martedì 31 dicembre 2019

BUON ANNO


                          
Abbiamo accolto nella comunità Cristiana
5 gennaio Eleonora Piervincenzi
17 febbraio Matilde Massotti
21 aprile Alessandro e Giulia Chiappetta
21 aprile Gloria Sophie Brosio
27 aprile Pablo Montiel del Pino
9 giugno Beatrice Damiani
21 giugno Davide Piccione
23 giugno Sveva Bruschetti Battibocca
6 luglio Nicolò Petriccione
15 settembre Modellati Rachele Maria
26 ottobre Arianna Lodigiani
21 dicembre Lavinia Roccio

Abbiamo affidato al Signore
11 gennaio Giulio Lisi anni 88
31 gennaio Maria Angela Coltellacci Amato anni 82
26 febbraio il nostro caro DON STEFANO TARDUCCI
28 febbraio Mamolo Bertoni anni 76
19 marzo Giovanna Silj anni 78
26 marzo Mario Ciambotta anni 80
23 maggio Piero Morgia anni 82
29 maggio Giorgio Merone anni 88
5 luglio Maria Antonietta Persichetti Sterbini anni 99
19 settembre Rosa Antinozzi anni 91
16 novembre Primo Maggi anni 89

12 Maggio Prima Comunione di
Alessandro Ceriani
Valerio Mei
Carlotta Colautti
Sara Litta

Quest'anno non abbiamo avuto la celebrazione della Cresima
Nessun matrimonio è stato celebrato nella nostra chiesa anche se abbiamo dato diverse licenze matrimoniali.

Ed ora eleviamo a te Signore la nostra Preghiera:

Signore Dio,
Signore, del tempo e dell'Eternità.
Tuo è l'oggi il domani, il passato ed il futuro.
Al finire di quest'anno io ti ringrazio per tutto ciò che ho ricevuto da te.
Grazie per la vita, per l'amore, per la felicità e per il dolore per ciò che fu possibile e per quello che non lo fu.
Ti offro tutto quello che ho fatto questo anno: il lavoro che ho potuto realizzare, le cose che sono passate per le mie mani e ciò che con esse ho costruito.
Ti presento le persone che durante l'anno ho amato, le nuove amicizie, i nuovi incontri; quelli che sempre mi son stati vicini e quelli che non ho saputo aiutare.
Coloro con i quali ho condiviso la vita, il lavoro, la gioia ed il dolore. Coloro che mi son passati accanto e che per  la mia distrazione non me ne sono accorto.
Signore, oggi, voglio anche chiederti perdono. Perdono per il tempo perduto, per le parole inutili, per l’amore sprecato. Perdono per le azioni vuote per il lavoro fatto male, per il vivere, talvolta, senza entusiasmo.
Per la poca preghiera che a poco a poco ho rimandato e che adesso vorrei presentarti.
Perdono per le mie disattenzioni, per i miei silenzi e le mie dimenticanze.

Domani (oggi) inizio un nuovo anno.
Fermo ora il mio sguardo davanti al calendario e ti presento tutti i giorni che solo tu sai come vivrò.
Oggi ti chiedo fermezza, prudenza, lucidità, saggezza, pace e gioia.
Donami di vivere ogni giorno con ottimismo e bontà, portando in ogni parte un animo pieno di comprensione e di pace.
Donami, Signore, di non avere mai un cuore duro, ma sempre capace di pulsare, sempre capace di capire, sempre capace di accogliere, di piangere, di ridere, di commuoversi, di stupirsi.
Donami Signore, in questo nuovo anno, un cuore come il tuo.

