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domenica 2 luglio 2017

TANTI AUGURI ALLA NOSTRA CHIESA

BREVE STORIA DELLA PARROCCHIA DI SAN GIACOMO IN AUGUSTA
Dalla sua inaugurazione (anno 1602) e per oltre due secoli la chiesa fu sempre adibita come cappella maggiore dell'Ospedale S. Giacomo. L'Ospedale aveva un'altra cappella in Via Ripetta: S. Maria in porta Paradisi, molto bella, ricca di sculture e di affreschi, ma alquanto piccola. Per le grandi cerimonie e commemorazioni veniva usata la grande chiesa che serviva anche a luogo di convegni, conferenze, dibattiti, mancando all'ospedale una grande aula adatta allo scopo.

Nei mesi in cui si svolgeva la cura del morbo gallico (sifilide), in particolare nel mese di luglio, la chiesa era piena di infermi in preghiera per i rituali esercizi spirituali per purificare l'anima come preparazione alla guarigione del corpo. Anche Gesù nella guarigione del paralitico aveva usato lo stesso metodo: prima il perdono dei peccati, poi la guarigione dalla paralisi (Matteo cap. 9).
Il tutto era gestito dal Pio Istituto S. Spirito da cui dipendevano tutti gli ospedali romani.
La Chiesa venne aperta al culto già nel 1600 anno santo della Redenzione. Il 16 marzo 1602 moriva il munifico Cardinale Antonio Salviati da tutti rimpianto e venne sepolto sotto l'altare maggiore, il 2 luglio venne consacrata solennemente.

In seguito, nel 1600 e 1700, la chiesa ebbe buoni lasciti ed eredità per cui poté essere ornata da pitture, quadri ed affreschi, ridipinta e ripulita più volte. Era adibita a grandiose funzioni per i malati dell'ospedale, eserc­izi spirituali e liturgie. Si curava contemporaneamente lo spirito ed il corpo, anzi prima lo spirito affinché il corpo venisse guarito.

Aumentando la popolazione e le abitazioni in data 1 Novembre 1824 il Papa Leone XII costituiva la parrocchia S. Giacomo con il suo territorio desunto dalle parrocchie confinanti: S. Maria del Popolo, S. Rocco, S. Andrea delle fratte. All'inizio del 1825 fu eletto il primo parroco d. Domenico Capo. Nel 1849 subì i danni della repubblica Romana. Giuseppe Garibaldi per circa un anno la ridusse a stalla per i suoi cavalli asportandone mobili e quadri che bruciò in Piazza del Popolo con altri banchi di chiese, su istigazione di Angelo Brunetti , il rivoluzionario soprannominato Ciceruacchio. Era in uno stato pietoso, quando il Papa Pio IX (1860 1863) dopo l'esilio di Gaeta rifece a sue spese la tinteggiatura di tutta la Chiesa, l'affresco della grande volta, i quadri e lo splendido pavimento marmoreo nel 1863. Il Pontefice stesso venne ad inaugurarlo con grande solennità. Parrocchiano fu lo stesso Ciceruacchio. Parrocchiano era il poeta romanesco Trilussa (Carlo A. Salustri) che venne battezzato in questa chiesa nel 1871.

La vita parrocchiale fu molto fiorente alla fine del secolo scorso: numerosi i fedeli (oltre 10 mila), popolata di ragazzi e giovani; sorsero in parrocchia molte associazioni, confraternite e gruppi d'indole culturale, caritativo, assistenziale e religioso. All'inizio del secolo se ne contavano ben 26. Merita particolare menzione la Compagnia di S. Giuseppe con oltre 1600 iscritti con finalità religiose, caritative ed assistenziali. Aveva anche un speciale reparto per i suoi soci defunti al cimitero dei Verano.

