venerdì 7 dicembre 2012

Facciamo il Presepe nelle nostre Case: i cento presepi di San Giacomo

Greccio, Natale 1223 – il Presepe di San Francesco d’Assisi
Francesco meditava continuamente le parole del Signore Gesù e non perdeva mai di vista le sue opere. Soprattutto l’umiltà di lui che si era fatto uomo e l’infinita carità della Passione gli erano impresse nella mente e nel cuore. A questo proposito è degno di essere sempre ricordato quello che egli realizzò nella notte di Natale dell’anno 1223, per dare concretezza alla celebrazione della nascita del Bambino di Betlemme. Francesco scelse Greccio come sede per la sua iniziativa: una località di montagna presso la città di Rieti.Conosceva un uomo di quella terra, di nome Giovanni, che gli era molto caro perché, pur essendo nobile ed onorato, stimava la nobiltà dell’animo assai più di quella che, senza merito, viene comunemente apprezzata dal mondo. Circa due settimane prima della festa della Natività, Francesco chiamò a sé quest’uomo e gli disse: Vuoi che celebriamo a Greccio il Natale di Gesù? Ebbene, precedimi e prepara quanto ti dico, perché vorrei rappresentare il Bambino nato a Betlemme, in modo che si possa vedere con i propri occhi i disagi in cui si venne a trovare per la mancanza delle cose necessarie a un neonato, come fu adagiato in una greppia e come giaceva nel fieno tra un bue e un asinello…


Nella maggior parte delle nostre case nel periodo natalizio si è persa la tradizione di fare il presepe.
Vediamo tanti alberi di natale addobbatissimi a festa, ma in tutta la casa non c'è una piccola capannina o grotta con Giuseppe, Maria ed il piccolo Gesù; non ci sono i pastorelli, non ci sono i Re Magi.
Molti danno la colpa al poco tempo, ai figli ormai grandi, allo spazio che manca, alla sporcizia che può portare in casa la borraccina, il sughero, la sabbia, ecc
Sono tutte scuse.
Dentro di noi abbiamo perso il valore della tradizione presepistica, o meglio il significato che ha in quel determinato periodo, avere rappresentata la natività dentro la propria abitazione.
Dobbiamo riscoprire il calore indescrivibile che porta un presepe intorno a noi.
Non importa lavorarci mesi o giorni; non importa fare strutture gigantesche. Non importano neanche il laghetto, le luci i suoni….. L'importante è la presenza!
E’ bello riscoprirne il  significato e non lasciar morire tradizioni, rendono ‘segno tangibile e visibile’ la nostra fede nel Cristo incarnato.

 Il presepe che poniamo a casa nostra ci ricorda che avremo nuovamente l’opportunità di mostrare la nostra vera essenza a tutti ed a noi stessi
Uno degli elementi fondamentali di questo periodo è sicuramente il "Presepe", che malgrado sia legato ad una festività religiosa, è importante per tutti coloro che celebrano l’arrivo di Gesù sulla Terra.
La rappresentazione della sua nascita ricade tra le tradizioni ereditate dai nostri antenati e che adesso rappresenta uno dei festeggiamenti di questo periodo.
La presenza del presepe a casa nostra è molto importante poiché oltre a rappresentare la nascita di Dio bambino, simbolizza una nuova vita che giunerà tra di noi, un cambio che ci offre l’opportunità di "tornare a nascere" in amore e saggezza.
Non è necessario scegliere il presepe piú caro o più bello, perché abbiamo solo bisogno di ricordare il suo significato per sapere che, indipendentemente dal tipo e dal materiale usato, il suo valore per noi resterà intatto, è necessario avvertire la sua importanza in tutta la sua grandezza.

Si tratta di rendere consapevole il nostro cuore che Dio ritornerà a nascere in noi e noi in Lui, dandoci una volta in più l’opportunità di dimostrare il nostro amore e saggezza e dimenticarci i rancori e l’amarezza che ci allontanano dall’amore.

Ho iniziato da tempo a parlare ai Ragazzi del Presepe. Ma l’invito  si estende a tutti i parrocchiani di residenza e di elezione. Sarebbe bello che ciascuno, anche se semplice, lo facesse con loro a casa.