Ed ora ti preghiamo Signore per chi soffre:
per le famiglie distrutte dal dolore per non poter rivedere mai più i loro giovani figli morti in incidenti stradali;
per i papà e le mamme straziati dal dolore e non poter far nulla davanti alla malattia dei loro bambini;
per coloro che hanno perso il lavoro e non riescono a vedere per sé e i loro cari un futuro.
Per quanti si sentono soli e nella tarda età non riescono a raccontare il loro disagio;
per chi fugge dalla fame e dalla guerra e non riesce a trovare sostegno ed accoglienza;
per chi in queste fredde notti, per tanti e svariati motivi, si trova a dormire per strada e, spesso, sono sollevati solo dall’affetto del loro cane.
Per quanti soffrono la malattia ed ogni giorno devono combattere con tanta forza e coraggio, a volte in un letto colmo di lacrime e sofferenze.
Per chi ha perso ogni speranza.
Signore dona la tua consolazione e fa che ognuno di noi possa essere i tuoi occhi, le tue orecchie, la tua bocca, i tuoi piedi e le tue mani.
Amen.

lunedì 30 dicembre 2019

MESSA DEL RINGRAZIAMENTO (TE DEUM)




Martedì 31 dicembre, alle 17.30 eleveremo al Padre il Ringraziamento per l'Anno che è trascorso.

Signore, grazie per il tuo amore,
grazie per la mano che continuamente ci tendi;
grazie perchè ci ami nonostante le nostre miserie
e la nostra ingratitudine;
grazie perchè continui ad amarci
anche quando rifiutiamo il tuo amore.

Grazie per tutti i tuoi doni,
gli affetti, la musica, le cose belle.

Grazie per il dono del tuo figlio Gesù,
che si è fatto uomo per ridarci la tua amicizia;
Grazie perchè Egli ha voluto restare con noi
nel Sacramento dell'Eucaristia.

Grazie per la vita eterna che hai seminato in noi;
grazie per il dono della vita, Signore.

Battesimi
5 gennaio Eleonora Piervincenzi
17 febbraio Matilde Massotti
21 aprile Alessandro e Giulia Chiappetta
21 aprile Gloria Sophie Brosio
27 aprile Pablo Montiel del Pino
9 giugno Beatrice Damiani
21 giugno Davide Piccione
23 giugno Sveva Bruschetti Battibocca
6 luglio Nicolò Petriccione
15 settembre Modellati Rachele Maria
26 ottobre Arianna Lodigiani
21 dicembre Lavinia Roccio

Funerali
11 gennaio Giulio Lisi anni 88
31 gennaio Maria Angela Coltellacci Amato anni 82
28 febbraio Mamolo Bertoni anni 76
19 marzo Giovanna Silj anni 78
26 marzo Mario Ciambotta anni 80
23 maggio Piero Morgia anni 82
29 maggio Giorgio Merone anni 88
5 luglio Maria Antonietta Persichetti sterbini anni 99
19 settembre Rosa Antinozzi anni 91
16 novembre Primo Maggi anni 89


12 Maggio Prima Comunione di
Alessandro Ceriani
Valerio Mei
Carlotta Colautti
Sara Litta

Quest'anno non abbiamo avuto la celebrazione della Cresima

Nessun matrimonio è stato celebrato nella nostra chiesa anche se abbiamo dato diverse licenze matrimoniali.

venerdì 27 dicembre 2019

INDECENZA

Non ho parole nel descrivere la bruttezza dell'addobbo natalizio che il comune di Roma, o chi per lui, ha fatto, per queste feste, in via del Corso. Delle ragnatele insignificanti, buie: 'piccolezza' insulsa. Per farle vedere hanno dovuto coprire le luci che solitamente illuminano di notte la via. Risultato catastrofico. Mi meraviglio che nessuno lo abbia mai messo in risalto.
Eppure siamo in via del Corso. Migliaia di persone si urtano annaspando a tentoni cercando di percorrerla. Che addobbi di Natale!!!!. Vergognoso!


SANTA FAMIGLIA


(Tela della Santa Famiglia conservata dei locali della Parrocchia di San Giacomo.....
 Per ora Autore Ignoto periodo 1700 c.a.)


