lunedì 21 ottobre 2013
Una bella Sorpresa.... momento di festa e condivisione
Carissimi,
domenica scorsa durante il nostro ritrovo ‘conviviale’ avremmo forse dovuto dire due parole... ma siamo stati travolti dall'entusiasmo dell’evento ed alcuni di noi, emozionati, hanno pensato che forse le parole potevano essere superflue in quella palpabile manifestazione di gioia e di affetto. Forse vi chiederete: "Ma cosa abbiamo festeggiato?"...
La risposta è semplice: desideravamo soltanto ringraziare i nostri sacerdoti per la loro preziosa presenza e per quegli anni difficili che hanno trascorso nel servizio, il più delle volte in sordina, della nostra parrocchia. Non solo hanno ‘tenuto duro’ in condizioni fisiche e/o logistiche precarie, ma si sono anche aiutati a vicenda con vero spirito di comunione fraterna, di solidarietà e di carità cristiana. Sono stati un esempio; questo lo dobbiamo riconoscere! Qualcuno penserà: «E ci credo, sono preti!» Sì, però... insomma... a volte le cose bisogna sottolinearle, per accorgersi che qualcosa di "diversamente normale" è accaduto, perchè solo così potremmo scuoterci un pò tutti dal torpore dei nostri ‘egocentrici’ pensieri che troppo spesso ci abitano.
Insomma, per farla breve, Don Giù abbiamo preso il pretesto dei tuoi 7 anni a s. Giacomo, del tuo compleanno trascorso da poco più di un mese, della casa nuova, ma anche dell’inizio dell’anno catechistico, per festeggiare insieme a tutta la comunità parrocchiale i nostri ‘tre moschettieri’!!! Abbiamo anche pensato che poteva essere un’occasione diversa per stare insieme; perché c'è bisogno - diciamoci la verità - di stare con gli altri, di guardarci in faccia, di conoscerci meglio, di sostenerci nel testimoniare attraverso la gioia il nostro essere cristiani.
Forse la concitazione di volervi fare una "sorpresa" ci avrà fatto involontariamente escludere qualcuno - perchè per organizzarci ci siamo serviti in parte del passaparola - ma, visto che molti hanno chiesto di ritrovarci ancora, magari verso Natale, ci organizzeremo meglio e avremo con noi anche quelle famiglie che purtroppo non potevano essere fisicamente presenti domenica; ma lo sono state certamente con il cuore.
Grazie a tutti! E, alla prossima allora!!!
Caterina,Francesco,Monica,Paolo
sabato 19 ottobre 2013
Lettera d'invito ai Ragazzi della Parrocchia
18 ottobre 2013, festa
di san Luca
Carissimo/a
In
questi anni abbiamo fatto un bel pezzo di strada insieme per conoscere il
Signore e per accostarci ai sacramenti. Per la prima volta vi abbiamo
accompagnato a fare la Confessione e ricevere il perdono di Gesù. Insieme ai
catechisti vi abbiamo condotto a fare la prima comunione e con don Stefano
abbiamo cercato di capire che cosa significa esser Cristiani ed avete ricevuto
il dono della Cresima. Se non avete fatto questo passo, ci sarà sempre il tempo
e l’opportunità di farlo.
Credo
che sia importante non concludere ora il nostro cammino rifugiandoti in una
fede solo personale, cioè ‘me la vedo col Signore da solo’ e ogni tanto vado a
Messa, ma è importante stare insieme, fare gruppo: insieme cercare il Signore,
ma insieme anche ritrovarci.
Certo
gli impegni sono molti, c’è la scuola, ci sono le attività sportive, ci sono …
i dentisti, ma credo che sia importante pianificare anche la nostra crescita
spirituale e comunitaria.
Per
questo vogliamo offrivi una opportunità. Due giovani universitari del GAM che è
un movimento di spiritualità di vita intensa ma anche comunitaria, saranno a
vostra disposizione per animare questo GRUPPO che vogliamo formare. Si chiamano
Elisa e Lorenzo.
