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martedì 14 luglio 2020

DOMANI NOVENA SAN GIACOMO




SAN GIACOMO NELLA SACRA SCRITTURA


1. Giovanni 1,35-42
35 Il giorno dopo Giovanni stava ancora là con due dei suoi discepoli 36 e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l'agnello di Dio!». 37 E i due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. 38 Gesù allora si voltò e, vedendo che lo seguivano, disse: «Che cercate?». Gli risposero: «Rabbì (che significa maestro), dove abiti?». 39 Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove abitava e quel giorno si fermarono presso di lui; erano circa le quattro del pomeriggio.
40 Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. 41 Egli incontrò per primo suo fratello Simone, e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia (che significa il Cristo)» 42 e lo condusse da Gesù. Gesù, fissando lo sguardo su di lui, disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; ti chiamerai Cefa (che vuol dire Pietro)».

2. Luca 9,51-56
51 Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato tolto dal mondo, si diresse decisamente verso Gerusalemme 52 e mandò avanti dei messaggeri. Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per fare i preparativi per lui. 53 Ma essi non vollero riceverlo, perché era diretto verso Gerusalemme. 54 Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». 55 Ma Gesù si voltò e li rimproverò. 56 E si avviarono verso un altro villaggio.

3. Marco 10,35-44
35 E gli si avvicinarono Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: «Maestro, noi vogliamo che tu ci faccia quello che ti chiederemo». 36 Egli disse loro: «Cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: 37 «Concedici di sedere nella tua gloria uno alla tua destra e uno alla tua sinistra». 38 Gesù disse loro: «Voi non sapete ciò che domandate. Potete bere il calice che io bevo, o ricevere il battesimo con cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». 39 E Gesù disse: «Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e il battesimo che io ricevo anche voi lo riceverete. 40 Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».
41 All'udire questo, gli altri dieci si sdegnarono con Giacomo e Giovanni. 42 Allora Gesù, chiamatili a sé, disse loro: «Voi sapete che coloro che sono ritenuti capi delle nazioni le dominano, e i loro grandi esercitano su di esse il potere. 43 Fra voi però non è così; ma chi vuol essere grande tra voi si farà vostro servitore, 44 e chi vuol essere il primo tra voi sarà il servo di tutti.

4. Luca 9,28-36
28 Circa otto giorni dopo questi discorsi, prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. 29 E, mentre pregava, il suo volto cambiò d'aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. 30 Ed ecco due uomini parlavano con lui: erano Mosè ed Elia, 31 apparsi nella loro gloria, e parlavano della sua dipartita che avrebbe portato a compimento a Gerusalemme. 32 Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; tuttavia restarono svegli e videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui. 33 Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi stare qui. Facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli non sapeva quel che diceva. 34 Mentre parlava così, venne una nube e li avvolse; all'entrare in quella nube, ebbero paura. 35 E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l'eletto; ascoltatelo». 36 Appena la voce cessò, Gesù restò solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto.

5. Marco 3,14-20
14 Ne costituì Dodici che stessero con lui 15 e anche per mandarli a predicare e perché avessero il potere di scacciare i demòni.
16 Costituì dunque i Dodici: Simone, al quale impose il nome di Pietro; 17 poi Giacomo di Zebedèo e Giovanni fratello di Giacomo, ai quali diede il nome di Boanèrghes, cioè figli del tuono; 18 e Andrea, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo di Alfeo, Taddeo, Simone il Cananèo 19 e Giuda Iscariota, quello che poi lo tradì.
20 Entrò in una casa e si radunò di nuovo attorno a lui molta folla, al punto che non potevano neppure prendere cibo.

6. Luca 8,41-42; 49-56
41 Ed ecco venne un uomo di nome Giàiro, che era capo della sinagoga: gettatosi ai piedi di Gesù, lo pregava di recarsi a casa sua, 42 perché aveva un'unica figlia, di circa dodici anni, che stava per morire. Durante il cammino, le folle gli si accalcavano attorno.
49 Stava ancora parlando quando venne uno della casa del capo della sinagoga a dirgli: «Tua figlia è morta, non disturbare più il maestro». 50 Ma Gesù che aveva udito rispose: «Non temere, soltanto abbi fede e sarà salvata». 51 Giunto alla casa, non lasciò entrare nessuno con sé, all'infuori di Pietro, Giovanni e Giacomo e il padre e la madre della fanciulla. 52 Tutti piangevano e facevano il lamento su di lei. Gesù disse: «Non piangete, perché non è morta, ma dorme». 53 Essi lo deridevano, sapendo che era morta, 54 ma egli, prendendole la mano, disse ad alta voce: «Fanciulla, alzati!». 55 Il suo spirito ritornò in lei ed ella si alzò all'istante. Egli ordinò di darle da mangiare. 56 I genitori ne furono sbalorditi, ma egli raccomandò loro di non raccontare a nessuno ciò che era accaduto.

7. Marco 14, 32-41
32 Giunsero intanto a un podere chiamato Getsèmani, ed egli disse ai suoi discepoli: «Sedetevi qui, mentre io prego». 33 Prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e cominciò a sentire paura e angoscia. 34 Gesù disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte. Restate qui e vegliate». 35 Poi, andato un po' innanzi, si gettò a terra e pregava che, se fosse possibile, passasse da lui quell'ora. 36 E diceva: «Abbà, Padre! Tutto è possibile a te, allontana da me questo calice! Però non ciò che io voglio, ma ciò che vuoi tu». 37 Tornato indietro, li trovò addormentati e disse a Pietro: «Simone, dormi? Non sei riuscito a vegliare un'ora sola? 38 Vegliate e pregate per non entrare in tentazione; lo spirito è pronto, ma la carne è debole». 39 Allontanatosi di nuovo, pregava dicendo le medesime parole. 40 Ritornato li trovò addormentati, perché i loro occhi si erano appesantiti, e non sapevano che cosa rispondergli.
41 Venne la terza volta e disse loro: «Dormite ormai e riposatevi! Basta, è venuta l'ora: ecco, il Figlio dell'uomo viene consegnato nelle mani dei peccatori. 42 Alzatevi, andiamo! Ecco, colui che mi tradisce è vicino».


8. Atti 12,1-5
1 In quel tempo il re Erode cominciò a perseguitare alcuni membri della Chiesa 2 e fece uccidere di spada Giacomo, fratello di Giovanni. 3 Vedendo che questo era gradito ai Giudei, decise di arrestare anche Pietro. Erano quelli i giorni degli Azzimi. 4 Fattolo catturare, lo gettò in prigione, consegnandolo in custodia a quattro picchetti di quattro soldati ciascuno, col proposito di farlo comparire davanti al popolo dopo la Pasqua. 5 Pietro dunque era tenuto in prigione, mentre una preghiera saliva incessantemente a Dio dalla Chiesa per lui.


sabato 22 febbraio 2020

QUARESIMA 2020


QUARESIMA 2020

Avrà inizio con la celebrazione delle ceneri il 26 febbraio alle ore 17.30 durante la quale verrà ricordato il primo anniversario della morte del caro don Stefano. Al termine della messa, per chi lo volesse, sarà consegnato un libretto nel quale abbiamo raccolto oltre 20 poesie che don Stefano stesso scrisse prima del 2000.
Con la Quaresima, entriamo nel cuore della nostra vita liturgica e di fede. Il punto di arrivo sarà la celebrazione della passione, morte e resurrezione di Gesù. A questo evento, che viene riattualizzato con la festa della Pasqua, dobbiamo prepararci lasciandoci aiutare dal cammino di fede che la Liturgia ci propone. Non celebreremo il ricordo della Pasqua, ma vivremo la Pasqua del Signore e la nostra Pasqua: il nostro passaggio dalla morte alla vita, dal peccato alla grazia. Il nostro battesimo. Diremo al Signore Risorto: ‘Cristo tu ci sei necessario’ e dal Lui troveremo la forza e la responsabilità del Suo annuncio nella vita quotidiana. Per questo motivo, la Quaresima, è un tempo in cui siamo invitati a cercare e trovare Dio, cercare e trovare gli altri, cercare e trovare noi stessi.
E' tempo di preghiera, è tempo di digiuno, è tempo di conversione, è tempo di penitenza, è tempo di carità.
Tempo di preghiera dunque: dice il Signore: “Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.” Non dovrebbe passare giorno in cui non abbiamo trascorso un po' del nostro tempo con Dio. Stare con Lui significa ascoltarLo, verificare la nostra vita, trovare la forza per operare il bene, invocarLo nei momenti di smarrimento, ringraziarLo nei momenti di gioia.
Partecipare alla Lectio Divina il Giovedì alle 18.30 iniziando dal 5 marzo, se non si ha la possibilità, almeno leggere un brano della Parola di Dio, magari la lettura della Messa del giorno; oppure rivolgerci al Signore mediante una Sua immagine che collochiamo in casa; oppure nel modo più semplice dicendo solo una parte del Rosario (un Mistero del rosario: Un Padre nostro 10 ave Maria e un Gloria al Padre) ….
Preghiera comunitaria: deve diventare, in questo periodo, più intensa.
Preghiera in famiglia: Prendere ed utilizzare il libretto Pregare in famiglia: un modo molto semplice di pregare con i nostri cari la Domenica prima di pranzo: sarà proposto un piccolo brano del Vangelo ed una preghiera da fare assieme. Proprio la domenica, giorno del Signore, scandirà i passi del nostro cammino: la Parola di Dio, che ascolteremo, ci proporrà gli obiettivi da raggiungere e il pane eucaristico che riceveremo, ci sarà di sostegno nel nostro impegno. Sempre, ma soprattutto in questo periodo, dovremo partecipare alla Messa come ‘Fulcro del Giorno del Signore’. Molte volte, presi da tanti impegni, da tanti lavori, la tralasciamo. Il Signore viene sempre dopo tutte le altre cose. Dobbiamo, allora, cercare di dare una giusta priorità ai valori. In questo modo potremo riappropriarci della nostra vita Battesimale: siamo stati battezzati e dobbiamo ogni giorno di più essere consapevoli di quanto ci è stato donato con l’intimità  con Dio e con la testimonianza concreta. Dobbiamo vivere la gioia del nostro Battesimo e l’Eucarestia sarà la ‘forza’, ‘il nutrimento’, ‘l’unione sacramentale con Cristo’ per dare vigore alla nostra vita.
Il Venerdì, sarà un giorno particolare per vivere la nostra Quaresima. Alle 17.00, prima della Messa ci sarà la pratica della Via Crucis con la quale, nella riflessione e nella preghiera si ripercorre la strada del dolore che ha vissuto Gesù nella sua Passione.
Il Mercoledì delle Ceneri e il Venerdì Santo sono giorni di digiuno, che si estende anche a tutta la Quaresima come ‘stile di vita’. Il digiuno serve per chiedere a Dio, il dono della nostra conversione: essere essenziali, rinunciare a quanto è superfluo ed aiutare nella carità chi si trova in necessità, ci aiuterà a pensare alle nostre scelte e alla possibilità di conversione. E’ importante avere coscienza che ci sono persone che vivono ai limiti della tollerabilità di una vita decente, anche accanto a noi. Li abbiamo tutti i giorni sotto gli occhi. Non possiamo dare risposte definitive, ma qualcosa possiamo…
Il frutto del nostro digiuno delle nostre scelte lo devolveremo alle iniziative di Carità e servirà ad aiutare l’iniziativa della ‘Colazione alle persone di Strada’
Durante tutto il periodo quaresimale i sacerdoti presenti in Chiesa, saranno disponibili per celebrare il sacramento della Penitenza: la Confessione. Il momento sacramentale in cui il nostro cammino di conversione si incontra in Gesù con la Misericordia del Padre e trova la forza dello Spirito per vivere nella ‘libertà dei figli di Dio’.
In modo particolare il 20 marzo alle 18,00 ci sarà una Liturgia Penitenziale di Prefettura (tutte le parrocchie del nostro territorio del ‘Corso’) nella nostra Parrocchia presieduta dal Vescovo ausiliare Mons. Libanori. Saranno a disposizione dieci sacerdoti per la confessione. Approfittiamo di questa occasione.
Per chi ha la possibilità e forza il 3 Aprile alle 18.00 con partenza dalla Parrocchia di San Salvatore in Lauro, ci sarà una Processione Penitenziale verso la Chiesa di San Giovanni Decollato e passaggio per la porta Santa (unica volta che verrà aperta) ricevendo l’indulgenza plenaria.
Coloro che desiderino avere la visita del Sacerdote e la benedizione della Famiglia possono compilare la scheda preparata ed inserirla nell’apposto contenitore e durante la quaresima e il successivo tempo pasquale verranno contattati personalmente per concordare giorno ed orario
Ci auguriamo di poter vivere questa Quaresima riscoprendo sempre di più la gioia del Battesimo: lasciamo che il Signore entri nel nostro cuore, nella nostra famiglia, nella nostra vita. 
Che Dio ci doni la capacità di vivere come figli della luce cosicché, perseverando nella fede, andiamo incontro al Signore che viene con tutti i Santi nel Regno dei cieli.

