirituale. Particolarmente significativo per il “cammino” culturale abbracciato dalla attuale istituzione musicale, diretta dal 1991 da Flavio Colusso, è il tema del pellegrinaggio esplicitato nel simbolo del Labirinto, del cammino vissuto come esperienza del corpo e dello spirito, che si estende da sempre al concetto di accoglienza e di cura dei viandanti e dei pellegrini nel contesto degli antichi Hospitali.

L’appuntamento di quest’anno è dedicato al cammino che nei modi più diversi il viandante, il pellegrino, l’uomo comune compie dentro se stesso, crescendo con gli incontri e l’accoglienza. Il quinto centenario luterano ci offre la possibilità di sviluppare il senso ecumenico dell’incontro e quello fraterno dell’accoglienza.

L’Ospedale di San Giacomo è fra i più antichi al mondo ed occupa un posto importante nella storia dell’umanità: luogo di eccezionali risonanze e memorie, è stato recentemente chiuso ma si spera che venga presto riaperto al suo antico servizio. La devozione jacopea ha ispirato fin dal Medioevo musicisti e poeti favorendo la formazione di un patrimonio in cui confluiscono diverse esperienze culturali europee; la musica, medicina dell’anima e del corpo, avvicina persone, luoghi, tempi e rende possibili armonie altrimenti “dissonanti”.
Situata alla porta Nord della città, quotidianamente visitata da migliaia di turisti e da cittadini provenienti da ogni parte di Roma, San Giacomo è un crocevia ideale, oasi di pace nella frenesia della via del Corso, per offrire ad un variegato pubblico un momento di fresco ristoro spirituale illuminato dalla musica, un prodotto culturale che è espressione di una qualità artistica non museale ma viva e che è parte viva del carisma del luogo e della sua storia, nel cuore culturale e spirituale di Roma.


venerdì 7 luglio 2017

RESTAURO CAPPELLA CROCEFISSO

Un po in ritardo, ma mi sembra bello ed importante comunicare la fine dei lavori di restauro della Cappella del Sacro Cuore dichiarando vera gratitudine alla Professoressa Daniela Caporali, Lia Carola sua cooperante, e i 'ragazzi' della 'Scuola Arti e Mestieri' del comune di Roma.
RELAZIONE INTERVENTI CONSERVATIVI
PITTURE MURALI IN SAN GIACOMO IN AUGUSTA
CAPPELLA DEL SACRO CUORE
La Cappella del Sacro Cuore nella chiesa di San Giacomo in Augusta
L’attuale struttura architettonica della cappella del Sacro Cuore, la prima a sinistra entrando in chiesa, è quella venutasi a determinare con la ricostruzione complessiva della chiesa a cavallo tra il XVI e il XVII secolo, voluta dal Cardinale Antonio Maria Salviati. Della primitiva decorazione della cappella, fatta realizzare nel 1610 dal Cardinal Salviati, sussiste l’altare in marmi policromi realizzato su disegno del Maderno. La decorazione a fresco e in stucco di cupola e pennacchi risalgono ai lavori promossi dal parroco Enea Colazza nel 1880. L’iconografia è relativa alla nuova dedicazione della cappella al Sacro Cuore di Gesù. (N.Cat.Gen.:12/00821093)
Stato di conservazione
La decorazione si presentava in pessimo stato di conservazione, con gravi problemi di adesione e coesione dovuti principalmente all’umidità e all’incuria. La pellicola pittorica era scarsamente coesa per la naturale debolezza della tecnica di esecuzione; in alcune zone circoscritte erano presenti sollevamenti a scaglie e distacchi del colore. I danni maggiori causati da problemi di umidità di risalita avevano creato ampi distacchi dell’intonaco e perdite di pellicola pittorica. Tutte le superfici erano coperte da uno strato di particellato atmosferico, polveri grasse e cera che ingrigivano tutta la cromia.
Intervento di restauro
Rimozione dei depositi superficiali incoerenti a secco con pennellesse.
Rimozione dei depositi superficiali parzialmente coerenti a mezzo di spugne sintetiche.
Trattamento con sostanze biocide per eliminare e prevenire attacchi di microrganismi e organismi biodeteriogeni con applicazione a pennello e a spruzzo.
Consolidamento della coesione della pellicola pittorica mediante applicazione di prodotto consolidante, Acril 33 e Acrilmat in emulsione a bassa concentrazione applicata a pennello successiva pressione a spatola.
Ristabilimento della adesione degli strati pittorici, con resina acrilica in emulsione applicata mediante infiltrazione con siringa e pressione a spatola.
Stuccatura di cadute degli strati preparatori con malta e stucco idoneo (polyfilla e stucco ultraleggero).
Reintegrazione di tipo mimetica e non con pigmenti delle lacune stuccate a livello con il fine di restituire l'unità di lettura cromatica dell'opera.
Il sottoscritto Trappolini don Giuseppe, in qualità di parroco e legale rappresentante dell’ente ecclesiastico Parrocchia di San Giacomo, certifica il buon esito dell’intervento di restauro e manutenzione della decorazione basamentale a finti marmi nella Cappella del Sacro Cuore, a cura delle restauratrici Daniela Caporali Viggiani e Maria Lia Carola.
Unitamente, certifica il buon esito dell’intervento di restauro e manutenzione della decorazione basamentale a finti marmi nella Cappella del Sacro Cuore, a cura degli allievi Francesca Cardinali, Luciano Cessari, Lenia Colacicchi, Angela Santoro, Francesca Stazi, Antonio Vico, seguiti dall'insegnante restauratrice Daniela Caporali Viggiani nell'ambito del corso di “restauro materiali antichi” della Scuola Arti e Mestieri del Comune di Roma nell'anno scolastico 2016-17.
Ed inotre, certifica il buon esito dell’intervento di restauro e manutenzione della decorazione basamentale a finti marmi nella Cappella del Sacro Cuore, a cura degli allievi Elisabetta Bianchi, Vincenzo Blasio, Giulia Cirillo, Maria Grazia Corsanici, Michela Mezzomo, Ilaria Paolocci, Silvia Pompeo, Elisabetta Stefanini, seguiti dall’insegnante restauratrice Daniela Caporali Viggiani nell'ambito del corso di “interventi conservativi: cantiere” della Scuola Arti e Mestieri del Comune di Roma nell'anno scolastico 2016-17.