lunedì 9 marzo 2020

SANTA MESSA IN COMUNIONE CON LA CHIESA

Questa mattina ho detto la messa in contemporanea con quella del Papa per tutta la nostra comunità in comunione con tutta la Chiesa.

https://youtu.be/oVeBaU1RCRw

domenica 8 marzo 2020

SENZA MESSA COMUNITARIA

Senza Messa per quasi un mese....senza Messa con la mia comunità; io già sapevo, intuivo della notizia ma fino alla Messa della sera ma non avevo ancora avuto nessuna ufficiale conferma. Allora alle 17.30 ho celebrato l'Eucarestia con un assemblea insolitamente numerosa ma molto attenta a seguire le indicazioni precauzionali.  Un groppo alla gola mentre avvisando le persone sulla probabile sospensione delle celebrazione comunitarie e mentre invocavo la Vergine Maria , mi sono commosso.

In serata è giunto il decreto.


Diocesi di Roma
Decreto del cardinale vicario Angelo De Donatis dell’8 marzo 2020
8 marzo 2020

– In relazione al Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 4 marzo 2020, a cui hanno fatto seguito la “Comunicazione” del Segretario Generale del Vicariato di Roma del 5 marzo 2020 e la “Lettera ai fedeli” del Cardinale Vicario del 6 marzo 2020;

– considerate le nuove e più cogenti disposizioni del Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri pubblicato in data odierna, 8 marzo 2020, in particolare l’articolo 2 lettera v): “l’apertura dei luoghi di culto è condizionata all’adozione di misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro (…). Sono sospese le cerimonie civili e religiose, ivi comprese quelle funebri”;

– considerato, altresì il “Comunicato” 11/2020 in data odierna dell’Ufficio Nazionale per le Comunicazioni sociali della CEI, in cui si riferisce: “l’interpretazione fornita dal Governo include rigorosamente le Sante Messe e le esequie tra le cerimonie religiose. Si tratta di un passaggio fortemente restrittivo la cui accoglienza incontra sofferenze e difficoltà nei Pastori, nei sacerdoti e nei fedeli. L’accoglienza del Decreto è mediata unicamente dalla volontà di fare, anche in questo frangente, la propria parte per contribuire alla tutela della salute pubblica”;

– confermate altresì le restrizioni alle attività ordinarie nelle parrocchie e negli altri luoghi di culto già poste dalla “Comunicazione” del Segretario Generale del Vicariato di Roma in data 5 marzo 2020;

SI DISPONE
quanto segue:
1. sino a venerdì 3 aprile 2020 le chiese parrocchiali e non parrocchiali della Diocesi di Roma rimarranno, come di consueto, aperte per la preghiera personale alle condizioni sopra citate;

2. Papa Francesco, introducendo la preghiera dell’Angelus odierno, ha detto: “Questo modo di oggi di pregare l’Angelus lo facciamo per compiere le disposizioni preventive, così da evitare piccoli affollamenti di gente che possono favorire la trasmissione del virus”. La Chiesa di Roma, fedele al suo Pastore, assume un atteggiamento di piena responsabilità verso la collettività nella consapevolezza che la tutela dal contagio esige misure anche drastiche, soprattutto nel contatto interpersonale. Pertanto, sino alla medesima data del 3 aprile p.v. sono sospese le celebrazioni liturgiche comunitarie (eucarestie feriali e festive, esequie, ecc…).

Il tempo di Quaresima ci aiuti a vivere evangelicamente questa grande prova. Vi benedico affidandovi tutti alla Madonna del Divino Amore.

Dato in Roma, dalla sede del Vicariato nel Palazzo Apostolico Lateranense, il giorno 8 marzo A. D. 2020.
Prot. n. 446/20

8 marzo 2020

PREGHIERA ALLA MADONNA DEI MIRACOLI

In questi tempi difficili che ci vedono fragili e smarriti a causa del virus, ci rivolgiamo a te Maria Madre Nostra e chiediamo la tua intercessione presso il Signore.
Dona a tutti noi la forza dello Spirito, che tu hai saputo accogliere, per affrontare questa prova.
Aiuta a non sentirsi soli coloro che sono in isolamento, ma siano sempre sorretti 
dalla nostra preghiera e dal tuo amorevole abbraccio.
Maria, Salute degli Infermi, sostieni chi è malato e accompagnalo con premura verso la guarigione.
Maria Vergine Addolorata, accogli in Cielo tutti coloro che hanno perduto la vita a causa del coronavirus e porta conforto alle loro famiglie, donandogli la pace del cuore.
Fa’ che alle istituzioni e al personale sanitario non manchino energie e porgi loro la tua mano Madre nostra, perché possano lavorare al meglio per la vita.
Fa’ che arrivi il tuo supporto anche a chi si trova in difficoltà per le conseguenzesocio-economiche.
Aiutaci Madre nostra, Santa Maria dei Miracoli, portando al Padre il nostro bisogno di speranza e guidaci a un domani migliore. Amen”.

sabato 7 marzo 2020

Seconda domenica di Quaresima


Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui.
Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo».
All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo.
Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti».
Parola del Signore