venerdì 29 novembre 2019

Avvento 2019



Domenica prossima inizia l'Avvento. Invitiamo ogni famiglia, almeno la domenica, a trovare un momento in cui possa riunirsi e pregare assieme. È stato preparato un piccolo sussidio che si può richiedere a don Giuseppe o Padre Zè.
Giovedì 5 dicembre alle 17.00 nei locali della parrocchia ci sarà l’ora del thè, momento di incontro conviviale.
Alle 18.30: Incontro di LECTIO DIVINA. Approfondimento della Parola di Dio sul tema dell’ASCOLTO, dimensione importante per vivere l’Avvento
Domenica 8 dicembre: alle 17.30 ci sarà la Messa Solenne dell’Immacolata.
Domenica 15 dicembre, dopo la Messa delle 11.30 faremo nella sala della Parrocchia il Pranzo comunitario. Chi intende partecipare deve compilare il foglio appositamente preparato posto sulla scrivania avanti alla porta dell’Ufficio Parrocchiale su cui indicherà il numero di partecipanti e quanto si intende preparare per questo momento conviviale.
Venerdì 20 dicembre, alle 16.30: l’Ora del thè,
Ritiro spirituale
alle 17.30: Santa messa con meditazione e seguirà adorazione eucaristica e preghiera personale

venerdì 25 ottobre 2019

XXX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO


Dal Vangelo secondo Luca
Lc 18,9-14
 In quel tempo, Gesù disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri:
 «Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano.
 Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: “O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo”.
 Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: “O Dio, abbi pietà di me peccatore”.
 Io vi dico: questi, a differenza dell’altro, tornò a casa sua giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato».
Parola del Signore

Una parabola “di battaglia”, in cui Gesù ha l’audacia di denunciare che pregare può essere pericoloso, può perfino separarci da Dio, renderci “atei”, adoratori di un idolo. Il fariseo prega, ma come rivolto a se stesso, dice letteralmente il testo; conosce le regole, inizia con le parole giuste «o Dio ti ringrazio», ma poi sbaglia tutto, non benedice Dio per le sue opere, ma si vanta delle proprie: io prego, io digiuno, io pago, io sono un giusto.
Per l’anima bella del fariseo, Dio in fondo non fa niente se non un lavoro da burocrate, da notaio: registra, prende nota e approva. Un muto specchio su cui far rimbalzare la propria arroganza spirituale. Io non sono come gli altri, tutti ladri, corrotti, adulteri, e neppure come questo pubblicano, io sono molto meglio. Offende il mondo nel mentre stesso che crede di pregare. Non si può pregare e disprezzare, benedire il Padre e maledire, dire male dei suoi figli, lodare Dio e accusare i fratelli.
Quella preghiera ci farebbe tornare a casa con un peccato in più, anzi confermati e legittimati nel nostro cuore e occhio malati. Invece il pubblicano, grumo di umanità curva in fondo al tempio, fermatosi a distanza, si batteva il petto dicendo: «O Dio, abbi pietà di me peccatore». Una piccola parola cambia tutto e rende vera la preghiera del pubblicano: «tu», «Signore, tu abbi pietà». La parabola ci mostra la grammatica della preghiera. Le regole sono semplici e valgono per tutti. Sono le regole della vita. La prima: se metti al centro l’io, nessuna relazione funziona. Non nella coppia, non con i figli o con gli amici, tantomeno con Dio.
Il nostro vivere e il nostro pregare avanzano sulla stessa strada profonda: la ricerca mai arresa di qualcuno (un amore, un sogno o un Dio) così importante che il tu viene prima dell’io. La seconda regola: si prega non per ricevere ma per essere trasformati. Il fariseo non vuole cambiare, non ne ha bisogno, lui è tutto a posto, sono gli altri sbagliati, e forse un po’ anche Dio. Il pubblicano invece non è contento della sua vita, e spera e vorrebbe riuscire a cambiarla, magari domani, magari solo un pochino alla volta. E diventa supplica con tutto se stesso, mettendo in campo corpo cuore mani e voce: batte le mani sul cuore e ne fa uscire parole di supplica verso il Dio del cielo (R. Virgili).
Il pubblicano tornò a casa perdonato, non perché più onesto o più umile del fariseo (Dio non si merita, neppure con l’umiltà) ma perché si apre – come una porta che si socchiude al sole, come una vela che si inarca al vento – a Dio che entra in lui, con la sua misericordia, questa straordinaria debolezza di Dio che è la sua unica onnipotenza.
(Padre Ermes Ronchi)

venerdì 18 ottobre 2019

XXIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO




Dal Vangelo secondo Luca (Lc. 18,1-8)
 In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai:
 «In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”.
 Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”».
 E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».
Parola del Signore