Lanciamo un idea ardita: I cento presepi di San Giacomo. Vi chiedo prima di Natale di fotografare il presepe inviare le foto a  c dongiuseppetrappolini@yahoo.it  e verranno mostrati in una apposita pagina allestita  nel Blog della Parrocchia: http://sangiacomoroma.blogspot.com.

Riusciremo ad arrivare a 100??? Ci accontentiamo anche di 50.

Immacolata

Domani 8 dicembre festa dell’Immacolata, secondo tradizione, tempo permettendo, al termine della Messa delle 11.30 andremo in Piazza di Spagna per rendere il nostro omaggio Floreale alla  Madonna.

Alle 17.30 ci sarà ma Messa Solenne con la partecipazione della nostra Cappella San Giacomo diretta dal maestro Flavio Colusso


Ante missam : ........... Organo
Introitus : .......................... O gloriosa domina (Girolamo Montesardo, 1612)*
Kyrie : ............................... da “Missa candida” (Luciani)
Gloria : .............................. VIII (gregoriano)

Psalmus : .......................... Cantate al Signore un canto nuovo perché ha compiuto meraviglie (Colusso)
Alleluja : ........................... Alleluja (Colusso), prima e dopo il vangelo

Offertorium : .................... Ave Maria (J. Archadelt)
Sanctus : ............................ Sanctus I  (Colusso)

Agnus Dei : ...................... VIII (gregoriano)
Communio : ..................... Ave maris stella (Scipione Stella, 1610)
Post communio : ............. Tota pulchra es Maria (Girolamo Montesardo, 1612)*
Ad complendum : ........... Organo

Padre Zè è tornato tra noi.

Ha ripreso la sua attività nella nostra Parrocchia P .Zè. Gli stiamo vicini tutti con il nostro affetto, amicizia e preghiera.
Condivido la lettera che ha voluto inviare a me e ai suoi amici di lingua italiana.



Sono tornato a Roma, sono arrivato ieri il 05.
Ricominciare forse sarebbe o dovrebbe essere la parola chiave.
Molti sogni sono stati tagliati (aveva 59 anni), ma molti sono stati fatti.
Sappiamo tutti che noi siamo soggetti, e che così è la vita, ma fa male al momento che questa "così è la vita" appare concretamente.
Ad ogni modo, voglio ricominciare, perché la madre già ha ricominciato, così credo. Lei ha ripresa una vita pienamente al volto di Dio, e se ancora non sta accadendo, io prego che quanto prima si può contemplare Dio faccia a faccia.
Saluto grande,
Grazie per avermi accompagnato, anche in lontananza.

P. José

venerdì 30 novembre 2012

AVVENTO



@vvisi per l’Avvento

Domenica 2 Dicembre durante la Messa verrà consegnato un contenitore di Acqua che Verrà benedetta. Ci aiuterà ogni giorno a ricordarci che siamo Cristiani nel Segno della Croce. E’ importante che i ragazzi siano presenti con la famiglia. Insieme si accosteranno all’altare per ricevere questo segno

L’8 dicembre festa dell’Immacolata, secondo tradizione, tempo permettendo, al termine della Messa delle 11.30 andremo in Piazza di Spagna per rendere il nostro omaggio Floreale alla  Madonna.
Alle 17.30 ci sarà ma Messa Solenne con la partecipazione della nostra Cappella San Giacomo diretta dal maestro Flavio Colusso

Durante l’Avvento sensibilizzeremo i Ragazzi all’attenzione agli altri, in modo particolare a coloro che si trovano in necessità. Ci saranno due iniziative: la raccolta di giocattoli, che siano in ottimo stato perché verranno portati come dono presso ‘Case-famiglia’. Già da ora si possono portare in Chiesa e verranno consegnati ai ragazzi nella settimana prima del 16 dicembre. Per  organizzarsi è disponibile Mariantonia.
Inoltre la quarta domenica di Avvento, il 23 dicembre (chi dovesse andare via può farlo anche nella settimana precedente venendo a catechismo) raccoglieremo alimenti, non deperibili e da non conservare in frigorifero e soldi per l’Associazione: I testimoni della Carità. I soldi raccolti verranno poi destinati parte all’associazione stessa, parte alla Caritas diocesana e parte a situazioni concrete di emergenza (se potete leggete questa riflessione)

