venerdì 14 febbraio 2014

“Quelli che… la Famiglia!”

Vorrei ricordare l' iniziativa nata da un gruppo di famiglie che ha come intento confontarsi e rileggere la propria esperienza alla luce del vangelo.
Si tratta di vedersi come primo incontro domani, sabato dopo la messa delle 17.30 
I temi che saranno sviluppati
1- La famiglia oggi   (15/02/14)
2- La dimensione spirituale nella vita quotidiana (nella coppia e nella famiglia ) - 22/03/14
3- Le ferite della famiglia 12/04/14
4- Le risorse della famiglia (famiglia in missione) 24/05/14
 
 
 
I incontro - La famiglia oggi
 
 
A seguito del questionario inviato alle parrocchie in vista del Sinodo dei Vescovi che si terrà quest’anno, incentrato sul tema della famiglia, don Giuseppe ha invitato le famiglie della nostra parrocchia ad incontrarsi per riflettere insieme su alcuni quesiti riguardanti la più piccola e singolare cellula della società e della comunità: la famiglia. Cercheremo di riflettere insieme soprattutto su cosa significa “essere famiglia oggi”. Prima di confrontarci però, nel corso dei nostri incontri, proveremo a metterci in ascolto della Parola, cercando di rimanere in un atteggiamento di silenzio interiore, e lasciando che essa penetri in profondità e risuoni dentro di noi.
 
Sarebbe molto bello che specialmente i genitori dei ragazzi della catechesi approfittassero di questo momento. Non si tratta poi di un grande sforzo. Sono solo 4 incontri programmati.

giovedì 13 febbraio 2014

Partenza dell'urna con il corpo di don Gnocchi

Dopo la celebrazione della Messa delle 8,30 nel giorno della festa della Madonna di Lourdes, abbiamo salutato l’urna  trasferita in S. Giovanni in Laterano, dove è stata solennemente accolta in mattinata dal Capitolo della Basilica. Alle ore 16, la solenne Celebrazione liturgica della Giornata del Malato presieduta dal Cardinale Vicario Agostino Vallini, con messaggio al mondo sanitario e cerimonia di commiato al Beato don Gnocchi.









Don Gnocchi gli alunni e gli Alpini


Un lunedì molto piovoso.
Ma non si è arrestato il flusso di fedeli attorno alle spoglie di don Carlo.
Tanta preghiera personale e devozione.
Nel pomeriggio son venuti i ragazzi delll'Istitutto San Giuseppe De Merode, che hanno pregato ed hanno ascoltato la testinmonianza di Silvio Colagrande l'allora bambino che ha ricevuto le cornee di don Gnocchi e di Luigina una delle mutilatine di don Gnocchi ospite presso una casa da lui fondata ed ora nonna.
Di seguto monsignor Angelo Bazzari ha fatto una riflessione ad un assemblea formata da operatori sanitari malati e cooepativa auxilium che cura la formazione degli operatori. Alle ore 17.30 c'è stata la S. Messa  presieduta da mons. Andrea Manto, direttore dell’Ufficio per la Pastorale Sanitaria della diocesi di Roma, a cui ha fatto seguito un concerto del Coro Ana di Roma, diretto dal maestro Vincenzo Vivio.



Lettera del 6 febbraio









Carissimi amici, come già annunciato, domani sera alle 19,45 arriverà nella nostra Parrocchia l’ulna contenente il corpo del Beato don Carlo Gnocchi. Rimarrà fino a martedì mattina che verrà portato a San Giovanni per essere presente alla Messa nella celebrazione della Giornata del Malato.
Sabato alle 20,30 ci sarà una veglia di preghiera; domenica la Messa solenne verrà celebrata alle 17.30 e anche lunedì. La messa per i bambini rimane invariata per le 11.30.
Chi era don Gnocchi?Si può leggere sul blog:  Don Carlo, benedici la nostra Parrocchia! E vedere il video che è molto bello.
Sempre nel blog gli orarli delle celebrazioni: Ostensione Beato Don Carlo GNOCCHI: Invito.
Vorrei inoltre segnalare un iniziativa nata da un gruppo di famiglie che ha come intento confontarsi e rileggere la propria esperienza alla luce del vangelo.
Si tratta di vedersi il sabato sera dopo la messa delle 17.30 per un incontro confornto e riflessione.
1- La famiglia oggi   (15/02/14)
2- La dimensione spirituale nella vita quotidiana (nella coppia e nella famiglia ) - 22/03/14
3- Le ferite della famiglia 12/04/14
4- Le risorse della famiglia (famiglia in missione) 24/05/14
Sarebbe molto bello che specialmente i genitori dei ragazzi della catechesi approfittassero di questo momento. Non si tratta poi di un grande sforzo. Sono solo 4 incontri programmati.
Infine, e continuerà sempre a ricordarvelo, tutti siamo chiamati ad esser presente alla visita del Cardinale Vicario del Papa che farà alla nostra parrocchia il 15 marzo che è un sabato. Cerchiamo di metterlo in agenda ed eventualmente spostare altri impegni per esser presenti. E’ bello che si incontri con la comunità reale che siete voi.
Un caro saluto e a presto.
Don Giuseppe