Disse poi una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai. Questi sempre e mai, parole infinite e definitive, sembrano una missione impossibile. Eppure qualcuno c’è riuscito: «Alla fine della sua vita frate Francesco non pregava più, era diventato preghiera» (Tommaso da Celano).
Ma come è possibile lavorare, incontrare, studiare, mangiare, dormire e nello stesso tempo pregare? Dobbiamo capire: pregare non significa dire preghiere; pregare sempre non vuol dire ripetere formule senza smettere mai. Gesù stesso ci ha messo in guardia: «Quando pregate non moltiplicate parole, il Padre sa…» (Mt 6,7).
Un maestro spirituale dei monaci antichi, Evagrio il Pontico, ci assicura: «Non compiacerti nel numero dei salmi che hai recitato: esso getta un velo sul tuo cuore. Vale di più una sola parola nell’intimità, che mille stando lontano». Intimità: pregare alle volte è solo sentire una voce misteriosa che ci sussurra all’orecchio: io ti amo, io ti amo, io ti amo. E tentare di rispondere. Pregare è come voler bene, c’è sempre tempo per voler bene: se ami qualcuno, lo ami giorno e notte, senza smettere mai. Basta solo che ne evochi il nome e il volto, e da te qualcosa si mette in viaggio verso quella persona.
Così è con Dio: pensi a lui, lo chiami, e da te qualcosa si mette in viaggio all’indirizzo dell’eterno: «Il desiderio prega sempre, anche se la lingua tace. Se tu desideri sempre, tu preghi sempre» (sant’Agostino). Il tuo desiderio di preghiera è già preghiera, non occorre star sempre a pensarci. La donna incinta, anche se non pensa in continuazione alla creatura che vive in lei, diventa sempre più madre a ogni battito del cuore. Il Vangelo ci porta poi a scuola di preghiera da una vedova, una bella figura di donna, forte e dignitosa, anonima e indimenticabile, indomita davanti al sopruso.
C’era un giudice corrotto. E una vedova si recava ogni giorno da lui e gli chiedeva: fammi giustizia contro il mio avversario! Una donna che non si arrende ci rivela che la preghiera è un no gridato al «così vanno le cose», è il primo vagito di una storia neonata: la preghiera cambia il mondo cambiandoci il cuore. Qui Dio non è rappresentato dal giudice della parabola, lo incontriamo invece nella povera vedova, che è carne di Dio in cui grida la fame di giustizia. Perché pregare?
È come chiedere: perché respirare? Per vivere! Alla fine pregare è facile come respirare. «Respirate sempre Cristo», ultima perla dell’abate Antonio ai suoi monaci, perché è attorno a noi. «In lui infatti viviamo, ci muoviamo ed esistiamo» (At 17,28). Allora la preghiera è facile come il respiro, semplice e vitale come respirare l’aria stessa di Dio.
(Padre Ermes Ronchi)

sabato 21 settembre 2019

LA PREGHIERA DEI FEDELI



Nell'Ordinamento generale del Messale Romano si legge:
69. Nella preghiera universale, o preghiera dei fedeli, il popolo, risponde in certo modo alla parola di Dio accolta con fede e, esercitando il proprio sacerdozio battesimale, offre a Dio preghiere per la salvezza di tutti. È conveniente che nelle Messe con partecipazione di popolo vi sia normalmente questa preghiera, nella quale si elevino suppliche per la santa Chiesa, per i governanti, per coloro che portano il peso di varie necessità, per tutti gli uomini e per la salvezza di tutto il mondo.
70. La successione delle intenzioni sia ordinariamente questa:
a) per le necessità della Chiesa;
b) per i governanti e per la salvezza di tutto il mondo;
c) per quelli che si trovano in difficoltà;
d) per la comunità locale.
Tuttavia in qualche celebrazione particolare, per esempio nella Confermazione, nel Matrimonio, nelle Esequie, la successione delle intenzioni può venire adattata maggiormente alla circostanza particolare.
71. Spetta al sacerdote celebrante guidare dalla sede la preghiera. Egli la introduce con una breve monizione, per invitare i fedeli a pregare, e la conclude con un’orazione. Le intenzioni che vengono proposte siano sobrie, formulate con una sapiente libertà e con poche parole, ed esprimano le intenzioni di tutta la comunità.
Le intenzioni si leggono dall'ambone o da altro luogo conveniente, da parte del diacono o del cantore o del lettore o da un fedele laico.
Il popolo invece, stando in piedi, esprime la sua supplica con una invocazione comune dopo la formulazione di ogni singola intenzione, oppure pregando in silenzio.
Durante l’Assemblea Diocesana tenutasi nella Basilica di San Giovanni in Laterano, 16 settembre 2019, nella presentazione delle Linee per il cammino pastorale 2019-2020, tra le altre indicazioni, il CARDINALE VICARIO ANGELO DE DONATIS ha detto:
“Un quarto snodo a cui fare attenzione è la condivisione delle storie di vita con la comunità parrocchiale durante l’Eucarestia domenicale. Evitando che si capisca che si sta alludendo concretamente a “quella persona”, si portano davanti a Dio e all'assemblea liturgica le gioie e i dolori di tutti. L’intercessione è un atto d’amore. Questi fratelli e sorelle per i quali preghiamo sono quelli che il Signore ci chiede di servire, perché possano sperimentare un po’ di più di speranza, di libertà, di vita.

Quante preghiere dei fedeli, durante la Messa, sono così generiche e formali (lette nei foglietti stampati a livello nazionale) da non esprimere per niente le intenzioni contenute nei cuori dei fedeli! Invece queste preghiere avranno il sentore della carne viva del vostro quartiere. Sapranno di vita, finalmente!”

Questo sarà per noi uno stimolo affinché nell'ascolto vero dei nostri fratelli possiamo riuscire ad esprimere le loro invocazioni nella Messa domenicale.
Ogni settimana cercheremo di esprimere le nostre invocazioni al Signore, ma in questo ciascuno deve collaborare nell'ascolto dell’altro e presentare le preghiere che diventeranno di tutti.

lunedì 9 settembre 2019

CATECHESI PRIMA COMUNIONE



Cari genitori anche quest'anno ci saranno incontri di catechesi per i bambini che si preparano alla prima comunione. È importante che i bambini comprendano il significato della partecipazione alla Messa domenicale nella loro preparazione. Questo è fondamentale. Pertanto gli incontri di catechesi durante l’anno pastorale che sta iniziando, si terranno la domenica mattina, alle 10:15, per permettere poi di partecipare alla Messa che si celebra alle 11:30. La scelta che abbiamo fatto è stata determinata anche dalla situazione di fatica che molto spesso si crea nella partecipazione ed attenzione per i bambini che, dopo aver fatto molte ore di scuola, si trovano alle 17:00 di nuovo ad avere un impegno molto importante e pesante. Questo è fatica per tutti, tanto più per i bambini che hanno bisogno dei loro spazi e tempi.
So che possono esserci delle difficoltà concrete. A molti di voi, spesso, capita, la domenica, di uscire o avere altri impegni. Ma questo si verifica sempre anche durante la settimana: molto spesso i bambini sono assenti perché presi da altri impegni: dentista, visita medica, gara sportiva, o altre occasioni. Pertanto anche se può succedere di non essere presenti qualche volta, state tranquilli, non siamo fiscali. Certo, che se uno già in partenza sa di non essere mai presente è chiaro che si dovrà trovare un'altra soluzione. Se ci fosse difficoltà nell’accompagnare i bambini, la catechista Monica è disposta a passare a casa a prenderli (naturalmente coloro che abitano nel tridente).
Durante questo periodo ci saranno le iscrizioni. Il primo giorno di catechesi e di celebrazione sarà domenica 13 ottobre. Mi auguro che possiate partecipare a questa nostra iniziativa.
         Un caro saluto.
                                 