Già inizierò a parlare ai Ragazzi del Presepe. Sarebbe bello che ciascuno, anche se semplice, lo facesse con loro a casa. Chiederò poi prima di Natale di fotografare il presepe così da mostrarlo nel Blog della Parrocchia: Domenica 16 dicembre, inviteremo i Ragazzi con le famiglie, o almeno un genitore, a venire alla messa delle 10.30; dopo la Messa andremo in Piazza san Pietro per l’Angelus col Papa e la benedizione dei bambinelli del Presepio.  Andremo a Piedi o con mezzi propri e ci daremo appuntamento a porta Sant’Anna, come abbiamo già fatto in passato.

Infine tutti i ragazzi presenti a Roma sono invitati con le loro famiglie a ‘Celebrare il Vero Festeggiato’ partecipando alla Messa della notte di Natale o per lo meno, quella del giorno


Ultimo saluto a Maria Luisa.

Abbiamo oggi affidato al Signore Maria Luisa, Marisa , DUETTI, che improvvisamente il 28 novembre ci ha lasciato. La ricordiamo nella sua cortesia e vivacità. Parole di speranza sono state dette da don Alfredo, parroco per 16 anni della nostra Parrocchia, che ha tenuto l'omelia nella celebrazione presieduta da Don Giuseppe.

Una preghiera al Signore.

giovedì 29 novembre 2012

“Testimoni della Carità”