+ Dal Vangelo secondo Matteo
I Magi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo».
Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Dall’Egitto ho chiamato mio figlio».
Morto Erode, ecco, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre e va’ nella terra d’Israele; sono morti infatti quelli che cercavano di uccidere il bambino».
Egli si alzò, prese il bambino e sua madre ed entrò nella terra d’Israele. Ma, quando venne a sapere che nella Giudea regnava Archelao al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nella regione della Galilea e andò ad abitare in una città chiamata Nàzaret, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo dei profeti: «Sarà chiamato Nazareno».
Parola del Signore

Fuggi in Egitto! Perché l'angelo comanda di fuggire, senza garantire un futuro, senza indicare la strada e la data del ritorno? Dio interviene così: non ti protegge dall'esilio, ma dentro l'esilio; non ti custodisce dalla notte, ma dentro la notte.
Quella vicenda di persecuzioni, quella storia di fuggiaschi ricercati a morte è la storia di milioni di famiglie ancora oggi. Non vi torna in mente la fuga in Egitto di Giuseppe con Maria e il Bambino ogni volta che una famiglia straniera bussa alla nostra porta e chiede aiuto?
È storia sacra che si ripete: sacra è la vita, più sacra ancora la vita perseguitata. Mille Erodi ancora oggi emanano morte. Erode però viene giocato dai Magi e da Giuseppe, perché c'è Qualcuno che veglia anche nella notte, anche quando noi dormiamo, è nel nostro profondo ed ecco che l'uomo giusto ha gli stessi sogni di Dio. Che tuttavia indicano davvero poco, una direzione verso cui partire, che hanno tanta luce quanta ne serve al primo passo. Poi tocca a Giuseppe studiare la strada. Tocca a noi scegliere gli itinerari più sicuri, misurare la fatica dei più deboli e portarli se necessario.
Giuseppe prese il bambino e sua madre e fuggì in Egitto. Le sorti del mondo si decidono dentro una famiglia, le cose decisive - oggi come allora - accadono dentro le relazioni e gli affetti, cuore a cuore, nello stringersi amoroso delle vite. Nel coraggio quotidiano di moltissime persone, innamorate e silenziose, fioriscono creature che faranno fiorire la storia.
La vocazione alla famiglia è santa, quanto quella di una monaca di clausura o di un missionario. Perché è vocazione ad amare, e ogni amore fa tutt'uno con il mistero di Dio.
Giuseppe rappresenta tutti gli uomini che prendono su di sé il peso della vita di un altro, senza contare fatiche e senza accumulare rimpianti; quelli che senza proclami e senza ricompense, in silenzio, fanno tutto ciò che devono fare, semplicemente. Sognatori e concreti, disarmati eppure più forti di ogni Erode.
Maria incarna tutte le madri, che sono tutte, come lei, benedette; quelle che non dicono mai "basta" all'amore che il bambino esige giorno e notte. Maria è tutte le donne che inventano risorse di intelligenza e di forza per farlo crescere.
E quel Bambino non toccato dal male è tutti i bambini, dove il solo fatto di esistere è già un'estasi (E. Dickinson) una vertigine. I bambini ti chiamano a conversione, danno ordini al futuro buono del mondo. Nel loro sguardo c'è tutta l'eternità che ci attende.
Un ultimo pensiero va a chi vive sulla propria pelle un fallimento matrimoniale o familiare: non temete! Dio ha anche per voi progetti di amore e di gioia, di luce e di vita. Scopriteli, con fiducia. (Ermes Ronchi)