Il parroco di San Giacomo
                                           Don Giuseppe

Orario invernale Celebrazioni e altro





Da  sabato 14 settembre avrà inizio
Orario Invernale della Santa Messa
Dal lunedì al venerdì ore 8.30 e 17.30
sabato ore 17.30
Domenica e festivi ore 8,30;10,30; 11,30; 17.30;
Il Catechismo avrà inizio Domenica 13 Ottobre, ma in questo periodo si accolgono le adesioni dei bambini e ragazzi.
Per la prima comunione terza e quarta elementare.
Per le cresime la scuola media inferiore e superiore.
Gli incontri di catechismo per la prima comunione da quest’anno si terranno la domenica mattina alle 10.15. Si concorderà per la cresima.
Dalla fine della settimana prossima si riaprirà il servizio di colazioni per le persone di strada. Si dà la possibilità, per chi lo volesse, di donare qualche ora la settimana per questa attività. Si può contattare don Giuseppe o Monica (responsabile della attività)
In ogni caso si può portare in Chiesa quanto occorre: Latte a lunga conservazione, Zucchero in bustine, Caffè sia in polvere che liofilizzato, Piatti piani e Bicchieri monouso, Tovaglioli di carta, Biscotti e Cornetti imbustati.
Per impossibilità di gestione e di spazi non possiamo ricevere abiti o indumenti anche se in buone condizioni.

domenica 28 ottobre 2018

AVVISI



·      Giovedì festa di tutti i santi:
Messe al consueto orario festivo 8.30; 10,30; 11,30, 17,30 (messa solenne preceduta alle 17,00 da concerto spirituale) 18,30
·      Il 31 Messa prefestiva della Vigilia alle 17,30
·      (da sottolineare iniziativa diocesana: Ai Fori e al Palatino si terrà una processione dietro alle immagini dei santi; L’ingresso è previsto da largo Corrado Ricci a partire dalle 19. Da lì si potrà accedere alla chiesa di Santa Maria Antiqua dove, alle 20, si terrà un momento di preghiera presieduto dal vescovo ausiliare del settore Centro, monsignor Gianrico Ruzza, che guiderà poi il cammino attraverso i Fori. Attraverso varie tappe si concluderà nella chiesa di  Sant’Anastasia, per l’adorazione eucaristica e la conclusione del pellegrinaggio.)
·      Venerdì 2 novembre Commemorazione dei fedeli defunti, giorno feriale, la messa verrà detta alle 8,30 e 17,30.
·      L’incontro del mercoledì sera (data la malattia di don Stefano, preghiamo per lui) è rimandato fino a data da destinarsi



sabato 10 febbraio 2018

QUARESIMA 201

QUARESIMA 2018
Con il mercoledì delle Ceneri, iniziamo la Quaresima: lasciamoci aiutare dalle parole di Papa Francesco nel messaggio che ha voluto donarci per questo anno liturgico.
“Ancora una volta ci viene incontro la Pasqua del Signore! Per prepararci ad essa la Provvidenza di Dio ci offre ogni anno la Quaresima, «segno sacramentale della nostra conversione», che annuncia e realizza la possibilità di tornare al Signore con tutto il cuore e con tutta la vita.
Stiamo attenti ai falsi profeti.
Essi sono come “incantatori di serpenti”, Altri falsi profeti sono quei “ciarlatani” che offrono soluzioni semplici e immediate alle sofferenze, rimedi che si rivelano però completamente inefficaci….e poi c’è l’inganno della vanità, che ci porta a fare la figura dei pavoni… per cadere poi nel ridicolo; e dal ridicolo non si torna indietro.
Un cuore freddo
Ciò che spegne la carità è anzitutto l’avidità per il denaro, «radice di tutti i mali» (1 Tm 6,10); ad essa segue il rifiuto di Dio e dunque di trovare consolazione in Lui, preferendo la nostra desolazione al conforto della sua Parola e dei Sacramenti. L’amore si raffredda anche nelle nostre comunità: nell’Esortazione apostolica Evangelii gaudium ho cercato di descrivere i segni più evidenti di questa mancanza di amore. Essi sono: l’accidia egoista, il pessimismo sterile, la tentazione di isolarsi e di impegnarsi in continue guerre fratricide, la mentalità mondana che induce ad occuparsi solo di ciò che è apparente, riducendo in tal modo l’ardore missionario.
Cosa fare?
Chiesa, nostra madre e maestra, assieme alla medicina, a volte amara, della verità, ci offre in questo tempo di Quaresima il dolce rimedio della preghiera, dell’elemosina e del digiuno.
Dedicando più tempo alla preghiera, permettiamo al nostro cuore di scoprire le menzogne segrete con le quali inganniamo noi stessi, per cercare finalmente la consolazione in Dio. Egli è nostro Padre e vuole per noi la vita.
L’esercizio dell’elemosina ci libera dall’avidità e ci aiuta a scoprire che l’altro è mio fratello: ciò che ho non è mai solo mio. Cor 8,10). Ma come vorrei che anche nei nostri rapporti quotidiani, davanti a ogni fratello che ci chiede un aiuto, noi pensassimo che lì c’è un appello della divina Provvidenza: Il digiuno, infine, toglie forza alla nostra violenza, ci disarma, e costituisce un’importante occasione di crescita.
Una occasione propizia sarà anche quest’anno l’iniziativa “24 ore per il Signore”, che invita a celebrare il Sacramento della Riconciliazione in un contesto di adorazione eucaristica. Nel 2018 essa si svolgerà venerdì 9 e sabato 10 marzo,
Vi benedico di cuore e prego per voi. Non dimenticatevi di pregare per me.
Mercoledì delle ceneri 14 febbraio, giorno di digiuno ed astinenza, avremo la celebrazione con l’imposizione delle ceneri la mattina alle 8,30 ed il pomeriggio alle 17,30 (questa insieme ai ragazzi che frequentano la catechesi con i loro genitori).
Il frutto del digiuno, ciò che non spendiamo per mangiare, trasformiamolo in ‘latte’ per i poveri della nostra ‘colazione’.
Ogni venerdì alle 17.00 ci sarà la via Crucis, seguirà la celebrazione della Messa. Si ricorda che il venerdì è giorno di astinenza dalle carni.
Ogni domenica sarà una tappa fondamentale che nella liturgia ci condurrà alla Pasqua. E sarà l’occasione per pregare in famiglia. Il Vicario ha preparato un semplice opuscolo che si può richiedere ai sacerdoti in ufficio o in sacrestia.
Mercoledì 21 febbraio un giorno impegnativo. Con appuntamento alle 17.50 ci recheremo in pellegrinaggio a piedi (15 minuti) presso il Santuario di Sant’Andrea delle Fratte dove con il Vescovo e i fedeli del centro storico celebreremo una Messa Penitenziale. (se a qualcuno rimanesse più comodo ci si può trovare direttamente sul luogo alle 18.30 ora dell’inizio della celebrazione).
Aderendo all’iniziativa proposta dal Papa “24 ore per il Signore”, proponiamo per venerdì 9 marzo un pomeriggio di ritiro spirituale (si tratta di dare poco più di due ore al Signore…. Credo che se le meriti), scandito da questi momenti: 17.00 Via Crucis Penitenziale; 17.30 Santa Messa – Segue esposizione eucaristica e breve meditazione. Adorazione personale “su un richiamo alle nostre comunità per riconoscere e curare le malattie spirituali” 18.30 risonanza e condivisione della riflessione personale. Sabato mattina Confessione.
Così conclude il papa il suo messaggio: Nella notte di Pasqua rivivremo il suggestivo rito dell’accensione del cero pasquale: attinta dal “fuoco nuovo”, la luce a poco a poco scaccerà il buio e rischiarerà l’assemblea liturgica. «La luce del Cristo che risorge glorioso disperda le tenebre del cuore e dello spirito», affinché tutti possiamo rivivere l’esperienza dei discepoli di Emmaus: ascoltare la parola del Signore e nutrirci del Pane eucaristico consentirà al nostro cuore di tornare ad ardere di fede, speranza e carità.
Buona Quaresima