Il
giorno in cui saranno a nostra disposizione sarà il Martedì dalle 17.30 alle
19.00, ma possiamo suggerire loro anche
possibilità diverse, perché non sono soli ma dietro di loro c’è una
grande comunità.
Pertanto
vi invito tutti a esser presenti e dirlo ai vostri amici, ALMENO LA PRIMA VOLTA,
PER CONOSCERLI, ascoltare quello che vi propongono, suggerire le vostre
proposte, martedì prossimo 22 ottobre alle 17.30.
Vi
saluto e vi aspetto,
don Giuseppe
Lectio Divina
Ogni
Giovedì al termine della Messa delle 17.30 ci sarà
LA LECTIO DIVINA
Un
approfondimento comunitario sulla Parola di Dio
domenica 6 ottobre 2013
Assemblea Parrocchiale
Ci
apprestiamo ad iniziare il nostro anno Pastorale, lo voglio fare chiedendo,
oggi, la Benedizione a San Francesco d’Assisi, nostro Patrono.
Come
dice il Vangelo di oggi, affidiamoci completamente al Signore: «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e
oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate
da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita.
Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».
Anzitutto
vi invito a partecipare all’Assemblea Parrocchiale d’inizio d’anno dove si
potranno delineare priorità e magari con i vostri suggerimenti, le strade
migliore da seguire. L’assemblea è
convocata per Giovedì prossimo 10 ottobre alla conclusione della Messa della
17.30, quindi intorno alle 18.00.
A questo momento partecipativo
sono invitati tutti quanti collaborano in vari modi alle attività parrocchiali,
ma anche i genitori del bambini e ragazzi e tutte le persone interessate alla
vita comunitaria.
L’inizio
della Catechesi come annunciato per domenica 13 con la Messa delle 11.30, cui
tutti i bambini e ragazzi con le famiglie sono tenuti a partecipare, quindi il
mercoledì successivo, 16 ottobre alle 17 per i bambini delle elementari e alle
18.00 per i ragazzi delle medie ci sarà il primo incontro di catechismo.
Per i
ragazzi di terza media, il primo incontro ci sarà Martedì 22 ottobre alle
17.30. Di questo ne parleremo ampliamente durante l’assemblea Domenicale
giovedì 3 ottobre 2013
SANTA MESSA PER E CON CARLOTTA
Carlotta, è ormai diventata parte della nostra Parrocchia. La sua forte esperienza, la sua morte ci ha coinvolti nell'emozione e nella preghiera,
La vogliamo lassù che in qualche modo con la sua dolcezza ci protegga.
Così scrive oggi l'osservatore Romano circa l'udienza Generale di ieri 2 ottobre,
Infine con un grande abbraccio
.......Papa Francesco ha accolto i
genitori, il fratello e il fidanzato di
Carlotta Nobile, la giovane ma già
affermata violinista ventiquattrenne
morta di tumore il 16 luglio scorso.
Ad accompagnarli don Giuseppe
Trappolini, parroco romano. «Fino
all’ultimo — racconta la mamma
Adelina — Carlotta ringraziava il
Signore per la sua croce, si diceva
fortunata, e sentiva molto vicina la
testimonianza di Papa Francesco.
Tanto da accompagnare e sostenere
con l’offerta della sua sofferenza la
preparazione della Giornata di Rio
de Janeiro. Oggi siamo qui per
realizzare il desiderio di Carlotta:
stare vicino a Papa Francesco»
genitori, il fratello e il fidanzato di
Carlotta Nobile, la giovane ma già
affermata violinista ventiquattrenne
morta di tumore il 16 luglio scorso.
Ad accompagnarli don Giuseppe
Trappolini, parroco romano. «Fino
all’ultimo — racconta la mamma
Adelina — Carlotta ringraziava il
Signore per la sua croce, si diceva
fortunata, e sentiva molto vicina la
testimonianza di Papa Francesco.