martedì 11 febbraio 2014

Una domenica con Don Gnocchi

Una giornata che si è presentata plumbea e pesante.
Ma con il passare delle ore è arrivato il sereno ed anche il sole.
Ininterrettomante sono state celebrate Sante messe, secondo il nostro orario, alla presenza di operatori dell'opera don Gnocchi e dei fedeli.
Toccante la messa dei bambini alle 11.30 al termine della quale davanti al Beato, commossa, nonna Ea, di 97 anni, ed il Signor Vencenzo, hanno reso testimonianza di don Carlo raccontandone i momenti trascorsi con lui. Belli i messaggi dati: guardare la bellezza interiore e impegnarsi fono in fondo con tenacia nel lavoro.
Il Pomeriggio messa solenne presieduta dall'Arcivescovo Zygmunt Zimowski con una grandissima partecipazione di fedeli.


lunedì 10 febbraio 2014

L'Arrivo del Beato don Gnocchi

Grande festaper la nostra parrocchia: l'accoglienza di don Gnocchi.
In Tarda serata, dopo esser stato a Santa maria della Pace ha raggiunto la nostra Parrocchia.
Un momento di forte emozione.
Alle 20.30 Mons. Matteo Zuppi ha presieduto la Veglia guidata dal Parroco.
Commoventi e profonde le riflessioni lette dagli scitti di don Carlo




Da «Andate ed insegnate» (1934)
Avete mai pesata, anatomizzata questa parola così semplice e così logorata dall’uso? Sacerdote! […] sotto il fragile diaframma di queste poche sillabe, si cela un abisso di grandezza ed un cumulo di misteri! Il sacerdote è il prolungamento, la proiezione di Cristo attraverso i secoli - è la longa manus di cui Egli si serve per continuare la missione salvifica, iniziata due millenni or sono in Palestina […] è il depositario ed il curatore legale degli interessi soprannaturali dell’umanità presso il tribunale di Dio. Per farla breve egli è di Cristo “una specie”, consacrata, come quella eucaristica, a contenerlo ed a velarlo agli occhi malati dei mortali.

Da «Educazione del cuore» (1937)
Lasciatemelo dire proprio qui. C'è troppo panico nel campo degli educatori cristiani. Di fronte ad un mondo che sfoggia tutta la falsa e inebriante opulenza della sua vita, molti si spauriscono, si rannicchiano nel proprio guscio e si abbandonano alle geremiadi o alle invettive.  Com'è tetra l'aria di certi ambienti educativi! Non vi risuonano che allarmi, non brillano nel buio che occhi di semafori rossi. “Guardatevi, figlioli, il mondo è corrotto, non c'è più onestà, non c'è più purezza. Dove andremo a finire? Guai a noi!”. Nulla è più deprimente sull'animo giovanile di queste apocalissi, anche perché nulla è più falso. Bisogna spalancare le finestre dell'anima al più solare ottimismo. […] Bisogna far sentire ai giovani che i buoni non sono pochi, che la virtù esiste ancora, anche se nascosta   anzi appunto perché nascosta   bisogna dar loro il senso corroborante della solidarietà nel bene. “Guai a chi è solo!”. Presto sarà un vinto. Siate sempre ottimisti nella vostra opera di educatori. Fate che i giovani credano nel bene […] perché, dopo tutto, questa è la verità. Chi di noi può essere
pessimista?