Don Giuseppe


giovedì 14 settembre 2017

Catechesi degli Adulti



INCONTRI CATECHESI DEGLI ADULTI
2017-2018
“Mai un uomo ha parlato così”
Facendoci guidare da Gesù Cristo, Vangelo di Dio, scopriremo il suo sguardo umanissimo sul quotidiano della vita degli uomini e delle donne, con la specificità che egli vede cose che tutti vedono, ma non tutti comprendono.
Gesù non è mai stato distaccato dall’uomo, anzi, lo ha preso per mano, gli ha parlato e lo ha ascoltato, fino a raccontarci il vero volto di Dio suo Padre: lo stesso mistero si ripete oggi per ciascuno di noi.
Gli incontri, anche quest’anno saranno l’ultimo mercoledì del mese, dalle 19.30 alle 20.30. Possibili variazioni del giorno dell’incontro saranno comunicate la domenica a Messa.
Vi aspettiamo con gioia, chiedendo fin da ora al Signore il dono reciproco della testimonianza e dello scambio.
Diamo di seguito il calendario ed il tema evangelico in modo di stabilire prima, un tempo per pregare, stare con il Signore ed esserne illuminati
CALENDARIO INCONTRI
MERCOLEDI’ 27 SETTEMBRE 2017
“In principio era l’Amore”: Giovanni 1,1-18
MERCOLEDI’ 25 OTTOBRE 2017
“E’ andato a casa di un peccatore: Luca 19,1-10
Neppure io ti condanno”: Giovanni 8, 1-11
MERCOLEDI’ 29 NOVEMBRE 2017
“Gesù e la Samaritana”: Giovanni 4,5-42
MERCOLEDI’ 20 DICEMBRE 2017
“Il ricco ed il Povero Lazzaro”: Luca 16, 19-31
MERCOLEDI’ 31 GENNAIO 2018
“L’Agnello di Dio”: Giovanni 1, 29-34
MERCOLEDI’ 28 FEBBRAIO 2018
“Beata colei che ha creduto”: Luca 1, 26-38
MERCOLEDI’ 28 MARZO 2018
“Maria Madre dei Viventi”: Giovanni 19, 25-27
MERCOLEDI’ 18 APRILE 2018
“la Pentecoste Giovannea”: Giovanni 19, 28-37