Venivano celebrate con grande solennità le feste patronali di S. Giacomo (25 Luglio) e della Madonna dei miracoli (prima domenica di Luglio) con particolari funzioni, luminarie e processioni. Molto frequentate le SS. Quarantore, le processioni in Via del Corso e le funzioni della settimana santa. Tra il 1890 ed il 1912 si fecero molti e grandi restauri con il contributo dei parrocchiani (decorazione dell'intera chiesa, restauro delle cappelle del Crocefisso, di S. Giuseppe, del S. Cuore e della Madonna di Pompei). Fu celebrato con grande solennità il primo centenario della parrocchia (1925). La parrocchia era molto popolata e la frequenza alla chiesa era assidua e dinamica. Negli anni 1943-44 trovarono rifugio nelle stanze o meglio nei soffitti della chiesa parecchi ricercati politici ed ebrei. Dal 1945 al 1982 la parrocchia gesti il Nido d'Infanzia con, numerosi bambini assistiti dalle Suore Ospedaliere. Veniva pubblicata anche una bella rivista quadrimestrale diretta dal parroco d. Paolo De Angelis, molto apprezzata.




mercoledì 18 maggio 2016

8 maggio

Oggi è la festa della mamma! Auguri a tutte le mamme, quelle in terra e una preghiera a quelle che ci guardano dal cielo. Essendo l'8 maggio è il giorno in cui preghiamo la nostra Mamma del cielo con la supplica alla Madonna di Pompei
Supplica alla
Regina del SS. Rosario di Pompei
Nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
O Augusta Regina delle Vittorie, o Sovrana del Cielo e della Terra, al cui nome si rallegrano i cieli e tremano gli abissi, o Regina gloriosa del Rosario, noi devoti figli tuoi, raccolti nel tuo Tempio di Pompei, in questo giorno solenne, effondiamo gli affetti del nostro cuore e con confidenza di figli ti esprimiamo le nostre miserie.
Dal Trono di clemenza, dove siedi Regina, volgi, o Maria, il tuo sguardo pietoso su di noi, sulle nostre famiglie, sull’Italia, sull’Europa, sul mondo. Ti prenda compassione degli affanni e dei travagli che amareggiano la nostra vita. Vedi, o Madre, quanti pericoli nell’anima e nel corpo, quante calamità ed afflizioni ci costringono.
O Madre, implora per noi misericordia dal Tuo Figlio divino e vinci con la clemenza il cuore dei peccatori. Sono nostri fratelli e figli tuoi che costano sangue al dolce Gesù e contristano il tuo sensibilissimo Cuore. Mostrati a tutti quale sei, Regina di pace e di perdono.
Ave Maria
È vero che noi, per primi, benché tuoi figli, con i peccati torniamo a crocifiggere in cuor nostro Gesù e trafiggiamo nuovamente il tuo cuore.
Lo confessiamo: siamo meritevoli dei più aspri castighi, ma tu ricordati che sul Golgota, raccogliesti, col Sangue divino, il testamento del Redentore moribondo, che ti dichiarava Madre nostra, Madre dei peccatori.
Tu dunque, come Madre nostra, sei la nostra Avvocata, la nostra speranza. E noi, gementi, stendiamo a te le mani supplichevoli, gridando: Misericordia!
O Madre buona, abbi pietà di noi, delle anime nostre, delle nostre famiglie, dei nostri parenti, dei nostri amici, dei nostri defunti, soprattutto dei nostri nemici e di tanti che si dicono cristiani, eppur offendono il Cuore amabile del tuo Figliolo. Pietà oggi imploriamo per le Nazioni traviate, per tutta l’Europa, per tutto il mondo, perché pentito ritorni al tuo Cuore.
Misericordia per tutti, o Madre di Misericordia!

Ave Maria
Degnati benevolmente, o Maria, di esaudirci! Gesù ha riposto nelle tue mani tutti i tesori delle Sue grazie e delle Sue misericordie.
Tu siedi, coronata Regina, alla destra del tuo Figlio, splendente di gloria immortale su tutti i Cori degli Angeli. Tu distendi il tuo dominio per quanto sono distesi i cieli, e a te la terra e le creature tutte sono soggette. Tu sei l’onnipotente per grazia, tu dunque puoi aiutarci. Se tu non volessi aiutarci, perché figli ingrati ed immeritevoli della tua protezione, non sapremmo a chi rivolgerci. Il tuo cuore di Madre non permetterà di vedere noi, tuoi figli, perduti, Il Bambino che vediamo sulle tue ginocchia e la mistica Corona che miriamo nella tua mano, ci ispirano fiducia che saremo esauditi. E noi confidiamo pienamente in te, ci abbandoniamo come deboli figli tra le braccia della più tenera fra le madri, e, oggi stesso, da te aspettiamo le sospirate grazie.
Ave Maria