Tanto da accompagnare e sostenere
con l’offerta della sua sofferenza la
preparazione della Giornata di Rio
de Janeiro. Oggi siamo qui per
realizzare il desiderio di Carlotta:
stare vicino a Papa Francesco»
Sabato sera, in orario straordinario per noi, alle 18.30, verrà celebrata una Santa Messa, per pregare per lei e con lei, assieme alla sua famiglia.
Quanti non potranno esser presenti, sono invitati ad essere uniti con noi nella Preghiera.
Il miracolo della Madonna dei Miracoli
Questo articolo è stato dalla nostra amica FRANCESCA DI CASTRO su VOCE ROMANA, Rivista bimestrale di Cultura, Poesia, Dialetto, Arte e Tradizione Popolare, sul numero 23 settembre-orrobre 2013, Fondato da GIORGIO CARPANETO, Direttore SANDRO DI BARI.
Il miracolo
della Madonna dei Miracoli
di
Francesca
Di Castro
Era
un’immagine sacra che ornava le mura di Roma lì dove si affacciavano sulle
acque del Tevere all’altezza di via della Penna, un’immagine della Vergine che
teneramente stringeva una manina del Bambino Gesù contro il suo cuore. Con la sua presenza e il suo perenne lumino
acceso proteggeva la gente semplice che alla fine del Quattrocento frequentava
il Fiume per le tante attività ad esso connesse. Qui era il porto della legna,
qui transitavano i barconi carichi di vino, d’olio e di derrate alimentari
provenienti dalla Sabina e diretti al porto di Ripetta lì vicino, qui si riunivano
le lavandaie, come le prostitute, i pellegrini che provenivano dal Nord come
gli artisti e gli avventurieri.
Qui
nell’ottobre del 1525, un bambino di sette anni cadde nel Fiume e la corrente
lo portò via. La madre disperata rivolse lo sguardo all’immagine sacra e
qualcuno riuscì a salvare il bambino. La notizia del miracolo si diffuse
immediatamente in città e l’immagine sacra cominciò ad essere oggetto di culto.
Per proteggerla dalle intemperie e dalla furia della piena del Tevere, in
quello stesso anno fu costruita una cappella addossata alle stesse mura, che
affacciava sulla “strada che va da la Penna a la Madona del Popolo dietro le
mura”, come indica la pianta cinquecentesca tratta dal “Libro delle Piante
delle case libere di S. Giacomo degli Incurabili”, costudita presso l’Archivio
di Stato di Roma.
La
cappellina è riportata già nella pianta del Bufalini (1551) e in quella del
Tempesta (1593) che la indica come S. Maria Mirac(ulorum). In seguito verrà
affidata da Clemente VII all’Ospedale di S. Giacomo degli Incurabili e presso
la cappellina troverà alloggio S. Camillo de Lellis che in quegli anni si
prodigava nelle cure degli infermi e dei malati di “mal gallico” nell’ospedale.
Fu lui che ottenne nel 1585 che l’immagine miracolosa fosse trasferita
all’interno del nosocomio da dove verrà nuovamente spostata nel 1598 per
trovare definitiva e degna dimora nella costruenda chiesa di S. Giacomo in
Augusta, voluta dal Cardinale Antonio Maria Salviati che già aveva provveduto
all’intera ristrutturazione dell’ospedale. Quello stesso Cardinale – che morirà
pochi mesi prima della consacrazione della chiesa nel 1602 – che con grande
spirito munifico e lungimiranza lasciò per volontà testamentaria molte sue
proprietà all’Arciconfraternita di S. Giacomo per permetterne nel tempo l’autosufficienza,
grazie ad un’amministrazione oculata e severa e a un rigido sistema di rinvestimenti
immediati dei profitti. E per assicurare un futuro “infinito” alla sua opera,
vincolò la donazione alla clausula “che tutti i beni e i diritti da lui stesso
donati (…) in alcun modo possano essere venduti, ceduti, ipotecati (…); né possano
a chiunque altro essere trasferiti, dati in enfiteusi o affittati, anche con il
pretesto di qualsiasi necessità o utilità.”.