Da una lettera dal fronte russo alle Dame di San Vincenzo (15 settembre 1942)
Care Dame, di una cosa sola ha bisogno il mondo e per questo bisogna lottare: di carità e amore evangelico. Ciascuno di noi ha il dovere di anticipare e attuare, per quanto gli compete, l’avvento della carità. È ben poca cosa quello che un uomo può fare, si sa. È una goccia di dolcezza in un oceano amarissimo. Ma pure il mare è formato da molte gocce. Basta che ognuno porti la sua. E se anche gli altri non lo fanno, egli ha adempiuto con questo ad un dovere personale che lo impegna davanti a Dio e del quale gli verrà domandato conto. Non scoraggiatevi, dunque, se di fronte al molto che resta da fare, la vostra opera appare piccola e insufficiente. Dio sa le nostre possibilità.

Dalla lettera al cugino Mario Biassoni (17 settembre 1942)
Caro e buon Mario, a te lo posso dire come ad un grande amico (e sei la prima persona a cui lo confesso così esplicitamente) sogno dopo la guerra di potermi dedicare per sempre ad un’opera di Carità, quale che sia, o meglio quale Dio me la vorrà indicare. Desidero e prego dal Signore una sola cosa: servire per tutta la vita i Suoi poveri. Ecco la mia “carriera”. Purtroppo non so se di questa grande grazia sono degno: perché si tratta di un privilegio. […] A me questa vita da nomade […] fa bene, nonostante gli inevitabili disagi. E poi c’è il Signore che mi aiuta. È questo che ti rende e renderà sempre più vicino a Dio, perché Dio è tutto qui, nel fare del bene a quelli che soffrono ed hanno bisogno di un aiuto materiale e morale. Il Cristianesimo e il Vangelo, a quelli che lo capiscono veramente, non domanda altro. Tutto il resto viene dopo e viene da sé.





Da “Pedagogia del dolore innocente” (1956)
Dopo lo scoppio della bomba, Marco, l’unico superstite dei quattro bambini, che, ignari e spensierati, giocavano sul campo minato, era stato immediatamente sotto¬posto all’intervento chirurgico: amputazione delle due gambe, estrazione di un bulbo oculare e regolarizzazione delle vaste e numerose ferite che ne crivellavano il fragile corpo palpitante. Lo vidi qualche tempo dopo l’operazione, quando ancora le medicazioni quotidiane lo facevano tanto soffrire e gli domandai: «Quando ti strappano le bende, ti frugano nelle fe¬rite e ti fanno piangere, a chi pensi?». «A nessuno», mi rispose con una punta di meraviglia nella voce. «Ma tu non credi che ci sia Qualcuno al quale forse tu potresti offrire il tuo dolore, per amore del quale tu potresti reprimere il tuo lamento e inghiottire le tue lacrime e che potrebbe anche aiutarti a sentire meno il tuo dolore?». Marco fissò nel vuoto il viso devastato guardando con l’unico occhio stranito e poi, scuotendo lentamente la testa, disse: «Non capisco...» e tornò a giocherellare distratto con l’orlo del lenzuolo. Fu in quel momento che io ebbi la precisa, quasi fisica, sensazione di un’immensa irreparabile sciagura: della perdita di un preziosissimo tesoro, più intimamente dolorosa dell’incendio di un quadro di Raffaello, o della distruzione di un diamante d’inestimabile valore. Era il grande dolore innocente di un bimbo che cadeva nel vuoto.

Dal Testamento di don Carlo Gnocchi
Innalzo a Dio Padre il mio ringraziamento per la vita che mi diede, e che mi toglie per sua estrema bontà, richiamandomi a Sé. Soprattutto lo ringrazio, in Cristo suo divin Figlio, per i sacramenti di Redenzione offerti all’anima mia, massime per il Sacerdozio, fonte della Santa Eucaristia. […] Alla Madre di Gesù, tenerissima mediatrice di Grazia, raccomando l’Opera alla quale sono lieto di aver dedicato la mia povera vita. […] Ai ricoverati delle nostre Case, a tutti e a ciascuno, (si) distribuisca, segno della mia fraterna tenerezza, l’immagine ricordo. Altri potrà servirli meglio ch’io non abbia saputo e potuto fare, nessun altro, forse, amarli più che io non abbia fatto.