martedì 10 dicembre 2019

LA FESTA DI NOI MARCHIGIANI

La basilica della Santa Casa è uno dei principali luoghi di culto mariano e tra i più importanti e visitati santuari mariani del mondo cattolico. Sorge a Loreto in piazza della Madonna, a 127 metri s.l.m., al termine della via Lauretana. All'interno della basilica, i cattolici rendono culto di devozione verso i resti di quella che secondo la tradizione è la Santa Casa di Nazareth, dove visse Gesù. A questo famoso santuario è collegata la devozione per Maria madre di Gesù che ha l'iconografia culturale e storica della Vergine Lauretana, patrona dell'aviazione; tra i numerosi personaggi e santi che vi hanno fatto visita, si ricordano santa Camilla Battista da Varano; santa Thérèse di Lisieux; santa Gianna Beretta; tra i papi che hanno visitato la basilica vi sono Giovanni XXIII[1]Giovanni Paolo II[2]Benedetto XVI[3] e Papa Francesco[4]. Il santuario ha la dignità di Basilica pontificia minore[5].

lunedì 9 dicembre 2019

CONCERTO DI NATALE



Concerto di Natale - XXXV Edizione
15 Dicembre 2019 ore 20:30
Coro della Diocesi di Roma, Orchestra "Fideles et Amati",
diretti da Mons. Marco Frisina
- Ingresso gratuito -

Processione Immacolata in via del Corso organizzata dall'istituto ICRSS



Processione presieduta card. Francisco Ladaria prefetto della Congregazione per la dottrina della fede

PRESEPIO 2019/20

La rappresentazione del Presepe napoletano del Settecento è incentrata sulla distinzione di alcune scene ricorrenti che infondono agli occhi del visitatore,nel suo insieme,uno spaccato di Napoli,tra la metà e la fine del Settecento.
L' edizione di quest'anno è incentrata su 4 scene principali:
1. La scena della Natività,sotto i ruderi di un tempi pagano diroccato, a simboleggiare la vittoria del Cristianesimo sul paganesimo.
Si riconosce la Sacra Coppia che indossa gli abiti del tempo,in seta,perché essi rappresentano il nucleo centrale dell'intera rappresentazione.
2. La scena dei dormienti (a sinistra),posta ai piedi della Natività ne esalta il contrasto tra l'uomo superficiale e indifferente e di contro il Mistero del Dio fatto uomo.
3. La scena popolare del mercato (a destra) con il pescivendolo e la castagnara, la venditrice di frutta.
4. La taverna,antica reminiscenza dei testi evangelici con introduzioni anacronistiche: i giocatori di carte.
Questo è il luogo del peccato,dell'indifferenza,della noncuranza.
È caratterizzato da personaggi austeri,dal ghigno facile,dediti al gioco e al buon vino.

La scenografia è stata realizzata secondo i canoni del Settecento,con materiali tradizionali come legno,sughero, stucco,colla e colori naturali.

I personaggi sono in terracotta policroma con occhi in vetro,manichino in stoppa e fil di ferro,mani e piedi in legno.

Le vestiture sono in seta di San Leucio.

Realizzazione e allestimento:
Marco Lena
Gennaro Cretella

Per info e allestimenti:3385935114


PREGHIERA ALLA MADONNA

PREGHIERA ALLA MADONNA
Quand’ero ragazzino, mamma mia
me diceva: ricordate fijolo
quanno te senti veramente solo
tu prova a recità ʼn’ Ave Maria!
L’anima tua da sola spicca er volo
e se solleva come pe’ magia.
Ormai so’ vecchio er tempo m’è volato,
da un pezzo s’è addormita la vecchietta,
ma quer consijo non l’ò mai scordato.
Come me sento veramente solo…
io prego la Madonna benedetta
e l’anima da sola pija er volo!

TRILUSSA.... Poeta romano nato e battezzato nella nostra parrocchia.