Dopo
406 anni – come sappiamo – il 31 ottobre 2008, l’allora Presidente della
Regione Marrazzo chiuse con intervento della forza pubblica un ospedale
funzionale, attivissimo e d’importanza strategica che era stato al servizio
della collettività e della città di Roma per 669 anni consecutivi.
Sono
passati cinque anni dalla sua chiusura e l’ospedale S. Giacomo continua a
restare chiuso e inutilizzato, in abbandono e in inesorabile degrado. Cui prodest?
Servirebbe
davvero un miracolo della Madonna dei Miracoli per vedere tornare alla vita la
storica struttura. Nel frattempo tuttavia la sacra immagine in realtà un piccolo
miracolo l’ha davvero fatto: attraverso l’opera costante e ammirevole di Don
Giuseppe Trappolini, parroco di San Giacomo. Don Giuseppe, addolorato per lo
stato in cui versava l’immagine e tutta la cappella arricchita dall’altorilievo
marmoreo di Pierre Le Gros (1666-1719) e ornata dalle tele di Giuseppe Passeri
(1654-1714), dopo vana ricerca di sponsor
per il restauro, con coraggio si è impegnato in prima persona “confidando nella
divina Provvidenza” e “per diffondere l’idea che insieme possiamo dare un
segno, anche se piccolo, di 'rinascita', anche spirituale, con il ridare
bellezza a quanto i nostri predecessori ci hanno lasciato”.
Il
suo entusiasmo ha trovato l’appoggio della Soprintendente dott.a Adriana Capriotti
che , con il valido aiuto di Lia….. e Daniela Caporali, ha intrapreso il
restauro dell’opera.
Ormai
i lavori volgono al termine, la pala marmorea e l’immagine sacra sono tornati
all’antico splendore, e Don Giuseppe aggiorna puntualmente le donazioni e le
offerte raccolte scrivendole in rosso sia sul suo sito sia sotto l’immagine
sacra.
Mancano
ancora 8.000 euro al traguardo dei 15.000 euro del lavoro eseguito, e la
Provvidenza vi sta mettendo rimedio. Ma il vero miracolo è come, in risposta ai
tanti signori della Regione Lazio che hanno sperperato milioni e milioni di
euro fino a costringere alla chiusura uno dei più importanti e dei più
efficienti ospedali di Roma, in risposta a una gestione degenerata e assurda del
denaro e del Bene pubblico, un semplice parroco, un uomo gentile e coerente,
s’impegna, s’appassiona, lotta e riesce a proteggere e a mettere in salvo – non
per sé ma per il futuro dell’umanità – un piccolo, prezioso e unico bene della
Chiesa, sicuramente sotto la protezione della Madonna dei Miracoli e con il
sorriso benevolo ma severo del Cardinal Salviati.
domenica 8 settembre 2013
IL PRIMATO DI PAPA FRANCESCO e IL SUO DISCORSO
Non solo primato petrino: successore dell'Apostolo Pietro.
Non solo primato nella fede, o nella preghiera o nella Chiesa Cattolica.
Ma anche PRIMATO DEL SILENZIO.
Quale persona è mai riuscita a far pregare e MANTENERE NEL SILENZIO OLTRE 100.000 PERSONE NELLO STESSO LUOGO PER QUATTRO ORE?
PAPA FRANCESCO LO HA FATTO!!!
José: Ho vissuto questa esperienza.....
Carla: già.... ieri sera io e francesco eravamo là e ti assicuro che quel silenzio era davvero eloquente e non solo ..... abbiamo sperimentato davvero che vuol dire essere in comunione con altri fratelli ....un silenzio che ha raggiunto il cuore, la mente, l'anima, ma che esprimeva solo desiderio assoluto di pace !!!!!
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