Si parte




Carissimi amici bentrovati,
dopo un periodo di riposo al paese natio, anche io ho ripreso le attività ordinarie estive della Parrocchia.
Il cambio di orario della celebrazione della Messa ci sarà domenica prossima 17 settembre: festivo: 9,30;10,30;11,30; 17,30 e 18,30 mentre dal lunedì al venerdì oltre la messa delle 17,30 verrà aggiunta la messa mattutina delle 8,30. Il sabato alle ore 17.30 e dal 7 ottobre, alle ore 19.00, don Stefano riprenderà l’impego di dire la Messa in Santa Maria Porta Paradisi.
Con l’inizio della scuola si accoglieranno le adesioni al cammino di catechesi per i bambini della prima Comunione terza e quarta elementare e della Cresima prima e seconda media. Per bambini e ragazzi di altre età bisognerà concordare direttamente con don Giuseppe.
Gli incontri di catechesi avranno inizio mercoledì 18 ottobre.
Ogni giovedì, dal 19 ottobre, ci sarà la Lectio Divina per gli adulti al termine della Messa delle 17.30 (circa 17.50) e durerà un’ora.
Da Mercoledì 27 settembre avranno inizio gli INCONTRI DI CATECHESI DEGLI ADULTI che avranno come tema: “Mai un uomo ha parlato così”
Facendoci guidare da Gesù Cristo, Vangelo di Dio, scopriremo il suo sguardo umanissimo sul quotidiano della vita degli uomini e delle donne, con la specificità che egli vede cose che tutti vedono, ma non tutti comprendono.
Gesù non è mai stato distaccato dall’uomo, anzi, lo ha preso per mano, gli ha parlato e lo ha ascoltato, fino a raccontarci il vero volto di Dio suo Padre: lo stesso mistero si ripete oggi per ciascuno di noi.
Gli incontri, anche quest’anno saranno l’ultimo mercoledì del mese, dalle 19.30 alle 20.30. Possibili variazioni del giorno dell’incontro saranno comunicate la domenica a Messa.
Con uno sforzo notevole della Parrocchia, è stata resa più idonea la sala dove serviamo le colazioni alle Persone di strada. Ancora si sta lavorando. Durante l’estate a tutti abbiamo garantito brioches o biscotti e succo di frutta. Presumibilmente il 25 settembre riprenderemo il nostro servizio. Ringrazio quanti ancora si sono resi disponibili per questo gesto di solidarietà dando il proprio tempo, pazienza e delicatezza.
Ringrazio quanti lo scorso anno, persone e negozi, hanno contribuito materialmente.
Ma ripeto che è importante che tutti ci sentiamo coinvolti, e non solo un gruppo, come comunità cristiana, almeno con l’incoraggiamento e solidarietà.
Allora faccio di nuovo appello per la raccolta di quanto serve: brioches o crostatine impacchettate monouso, biscotti, latte a lunga conservazione, caffè, thè, zucchero in bustine, piatti, bicchieri e cucchiaini di plastica monouso, tovaglioli di carta, rotoli di Scottex; sono molto graditi dolci fatti in casa (abbiamo frigorifero per conservarli). Nel caso doveste fare una festa e dovessero avanzare dolci, tramezzini, tartine…. (in buono stato di conservazione) potete portare il giorno dopo verrà consumato con appetito.
Ricordo, infine, a quanti hanno partecipato al Convegno di giugno, e a chi volesse aggiungersi ancora, che lunedì 18 settembre alle 19.00 in Cattedrale a San Giovanni, ci sarà l’incontro conclusivo dei laici per la programmazione pastorale, guidato dal nuovo Vicario, Mons. Angelo de Donatis. È molto importante partecipare in quanto, in seguito a questo, faremo la nostra programmazione in Parrocchia.
Chiedendo la Benedizione del Signore, sotto lo sguardo di Maria vi saluto e a presto.
Don Giuseppe

giovedì 8 giugno 2017

GIUGNO



Carissimi amici,
siamo ormai agli sgoccioli dell’anno sociale. La scuola è quasi terminata. Sicuramente avremo meno occasioni di vederci.
Ma vorrei segnalarvi un evento importante e nello stesso tempo stimolante in modo particolare per i genitori che hanno i figli adolescenti: il CONVEGNO ANNUALE DELLA DIOCESI DI ROMA
“NON LASCIAMOLI SOLI !”
Accompagnare i genitori nell’educazione dei figli adolescenti
Si svolgerà in due momenti:
Il primo momento lunedì 19 giugno alle 19.00 a San Giovanni in Laterano con la partecipazione di Papa Francesco (occorre il pass) e il secondo e martedì 20 giugno sempre alle 19.00 insieme alla seconda prefettura a san Lorenzo in Damaso, Piazza della Cancelleria 1,  per una discussione ed approfondimento nei laboratori molto stimolanti.
So che può esser impegnativo…. Ma per i nostri figli…. Per il loro futuro educativo vi invito a fare uno sforzo. E vi chiedo di comunicarmi la partecipazione.

Da domenica 18 giugno entrerà in vigore l’orario estivo della Santa Messa: Giorni Feriali e Prefestivi 17,30;
Domenica e Festivi 8,30 – 10,30 – 17,30.

Domenica 18 Giugno, alle ore 19,00, il Santo Padre presiederà l’Eucaristia sul sagrato della Basilica Lateranense. Al termine della celebrazione si avvierà la processione eucaristica verso la Basilica Liberiana, al termine della quale il Santo Padre impartirà la benedizione eucaristica.
A tal proposito si legge nella lettera del Vicario: Vi invito a partecipare voi stessi con i fedeli delle vostre comunità alla Santa Messa e alla Processione diocesana, anticipando o posticipando le processioni locali. I Parroci del Settore Centro sono vivamente pregati di non celebrare la Messa vespertina domenica 18 giugno, avvisando preventivamente i fedeli.
Un caro saluto,

Don Giuseppe.


sabato 20 maggio 2017

Convegno Diocesano annuale


Il Convegno diocesano lo celebreremo secondo le modalità organizzative già sperimentate con successo in questi ultimi anni. Il Consiglio dei Prefetti ha proposto di rimanere sul tema della famiglia, con lo sguardo rivolto al compito educativo dei genitori con figli adolescenti.
Tratteremo il tema: “Rafforzare le famiglie nell'educazione dei figli adolescenti (A.L., cap. 7)”. Avrà inizio il 19 giugno, alle ore 19.00, nella Basilica di San Giovanni, con il Discorso introduttivo del Santo Padre. Seguirà la presentazione dei Laboratori che si svolgeranno nelle Prefetture il giorno dopo, martedì 20 giugno, alla stessa ora; noi insieme alla secondo prefettura faremo l'incontro a San Lorenzo in Damaso. La giornata conclusiva sarà lunedì, 18 settembre 2017, nella Basilica di San Giovanni, al mattino per i sacerdoti, la sera per gli operatori pastorali laici. Molti di noi hanno figli adolescenti. E sanno quanto sia importante avere 'attenzione' per loro. Per questo l'invito che rivolgo è pressante. Per partecipare ed avere i pass per gli incontri, rivolgetevi quanto prima in ufficio o direttamente a don Giuseppe.



sabato 25 febbraio 2017

QUARESIMA


PREGHIERA E PACE
• Partecipa alla Celebrazione della Messa del Mercoledì delle Ceneri alle 8,30 o 17,30
• Vieni con la tua famiglia alla Messa della Domenica.
• Se puoi venire a Messa in qualche giorno feriale, l’orario è 8.30 e 17.30.
• Il venerdì, vieni alla Via Crucis, alle 17.00.
DIGIUNO E CARITÀ
Mercoledì delle ceneri e venerdì santo son giorni di digiuno e astinenza; ogni venerdì di quaresima siamo invitati ad astenerci dal mangiare carne. Il digiuno ci distacca dal superfluo e ci apre alla condivisione con chi si trova nel bisogno. Perciò è una condizione della Pace interiore.
Ma pure accanto a noi, c’è chi vive in difficoltà. Per loro:
• Raccogliamo alimenti (latte, caffè merendine) o denaro destinato a questo obiettivo
• Ogni giorno, dal lunedì al sabato offriamo un pasto alle persone di strada.
ADORAZIONE EUCARISTICA
• Ogni giorno puoi passare in chiesa e fermarti per un momento di Adorazione Eucaristica.
• Il 3 marzo ed il 7 aprile, dopo la Santa Messa Adorazione comunitaria.

venerdì 21 ottobre 2016

INCONTRO GENITORI E RAGAZZI CHE SI PREPARANO ALLA PRIMA COMUNIONE DEL 19 OTTOBRE 2016







Quando avete battezzato i vostri bambini, il sacerdote vi ha chiesto: "cari Genitori, chiedendo il battesimo per il vostro bambino voi vi impegnate ad educarlo nella fede, perché nell'osservanza dei comandamenti impari ad amare Dio e il prossimo. Siete consapevoli di questa vostra responsabilità?" E voi avete risposto di si. Ora concretamente voi, accompagnando i bambini a ricevere la prima comunione, realizzate questa promessa. Ma non è sufficiente 'lasciarli' in parrocchia, perché i preti, aiutati dai catechisti, compiano il loro dovere di evangelizzazione. Anche voi siete i protagonisti di questa educazione religiosa.
Seguire i ragazzi nel loro cammino, è il vostro primo e più importante compito. Anzitutto permettendo loro di partecipare "sempre" sia agli incontri di catechesi, come alla Messa domenicale. Bisogna organizzare le attività in modo che l'incontro non venga a mancare se non per non programmabili necessità. Molte volte nella gerarchia dei valori, quello della fede, occupa un posto irrilevante. Tutto passa avanti. Questo è quanto di più deleterio possa capitare, in quanto il bambino relativizzerà la sua vita di fede così come viene relativizzata la sua presenza al catechismo o alla messa.
                E la vita spirituale diventa solo un appendice di tutto il resto che viene mostrato come più importante.
Educare alla fede significa mettere al loro posto i valori nella scala delle priorità della nostra vita.
Bisogna, poi, che i genitori si interessino a quanto stanno facendo i propri figli, anche nella loro crescita religiosa. Significa questo due cose: anzitutto domandare a casa quello che stanno facendo durante gli incontri, guardare i loro quaderni e discutere qualche volta con loro delle cose scoperte. L'interesse, inoltre, significa parlare con i catechisti di tanto in tanto, verificare con loro la crescita spirituale del bambino, vedere se nella prassi di vita si concretizzano i valori di fede che vengono proposti negli incontri.
Infine, educare alla fede, vuol dire aiutare il bambino ad entrare in comunione con Dio mediante la preghiera. Questo significa che i genitori non solo devono ricordare al bambino di pregare, ma qualche volta devono pregare con lui, realizzando così il loro compito sacerdotale nella famiglia che viene chiamata Piccola Chiesa domestica.
La Catechesi: è un momento fondamentale nella formazione del bambino. E' importante che non manchi. Ci auguriamo che la sua partecipazione sia attiva e che segua attentamente quanto viene proposto. 
A questo proposito mi sembra importante dover ribadire la loro presenza e partecipazione alla Messa domenicale.
Noi cerchiamo ad insegnare ai vostri figli l’essenza della vita cristiana. La legge del Signore. Il compendio della legge del Signore è: amerai il Signore tuo Dio, ed il prossimo tuo come te stesso.
Due amori che sono inscindibili.
Amare Dio significa, ricordarlo, ringraziarlo. Ed il più alto ringraziamento è rispettare il comando del Signore: “Ricordati di santificare le feste”.
Pertanto è nostro impegno educare i bambini a questa dimensione che non è un ‘optional’ ma parte fondamentale del loro cammino di Fede.  Pertanto i bambini devono partecipare all'Eucaristia. I bambini vengono preparati alla Prima Comunione e la Comunione si riceve durante la Messa. Allora diventa un controsenso preparare i bambini ad una cosa cui non partecipano.
E, l'abitudine ad andare a Messa, si acquista con pazienza nel tempo. Non viene da solo perché uno ha fatto la prima comunione. Anzi, molto spesso, la prima, diventa anche l'ultima comunione e questo sarebbe un grave peccato per lui e per noi tutti.
Capite bene che se il bambino vede che il genitore non partecipa alla Messa, anche per lui questo momento diventa poco importante. Se il Papà o la Mamma ritengono poco importante la partecipazione come può risultare importante per loro?
Dunque la partecipazione alla Messa è anche un vostro impegno.
Voi siete i garanti della fede dei bambini. Nessuno vi ha obbligato a fargli fare la prima comunione o a educarli nella fede Cristiana.
                Se partecipano alla Messa sarebbe bello che avessero parte attiva, sia nel servizio alla mensa come nella lettura del salmo o preghiera dei fedeli. Ma per questo debbono venire prima per prepararsi e fare in modo tale che quanto leggano sia comprensibile. Purtroppo a volte nella lettura notiamo molte lacune.
Durante l’anno sarebbe bello trovare delle occasioni in cui poter crescere anche come comunità. Potranno essere semplici, come fare un pranzo insieme.  A questo proposito, in anticipo vorrei che vi organizzaste per esser presenti, coi in ragazzi, ad una mattinata con pranzo per il 18 dicembre.

                Ma nello stesso tempo ‘il catechismo’ non può esser slegato dall’amore verso il prossimo.
Il rispetto che devono avere l’un per l’altro, con i gesti e le parole.
Il rispetto che devono avere per l’ambiente in cui si trovano, gli oggetti, il luogo, tutto ciò che serve per stare insieme.
Il rispetto che devono avere per gli adulti, iniziando dai genitori, nonne e tate. Ma anche per i catechisti per il loro lavoro ed il loro impegno.
La capacità di avere un linguaggio appropriato sia come persone che come cristiani.
La capacità di lavorare assieme, di non prevaricare gli altri di non competere per essere i ‘primi’ ma saper camminare anche con l’ultimo.
La capacità di non emarginare ma nessuno e di evitare ogni atto di quello che ormai genericamente viene chiamato ‘bullismo’.
La capacità di ascoltare ed aiutare gli altri, di non giudicare di comprendere, di essere generosi.
La capacità di perdonare e saper chiedere perdono come ci invita a vivere l’Anno Santo della Misericordia.
Imparare  non essere egoisti ma generosi sia nelle cose come nei gesti.

I catechisti e don Giuseppe