venerdì 6 dicembre 2019

50° DI MESSA DI PAPA FRANCESCO

Carissimi,
                 il 13 dicembre 1969 Papa Francesco veniva ordinato sacerdote. Rendiamo grazie al Signore per questi 50 anni di ministero, di cui 27 di episcopato.
Abbiamo tutti nella mente e nel cuore l’immagine del 13 marzo 2013, quando presentandosi al mondo, il Papa ha chiesto per la prima volta di pregare per Lui. Ricordiamo quel silenzio improvviso, mentre, guardando la nostra città, si chinava a ricevere la benedizione dal Cielo attraverso l’intercessione del popolo di Dio: un silenzio, un gesto, una preghiera unanime, forte, “di famiglia”.
Per favore, non dimenticatevi di pregare per me. Sono le parole finali di ogni domenica, dalla finestra dell’Angelus, di ogni incontro, di ogni momento.
            La Chiesa di Roma non si dimentica di pregare per Lei Santità. Per Lei è la preghiera dei piccoli, dei bambini delle nostre comunità, che Lei benedice con affetto di Padre. Per Lei è la preghiera dei poveri, che Lei ama in modo privilegiato. Per Lei è la preghiera degli anziani, dei malati, che offrono le loro sofferenze per la Chiesa. Per Lei è la preghiera dei giovani, spinti dal Suo entusiasmo missionario. Per Lei è la preghiera delle famiglie, chiamate a vivere la Gioia dell’Amore. Per Lei è la preghiera di tutti, pronti a portare il Vangelo della Gioia. Per Lei è la preghiera dei ministri ordinati, chiamati a camminare insieme al Suo passo per le periferie esistenziali della nostra città. Per Lei è la preghiera dei consacrati e delle consacrate, segno di speranza per la nostra Chiesa.
            Per Lei, per la Chiesa e per il mondo, è tutta la nostra preghiera, come anche il ringraziamento per come sta portandoci per mano per le vie dell’uomo, “misericordiando”, con uno sguardo d’amore. Una preghiera quotidiana sale per Pietro da questa sua Città. Oggi in particolare un Grazie per il dono delle Sue mani consacrate cinquanta anni fa, che sono levate in alto per intercedere per noi, e che sono protese verso tutti per distribuire amore.
            Senta queste Sue mani sostenute dalle nostre, ogni giorno. In ogni istante
 Angelo Card. De Donatis  

Per Papa Francesco che il prossimo 13 dicembre celebra il cinquantesimo di ordinazione sacerdotale: il Signore che lo ha chiamato a essere amministratore dei Santi Misteri e Vescovo di Roma lo guidi e lo sostenga con la grazia del suo Spirito e gli doni la consolazione che deriva dalla preghiera di tutta la Chiesa.

Preghiamo


8 DICEMBRE FESTA DELL'IMMACOLATA

L'Avvento è il tempo di 'Attesa'; l' andare incontro al Signore, cui ci invita la liturgia, sembra quasi volerci far correre; sì, perché la corsa è il segno più bello dell'attesa: uno corre per vedere una cosa bella, per fare un bel incontro, per non perdere un'occasione, per abbracciare la mamma o il figlio o un amico che non si vede da tanto tempo. La festa di Maria Immacolata si pone come modello di questa corsa nell'attesa. Chi più di una mamma sa che cosa vuol dire attendere! È gioire, è preoccupazione, è speranza, è attenzione, è premura, è condivisione, è debolezza ma anche forza: è la dolce attesa. In una precedente versione nella liturgia, parole dell'Angelo erano: "Non temere, piena di grazia". Questo saluto anche a noi dà la spinta a non bloccarci di fronte alle nostre paure, incertezza, delusioni. Non temere perché non sei solo ma c'è il Signore con te.
Il Signore che attendo è con me.
La versione che ci viene offerta oggi va oltre:  Gabriele dice "rallegrati"; ci fa vedere un altro aspetto, un'altra sfaccettatura: la gioia come  espressione di colui che attende.
Rallegrati, non perché tutte le cose andranno bene, saranno a posto, non proverai fatica, non ci sarà sofferenza. Rallegrati perché hai con te il Signore che ti da la capacità di avere  serenità, sempre, nonostante tutto, nonostante le fragilità.
Solo nella 'nostra fede', noi viviamo questa esperienza straordinaria: abbiamo 'dentro' il Signore che ci aiuta ad incontrarlo. Il Signore è con Maria e gli chiede di poter essere generato da lei.
Come avverrà questo?
Certo Maria se lo domanda e lo domanda a Gabriele. Gabriele dice: "lo Spirito Santo scenderà su di te, ed ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce, lo chiamerai Gesù". Maria aprì il suo cuore, la sua persona, tutto il suo essere a questa chiamata dello Spirito. "Ecco io sono la serva del Signore".
Non penso che in quel momento abbia chiarito tutto in sé con la spiegazione dell'Angelo, ma certamente il "si" di Maria è stato: Io non lo so come, ma so che tu, Signore, lo sai: e mi fido di te!
Ed allora l'umile serva del Signore, con il suo eccomi, è divenuta corredentrice.
Gesù ha detto: "Ti ringrazio Signore perché ai piccoli e agli umili hai rivelato il regno dei cieli". I piccoli diventano paradigma di umiltà: sono coloro che hanno la capacità di ascoltare, di accogliere, di meravigliarsi, di gioire. Di contro chi è orgoglioso non sa ascoltare; troppo pieno di sé stesso, non sa meravigliarsi; non ha neppure la capacità di gioire perché non sa apprezzare.
Solo chi è piccolo, umile, potrà dire "L' anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio mio Salvatore".
Ecco quindi che Maria ci aiuta ad immergerci in questo tempo di avvento in cui siamo chiamati a liberarci da tanti orpelli, essere umili, saper ascoltare, aprirci e farci penetrare dallo Spirito. "Colui" che attendiamo ci prenderà e così anche noi sapremo donarlo agli altri: il suo nome è Gesù, che significa: Dio salva.
(Don Giuseppe Trappolini)