martedì 24 dicembre 2019

MESSAGGIO DEL PARROCO DI NATALE - NELLA NOTTE DI NATALE



O Dio, che hai illuminato questa santissima notte con lo splendore di Cristo, vera luce del mondo, con queste parole abbiamo iniziato la celebrazione in questa Notte di Natale, e, subito dopo abbiamo ascoltato nella prima lettura: Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse.
La seconda lettura ci ha annunciato: è apparsa la grazia di Dio, apportatrice di salvezza per tutti gli uomini.
Infine nel Vangelo è stato proclamato: Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce.
Viene presentato un forte contrasto tra luce e tenebre e la luce ha la meglio sulle tenebre e le illumina.
La luce vera, quella che proviene dal Padre.
La luce vera, non quella degli uomini. O quella che gli uomini vogliono far sembrare tale.
Mi vengono avanti in questo momento le immagini tristi di violenza, di sofferenza, di morte che i mass-media ed i ‘social’ ci propinano quasi quotidianamente: chi grida ha la meglio, si parla senza pensare, si giudica senza guardare, si guarda senza vedere. Non la voce di angeli ma parole senza senso e tanto dolore vissuto nell’indifferenza dei più…
Queste sono le tenebre e per molti la notte è permeata di pianto.
La luce del Signore è portata da chi è chiamato «Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre per sempre, Principe della pace»;
Il suo non è un dominio fondato sulla paura, ma un regno, che egli viene a consolidare e rafforzare con il diritto e la giustizia, ora e sempre e ancora: Giudicherà il mondo con giustizia e con verità tutte le genti.
Quale contrasto c'è tra questa luce e la luce della mondanità.
E, nel Natale, noi siamo invitati a cercare questa luce. E, con questa Luce illuminare la nostra vita.
La luce che ci viene proposta è una luce fragile, ha le sembianze di un bambino. Un bambino indifeso che nello stesso tempo difende. Un bambino delicato, ma nello stesso tempo forte. Un bambino che piange, ma che vuol darci sicurezza.
Un bambino che, con la sua venuta, vuole sconvolgere la nostra vita.
In una famiglia ogni volta che nasce un bambino le cose cambino. La vita viene radicalmente cambiata, non si possono avere più le stesse abitudini, gli stessi orari, lo stesso tempo libero.
Tutto va riprogettato, tutto deve ricominciare daccapo.
Questo stesso rinnovamento interiore viene chiesto da questa celebrazione del Natale del Signore.
Un rinnovamento non di un giorno, ma che duri nel tempo.
Ogni giorno, siamo chiamati a far festa con Gesù, e a riprogettarci con lui.
Questo a tutti i livelli. Sia come singole persone che come comunità
Abbiamo detto tante volte che dobbiamo ricominciare daccapo. Ora è il momento favorevole, ora è il momento opportuno per rimboccarci su le maniche e, con entusiasmo, gettarci nell’impegno.
Buttiamo dietro le spalle tutto ciò che ci divide: litigi, pettegolezzi, incomprensioni, scoraggiamenti.
Buttiamo tutto ciò dietro le spalle e, con Lui, che illumina il nostro cammino, ricominciamo.
La nostra storia, che non possiamo cancellare, ci serva come esperienza per poterci riprogettare e costruire sempre più una comunità, se pur piccola, fatta di relazioni, di rapporti umani, di attenzioni, di accoglienza: lasciamoci illuminare dal Signore e da lui facciamoci aprire gli occhi, schiudere le orecchie.
Non succeda più qui, nel nostro rione, nel Tridente, che ci siano persone anziane che muoiono senza che nessuno se ne accorga se non per il cattivo odore che proviene dall’appartamento. Questo è capitato per ben due volte in quest’anno.
Apriamo il nostro cuore al grido della città, al grido di chi non sa parlare o non riesce a parlare, al grido di chi è solo, di chi in ogni modo è povero, soprattutto povero di amore. Facciamoci strumenti in quella tela intessuta fatta di attenzione e solidarietà. Al triste fenomeno della crisi economica vanno aggiunte le dovute considerazioni sulle fragilità umane che affliggono le persone. Vivere, oggi più che mai, è diventato un percorso difficile, che spesso comporta un deficit tra difficoltà da affrontare ed energie fisiche e morali: risorse a volte insufficienti in ogni individuo. La prima conseguenza è il silenzio di chi soffre. Sarà pudore, disperazione, incredulità, sfiducia, e molto altro, ma questo è il primo terreno di impegno. Aiutare a dare voce alla richiesta di aiuto. “Aiutateci ad aiutarvi” dovrebbe essere il primo slogan di chi porge una mano, per non farlo nel vuoto si dovrebbe volgere lo sguardo itorno a noi con maggiore sensibilità. Dovremmo lasciare che le vite degli altri ci coinvolgano. Così si potranno leggere le domande inespresse e rendere visibile la nostra disponibilità e la nostra presenza attiva.
E’ per tutti un invito ad essere luci nel buio, nuovi sensori, energie che si possono e si devono moltiplicare: ognuno di noi sia “la mano che aiuta”.
È questo il Regno del Signore e nel suo regno c’è posto per tutti. E, se non ci buttiamo dentro, il nostro posto rimane vuoto: non lo potrà occupare nessun altro.
Auguri, allora a tutti.
Che il Signore possa illuminare il nostro cammino e donare a ciascuno di noi quella serenità, forza e pace che nello sguardo del ‘bambino’ di Betlemme, possiamo trovare.
Don Giuseppe