La Quaresima ci sorprende: la subiamo come un tempo penitenziale, mortificante, e invece ci spiazza con questo vangelo vivificante, pieno di sole e di luce. Dal deserto di pietre (prima domenica) al monte della luce (seconda domenica); da polvere e cenere, ai volti vestiti di sole. Per dire a tutti noi: coraggio, il deserto non vincerà, ce la faremo, troveremo il bandolo della matassa. Gesù prese con sé tre discepoli e salì su di un alto monte. I monti sono come indici puntati verso il mistero e le profondità del cosmo, raccontano che la vita è ascensione, con dentro una fame di verticalità, come se fosse incalzata o aspirata da una forza di gravità celeste: e là si trasfigurò davanti a loro, il suo volto brillò come il sole e le vesti come la luce.
Tutto si illumina: le vesti di Gesù, le mani, il volto sono la trascrizione del cuore di Dio. I tre guardano, si emozionano, sono storditi: davanti a loro si è aperta la rivelazione stupenda di un Dio luminoso, bello, solare. Un Dio da godere, finalmente, un Dio da stupirsene. E che in ogni figlio ha seminato la sua grande bellezza.
Che bello qui, non andiamo via… lo stupore di Pietro nasce dalla sorpresa di chi ha potuto sbirciare per un attimo dentro il Regno e non lo dimenticherà più. Vorrei per me la fede di ripetere queste parole: è bello stare qui, su questa terra, su questo pianeta minuscolo e bellissimo; è bello starci in questo nostro tempo, che è unico e pieno di potenzialità. È bello essere creature: non è la tristezza, non è la delusione la nostra verità.
San Paolo nella seconda lettura consegna a Timoteo una frase straordinaria: Cristo è venuto ed ha fatto risplendere la vita. È venuto nella vita, la mia e del mondo, e non se n’è più andato. È venuto come luce nelle tenebre, e le tenebre non l’hanno vinta (Gv 1,5). In lui abitava la vita e la vita era la luce degli uomini (Gv 1,4), la vita era la prima Parola di Dio, bibbia scritta prima della bibbia scritta. (Ermes Ronchi)

Tempo di prudenza e preghiera

venerdì 6 marzo 2020

11 MARZO


 

 

Venerdì 6 marzo 2020

 

                     Ai Fedeli della Diocesi di Roma

Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto.

(Mt 7,7)

 

Ciò per cui la preghiera bussa, lo ottiene il digiuno, lo riceve la misericordia. Queste tre cose, preghiera, digiuno, misericordia, sono una cosa sola e ricevono vita l’una dall’altra. Il digiuno è l’anima della preghiera e la misericordia la vita del digiuno (S. Pietro Crisologo).

Carissimi,

vi scrivo al termine degli esercizi spirituali con la curia romana ad Ariccia.

In questi giorni di preghiera e di silenzio, ho sentito forte il grido della nostra città, dell’Italia e del mondo, in questo momento particolare che stiamo vivendo.

È una situazione a cui non siamo abituati, che ci preoccupa, ma soprattutto ora siamo chiamati a vivere con la forza della fede, la certezza della speranza, la gioia della carità.

Mettendoci in ascolto della Parola di Dio di ogni giorno, vogliamo leggere questi tempi con i Suoi occhi, aiutando le nostre comunità a tornare a Lui, a riscoprire ciò che è essenziale, a ritrovare il gusto della preghiera. Sono questi i giorni in cui infondere speranza, in cui trasmettere fiducia, in cui metterci in ginocchio per intercedere per il mondo.

Penso all’intercessione della regina Ester per la salvezza del suo popolo (cfr. Est 4,17) e all’insegnamento di Gesù sull’efficacia della preghiera (cfr. Mt 7,7-12). Questa forza la sperimentiamo in particolare quando siamo consapevoli delle nostre debolezze, delle nostre fragilità, del senso di smarrimento che avvertiamo davanti all’imprevisto e all’ignoto.

“Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto” (Mt 7,7).

Chiedere è l’atteggiamento del mendicante che ha bisogno di ricevere dagli altri ciò che non può ottenere con le proprie forze. A Dio chiediamo ciò che non possiamo procurarci da soli: il soffio della vita, il perdono, la pace interiore, la salvezza.

Cercare indica un movimento, un darsi da fare per avere prima di tutto “il Regno di Dio e la sua giustizia” (cfr. Mt 6,33), certi che Dio provvederà per ciò di cui abbiamo bisogno.

Bussare è desiderare di entrare nell’intimità del Padre, cioè nella Sua volontà, attraverso la porta della misericordia che è Cristo stesso.

Il Centro per la Pastorale Sanitaria, dall’inizio dell’anno, invita a celebrare ogni mese, il giorno 11, la giornata mensile del malato.

Vista la necessità del momento, in comunione con il Consiglio Episcopale, chiedo a tutti i cristiani di Roma, di offrire una giornata di preghiera e di digiuno, mercoledì 11 marzo 2020, per invocare da Dio aiuto per la nostra città, per l’Italia e per il mondo.

Lo stesso giorno presiederò una santa Messa dal Santuario del Divino Amore alle 19 che vi invito a seguire in diretta su Telepace (canale 73 e canale 515 di Sky) e in streaming sulla pagina facebook della Diocesi di Roma.

Pregheremo per quanti sono contagiati e per chi si prende cura di loro; e per le nostre comunità, perché siano testimonianza di fede e di speranza in questo momento.

Oltre al digiuno, rinunciando ad un pasto, vogliamo essere vicini, con un segno di elemosinaraccogliendo delle offerte che devolveremo a sostegno del personale sanitario che si sta spendendo con generosità e sacrificio nella cura dei malati (le offerte si potranno consegnare al Centro per la Pastorale Sanitaria del Vicariato).

Affidandoci a Maria, Madre del Divino Amore e Salute degli infermi,

     Vi benedico 

Angelo Card. De Donatis, Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma