sabato 18 luglio 2020

NOVENA A SAN GIACOMO 16-24 LUGLIO



NOVENA A SAN GIACOMO

I. O glorioso San Giacomo, che sei stato chiamato da Gesù Cristo, non solo come Apostolo, ma tra gli Apostoli, insieme a San Pietro e San Giovanni, sei stato privilegiato delle più intime sue confidenze, e spettatore della sua Trasfigurazione sul Tabor, e testimone del suo sudore di Sangue nell’Orto del Getsemani, ottieni per noi tutti la grazia di essere sempre così disinteressati, così fervorosi da ottenere dal Cielo grazia nel corpo e nello spirito.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.

II. O glorioso San Giacomo, che, annunziando ai popoli della Spagna il Vangelo della salvezza, hai instillato  nel cuore di tutti la più profonda venerazione per la Santa Vergine Maria, e la più viva confidenza nel suo patrocinio, ottieni per noi tutti la grazia di applicarci nel miglior modo possibile alla santificazione dei nostri fratelli, e di professare continuamente la devozione sincera e fervorosa alla comune madre Maria, che è l'aiuto di tutti i cristiani, ed elargitrice di tutte le grazie.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.

III. O glorioso San Giacomo, che, dopo aver lasciato tutto per seguire Gesù, hai avuto l’onore di essere il primo fra gli apostoli a sigillare col sangue la tua fede, ottieni per noi tutti la grazia di sostenere sempre in pace le fatiche o i travagli di questa terra, e di contraccambiare, coi benefici, i torti che riceviamo dai nostri fratelli, rinnegando, al fine, ogni onore su questa terra ed essere un giorno tuoi compagni nel cielo.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.


16 luglio
1. Vita di san Giacomo
Giacomo viveva, e probabilmente era nato, a Betsaida, località della Galilea situata sul lago di Genesaret; era pescatore insieme al padre, Zebedeo; si ritiene che sua madre fosse Salome, una delle donne testimoni della crocifissione di Gesù sul Golgota. Giacomo aveva (almeno) un fratello, Giovanni. Sempre rimanendo nel campo delle ipotesi, si può supporre che la famiglia di Giacomo appartenesse al ceto medio, in quanto dedito alla florida attività della pesca con tutta la sua famiglia. Sua madre forse faceva parte del seguito di agiate donne che provvedevano alle necessità economiche del gruppo itinerante (Lc8,2-3). Il fatto che nelle liste degli apostoli nei sinottici Giovanni segua Giacomo, o che quest'ultimo venga spesso indicato come "figlio di Zebedeo", mentre Giovanni sia indicato come suo fratello, può lasciare concludere che Giacomo fosse il fratello maggiore.
Giovanni e Andrea furono, secondo il quarto vangelo (scritto, secondo la tradizionale identificazione cristiana, dallo stesso Giovanni di Zebedeo), i primi discepoli di Gesù, che essi seguirono dopo che Giovanni Battista lo aveva indicato loro come il Messia (Gv1,35-44). Il loro incontro avvenne subito dopo il battesimo di Gesù, all'inizio dell'attività pubblica del Maestro. Ai due si unì subito dopo Simone, detto Pietro (Gv 1, 42), fratello di Andrea.
Il solo Luca (9,51-56) riporta un episodio che sottolinea il carattere focoso dei due fratelli Giacomo e Giovanni. Un villaggio samaritano (ebrei considerati scismatici) aveva rifiutato ospitalità a Gesù e i figli di Zebedeo propongono la sua distruzione tramite un "fuoco discendente dal cielo", attirandosi il rimprovero del Maestro.
Sia Matteo (Mt20,20-23), che introduce l'intermediazione della madre, che Marco (10,35-40) riportano un episodio che indica il carattere ambizioso dei due fratelli. Questi avevano probabilmente una visione terrena del Regno predicato da Gesù e si aspettavano, in quanto particolarmente favoriti tra i suoi seguaci, un ruolo privilegiato in esso. Alla richiesta Gesù risponde evasivamente con l'assicurazione che "berranno il suo calice", cioè che gli saranno associati nella sofferenza e nel martirio. Giacomo verrà effettivamente martirizzato attorno al 44 (At12,1-2).
Insieme agli altri apostoli, Giacomo e Giovanni accompagnarono Gesù durante la sua vita pubblica, e alcuni episodi mostrano come Giacomo facesse parte della cerchia dei tre più fidati. Con Pietro fu testimone della trasfigurazione, della resurrezione della figlia di Giairo e dell'ultima notte di Gesù al Getsemani. Come appare evidente, sono tre situazioni molto diverse: in un caso, Giacomo e gli altri due apostoli sperimentano in modo diretto la gloria del Signore, vedendolo a colloquio con Mosè ed Elia; in occasione della resurrezione della figlia di Giairo, assistette ad uno dei miracoli più toccanti compiuti dal Maestro e ancora, al Getsemani, si trovò di fronte alla sofferenza e all'umiliazione di Gesù.
Una tradizione risalente almeno a Isidoro di Siviglia narra che Giacomo andò in Spagna per diffondere il Vangelo. Se questo viaggio avvenne, fu seguito da un ritorno dell'apostolo in Giudea, dove, agli inizi degli anni quaranta del I secolo il re Erode Agrippa I «cominciò a perseguitare alcuni membri della Chiesa, e fece uccidere di spada Giacomo fratello di Giovanni». Giacomo fu il primo apostolo martire.