Testimoni della Carità”
associazione privata di fedeli




Mio Carissimo Don Giuseppe,
Se un bilancio di fine anno va fatto, non è solo per un esame di coscienza ma è anche perché il tempo è il più propizio per ringraziare il Signore dei tanti doni da Lui profusi; così facendo però, devo necessariamente  prendere atto che, troppo spesso, i fatti, le urgenze  ed anche i miei limiti, non mi hanno ahimè consentito di essere sufficientemente riconoscente rispetto alla sensibilità, al senso di carità, all’amore che, specie la tua comunità  e tu stesso ci avete donato, non solo con le vostre preghiere ma, anche, con le generose offerte che in occasione del Natale, ormai da qualche anno, ci destinate. Preso dalle cure del mio piccolo gregge di smarriti, finisco per perdere la cognizione del tempo ed anche, per molti versi, delle cose. Tutto mi sembra accaduto ieri e così, neanche so più se ho avuto cura di ringraziare te e la tua comunità dello sforzo compiuto nell’aiutarci, in modo tanto efficace, anche in occasione nell’ultimo Natale; quello del 2011. Se non l’ho fatto, col capo coperto di cenere, lo faccio ora e con tutto il cuore. Va però detto che non ho mai mancato di ricordarvi nel mio quotidiano rivolgersi al Signore, né, tantomeno, di ringraziarvi mentalmente quando nello sguardo dei nostri fratelli bisognosi, ho letto la meraviglia e la gratitudine per l’abbondanza dei Vostri doni.
Come Vi ho appena detto, Il tempo è sembrato volare  ed ora si avvicina un  nuovo Natale, un’ora di rinnovate speranze e di struggente desiderio di pace e di fraternità. Sentiamo su di noi – Testimoni della Carità- lo sguardo angosciato di troppa  gente abbandonata a se stessa nonostante gli sforzi  titanici di tanta parte sana delle nostre istituzioni. Come sai, ma è bene sia messa a parte anche la tua comunità, abbiamo dovuto rinunciare alla “casa di accoglienza” – destinata dal Signore ad altra funzione.  Non possiamo e non vogliamo dolercene più di tanto. Miracolosamente i nostri ospiti hanno trovato in loro stessi le risorse necessarie per ottenere altre collocazioni in autonomia, autonomia data dal loro lavoro e dalla capacità che hanno acquisito vivendo  in comunione con noi. Lavorando, si sono uniti ed hanno preso in locazione piccoli stabili che, con qualche intervento d’emergenza, hanno reso dignitosi. Forti dell’aiuto della Provvidenza (che anche in Voi trova fertile terreno), noi continuiamo a sostenerli.  Così mentre li seguivamo passo per passo perché i loro sforzi non fossero vani, siamo stati obbligati, dalle circostanze, a ricercare, pure noi, un nuovo sito (un terreno, trovato ma, in fase di verifica circa le possibilità comunali di concederci le necessarie autorizzazioni)  su cui far insistere una struttura alloggiativa più aderente  ai bisogni delle nuove povertà. Uomini e donne della nostra comunità vogliono subito attivarsi,  con  l’entusiasmo che già li ha conquistati, per approntare i lavori di costruzione della  loro nuova “casa”. Procederemo per gradi, con prudenza e discernimento, tenuti per mano dalla Provvidenza Divina e sotto la protezione della Santissima Madre di Dio. Sono Loro i veri costruttori come sono Loro che, scegliendo “strumenti” come Voi, negli ultimi dieci anni, hanno dispensato a piene mani, doni e benedizioni.
A cose fatte - ma senza porre ipoteche sui tempi – avremo la gioia di poter  accogliere, in un unico abbraccio, anche l’appello doloroso che ci giunge dalle donne, dai bambini e da alcuni fra i malati di mente che, allo stato, per la particolarità delle loro situazioni, non trovano accoglienza da nessuna parte. Anche se abbiamo fatto esperienza in questo specifico,  speriamo nel  Signore  di essere sufficientemente preparati. Dobbiamo esserlo; non ci sono alternative. Ma dove poggerebbero le nostre speranze e quelle dei diseredati che a noi si rivolgono, se il Signore non avesse provveduto a fare anche di voi una “via” per dispensare la sua Provvidenza?
A bussare alla nostra porta, trasferitasi nella stessa strada, a duecento metri dalla struttura precedente, vi è sempre una lunga teoria di diseredati. La Caritas è stracolma, S,Egidio fa quel che può, S.Vincenzo idem ed il Municipio (il XIII) come del resto gli ospedali di zona, operano, visti i tempi, fra notevoli difficoltà.
A parte  la questione alloggiativa, grazie all’Altissimo, molte nostre efficienze si sono mantenute pressoché intatte ma, anche noi, facciamo ciò che possiamo! Condividiamo ciò che abbiamo. Pranzo e cena sono  cibi freddi  ed i pacchi viveri, in qualche maniera, sopperiscono  alle carenze della buona tavola che, per ora, è impossibile ammannire. Abbiamo chiuso una convenzione con il fornitore di gas liquido che, seppure mensilmente ci presenti un conto salatissimo, soddisfa oltre il 30/40% del fabbisogno  delle famiglie che ancora si rivolgono a noi con speranza e fiducia.
La sfavorevole congiuntura degli ultimi mesi ha pressoché paralizzato i viaggi del nostro bel furgone (dono della provvidenza) che, grazie alla disponibilità ed abilità professionale dei nostri amici “risanati” aveva contribuito, e non poco, all’equilibrio della nostra spesso malferma economia.
Contiamo, come ormai da qualche anno, sulla Vostra premura e generosità, sapendo che, nonostante la durezza della crisi dei tempi,  non ci farete mancare i segni del vostro amore e della vostra solidarietà. Questa volta, prometto, vi ringrazierò per tempo. Dio vi benedica e vi protegga sempre.
     Alberto Notarbartolo
Priore Testimoni della carità


11 Se non ci fosse Dio non sarebbe meglio? Non ci dovremmo preoccupare dell'inferno.

«Se non ci fosse Dio non sarebbe meglio? Non ci dovremmo preoccupare dell'inferno.» La prospettiva di un'eternità in purgatorio e paradiso, o all'inferno, non lascia indifferente nessuno. In questa prima domenica di Avvento (anno B) viene ribadito che alla fine dei tempi Cristo verrà per giudicare il mondo, con misericordia ma anche con giustizia.