Chiediamo la benedizione a Maria

Un’ultima grazia noi ora ti chiediamo, o Regina, che non puoi negarci in questo giorno solennissimo. Concedi a tutti noi l’amore tuo costante ed in modo speciale la materna benedizione. Non ci staccheremo da te finché non ci avrai benedetti. Benedici, o Maria, in questo momento, il Sommo Pontefice. Agli antichi splendori della tua Corona, ai trionfi del tuo Rosario, onde sei chiamata Regina delle Vittorie, aggiungi ancor questo, o Madre: concedi il trionfo alla Religione e la pace alla Società umana. Benedici i nostri Vescovi, i Sacerdoti e particolarmente tutti coloro che zelano l’onore del tuo Santuario. Benedici infine tutti gli associati al tuo Tempio di Pompei e quanti coltivano e promuovono la devozione al Santo Rosario.
O Rosario benedetto di Maria, Catena dolce che ci rannodi a Dio, vincolo d’amore che ci unisci agli Angeli, torre di salvezza negli assalti dell’inferno, porto sicuro nel comune naufragio, noi non ti lasceremo mai più. Tu ci sarai conforto nell’ora di agonia, a te l’ultimo bacio della vita che si spegne.
E l’ultimo accento delle nostre labbra sarà il nome tuo soave, o Regina del Rosario di Pompei, o Madre nostra cara, o Rifugio dei peccatori, o Sovrana consolatrice dei mesti.
Sii ovunque benedetta, oggi e sempre, in terra ed in cielo. Amen.
Salve Regina

I

martedì 6 ottobre 2015

INIZIO RESTAURO STATUA DI SAN GIACOMO

Carissimi amici, pellegrini e turisti,
il restauro della statua di San Giacomo, come per il resto della Chiesa fatto in questi ultimi anni, è a carico totale della Parrocchia. Lo Stato Italiano, che ne è proprietario, concede solo l’autorizzazione e controlla che il lavoro sia fatto ad opera d’arte. Pertanto ogni donazione, anche se piccola, ci aiuta nel proseguire in questo nostro progetto.





martedì 28 luglio 2015

SAN GIACOMO: LA FESTA



Grande festa quella di San Giacomo. Da quando sono parroco non mi era mai capitato di vedere una tale affluenza di fedeli data da diverse circostanze  che hanno veramente dato ‘gloria al nostro Santo protettore:  il giorno di sabato ha certamente facilitato un numero superiore di fedeli, inoltre quest’anno i ‘Pellegrini del Cammino di Santiago di Campostela’ erano  più numerosi; da ultimo di è unito a noi nella Celebrazione un gruppo di pellegrini della diocesi di Tarbes e Lourdes  guidati dal loro giovane Vescovo Mons. Nicolas Jean René Brouwet.
La Messa è stata presieduta da Mons. Matteo Maria Zuppi, concelebrata dal Vescovo di Lourdes, dal Parroco e sacerdoti collaboratori, dal Direttore della Caritas Diocesana Mons. Enrico Feroci, dal parroco emerito, Mons. Alfredo Bona; numerosi parroci e sacerdoti.
Il Cammino di Santiago è stato dal vescovo, durante l’omelia, paragonato al nostro cammino nelle vie della vita portando una  autentica testimonianza cristiana, senza dimenticare quanti testimoniano nel sangue, anche nei giorni nostri, la loro fede. Quanti sono ancora gli ‘Erode’ che per soffocare la fede cristiana uccidono.
Essendo Mons. Zuppi, il vescovo delegato per la pastorale Missionaria, da parte della Parrocchia gli è stato consegnato  un segno concreto in denaro come condivisione verso i poveri assistiti dal missionari della Diocesi di Roma sparsi per il mondo.
Al termine della Messa La Confraternita di San Giacomo dopo aver ricevuto la Benedizione hanno consegnato ai ‘pellegrini’  la lettera credenziale per il ‘Cammino di Santiago’.





















mercoledì 20 maggio 2015

MAGGIO MESE DEI FIORI

I fiori e piante fiorite donate, devono essere segno della Preghiera e dell'Amore per il Signore e impegno di solidarietà verso il prossimo. In questo tempo la nostra Chiesa appare molto colorata da queste meraviglie del Creatore.