domenica 22 dicembre 2019

PRESEPE IN OGNI CASA

Così conclude la sua lettera "Ammirabile Signum" papa Francesco:
Cari fratelli e sorelle, il presepe fa parte del dolce ed esigente processo di trasmissione della fede. A partire dall’infanzia e poi in ogni età della vita, ci educa a contemplare Gesù, a sentire l’amore di Dio per noi, a sentire e credere che Dio è con noi e noi siamo con Lui, tutti figli e fratelli grazie a quel Bambino Figlio di Dio e della Vergine Maria. E a sentire che in questo sta la felicità. Alla scuola di San Francesco, apriamo il cuore a questa grazia semplice, lasciamo che dallo stupore nasca una preghiera umile: il nostro “grazie” a Dio che ha voluto condividere con noi tutto per non lasciarci mai soli.
Dato a Greccio, nel Santuario del Presepe, 1° dicembre 2019, settimo del pontificato.

Sarebbe bello che in ogni casa, anche se semplice piccolo ci fosse questo segno di pace e di gioia. Vi invito a condividere, attraverso una foto che poi pubblicherò sulla nostra pagina, il vostro presepio. 
Vi chiedo di inviarla alla mia posta elettronica: dongiuseppetrappolini@yahoo.it.
Le raccoglierò e di tanto in tanto le pubblicherò; di nuovo vi auguro un sereno Natale.



sabato 21 dicembre 2019

ORARIO FESTE NATALIZIE

 Καὶ ὁ λόγος σὰρξ ἐγένετο καὶ ἐσκήνωσεν ἐν ἡμῖν,
καὶ ἐθεασάμεθα τὴν δόξαν αὐτοῦ,
δόξαν ὡς μονογενοῦς παρὰ πατρός,
πλήρης χάριτος καὶ ἀληθείας·

E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito
che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verità

Auguro a tutti voi un Buon Natale ricco di serenità per la vostra famiglia.
Che il Signore vi benedica e vi protegga,
faccia risplendere il suo volto su di voi e vi doni la sua misericordia
rivolga su di voi il suo sguardo e vi doni la sua pace.
Con Affetto don Giuseppe

Feste di Natale 2019
• Martedì 24 dicembre: 
Alle ore 17.30 Messa di Natale nella Vigilia
Alle ore 24.00 Messa della Notte di Natale
• Mercoledì 25 dicembre “Natale del Signore”
Sante Messe alle 8.30; 10.30; 11.30; 17.30.
• Giovedì 26 dicembre “Santo Stefano” 
orario Feriale: 8,30 e 17.30
• Domenica 29 dicembre “Santa Famiglia”
Sante Messe alle 8.30; 10.30; 11.30; 17.30
• Martedì 31 dicembre “Messa del Te Deum” 17.30  
• Mercoledì 1 gennaio “Maria Madre di Dio”
Sante Messe alle 8.30; 10.30; 17.30; 
• Lunedì 6 gennaio “Epifania del Signore”
• Sante Messe alle 8.30; 10.30; 11.30; 17.30.

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