Beata Vergine Maria del Monte Carmelo

Il primo profeta d'Israele, Elia (IX sec. a.C.), dimorando sul Monte Carmelo, ebbe la visione della venuta della Vergine, che si alzava come una piccola nube dalla terra verso il monte, portando la pioggia e salvando Israele dalla siccità. In quella immagine tutti i mistici cristiani e gli esegeti hanno sempre visto la Vergine Maria, che portando in sé il Verbo divino, ha dato la vita e la fecondità al mondo. Un gruppo di eremiti, «Fratelli della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo», costruirono una cappella dedicata alla Vergine sul Monte Carmelo. I monaci carmelitani fondarono, inoltre, dei monasteri in Occidente. Il 16 luglio del 1251 la Vergine, circondata da angeli e con il Bambino in braccio, apparve al primo Padre generale dell'Ordine, beato Simone Stock, al quale diede lo «scapolare» col «privilegio sabatino», ossia la promessa della salvezza dall'inferno, per coloro che lo indossano e la liberazione dalle pene del Purgatorio il sabato seguente alla loro morte.


17 luglio
2. Giovanni 1,35-42
35 Il giorno dopo Giovanni stava ancora là con due dei suoi discepoli 36 e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l'agnello di Dio!». 37 E i due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. 38 Gesù allora si voltò e, vedendo che lo seguivano, disse: «Che cercate?». Gli risposero: «Rabbì (che significa maestro), dove abiti?». 39 Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove abitava e quel giorno si fermarono presso di lui; erano circa le quattro del pomeriggio.
40 Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. 41 Egli incontrò per primo suo fratello Simone, e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia (che significa il Cristo)» 42 e lo condusse da Gesù. Gesù, fissando lo sguardo su di lui, disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; ti chiamerai Cefa (che vuol dire Pietro)».
Preghiera a San Giacomo Apostolo
Al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, amore infinito, presenza misteriosa e reale, rendiamo grazie per averci donato la Chiesa, feconda di grazia e di santità, e in essa San Giacomo. O Apostolo di Cristo, facci sentire la gioia di saper pronunciare un sì generoso e totale alla chiamata del Signore, così come tu fosti disposto a lasciare tutto, dopo aver ascoltato la voce del Maestro che ti diceva: seguimi! Contemplativo del Signore, prescelto insieme a Pietro e Giovanni ad essere partecipe alla Trasfigurazione di Gesù sul Tabor, dona anche a noi occhi trasfigurati che non vedano "se non Gesù solo" e, pieni di stupore e di adorazione, aiutaci a fare di Dio l'Assoluto della nostra vita. Figlio del tuono, donaci la tua audacia e la tua prontezza nel corrispondere con fedeltà al credo che professiamo, sino a fare della nostra vita un dono per Dio e per i fratelli senza riserve e per sempre. Trasformaci in testimoni di Cristo, credibili fino in fondo, anche quando le ferite del vivere scavano dentro di noi solchi di dolore e sfiducia. Amico di Dio, raccogli il pentimento per i nostri errori ed i nostri peccati, aiutaci a presentarlo al Padre della misericordia, perché graziati dal Signore diventiamo uomini nuovi, capaci di amare sul serio perfino i nostri nemici. Fratello maggiore, sii accanto a noi e sostienici mentre cerchiamo di fare un'esperienza profonda della paternità divina; così ci sentiremo "figli nel Figlio" e un giorno, con tutti i santi, concittadini del Cielo. Amen.


18 luglio
3. Luca 9,51-56
51 Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato tolto dal mondo, si diresse decisamente verso Gerusalemme 52 e mandò avanti dei messaggeri. Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per fare i preparativi per lui. 53 Ma essi non vollero riceverlo, perché era diretto verso Gerusalemme. 54 Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». 55 Ma Gesù si voltò e li rimproverò. 56 E si avviarono verso un altro villaggio.
 
Boanèrghes
Boanerghes (Βοανηργες) è il soprannome aramaico che, secondo Mc3,17, Gesù stesso diede a Giacomo e suo fratello Giovanni. Secondo lo stesso passo evangelico significa "figli del tuono". In realtà il significato del termine non è immediato, in quanto la resa greca dell'aramaico non è perfetta. La prima parte (βοανη, boanè) può corrispondere al plurale aramaico-ebraico בני (b enè), "figli di" (al singolare sarebbe bar, vedi Barabba). Per la seconda parte (ργες) è stata ipotizzata un'errata lettura da un manoscritto aramaico, precedente alla redazione evangelica in greco, del termine r'm ("tuono") nell'evangelico r's (ργες), data la somiglianza tra la mem finale ם (quadrata) e la samech ס (tondeggiante).[5] In questo caso l'epiteto viene collegato al temperamento focoso dei due fratelli (vedi in particolare Mc9,38; Mc10,35-40; Lc9,54), oppure può riferirsi al fatto che, nelle teofanie dell'Antico Testamento (p.eSan Es19,16; Sal29,3), il tuono indica la voce di Dio: in tal senso "figli del tuono" indicherebbe la missione dei due fratelli di annunciatori della parola di Dio.[6] Un'interpretazione diversa ipotizza altre radici semitiche come רגש (ragàsh), "tumulto", oppure רגז (ragàz), "ira", "turbamento". In tal senso, è stato ipotizzato che il nome fosse riferito ai fratelli per una ipotetica loro appartenenza al movimento nazionalista zelota.

Preghiera a San Giacomo Apostolo

Apostolo favorito e famigliare del Signore,
dal quale fosti chiamato tra i primi e Tu seguisti lasciando 
i tuoi parenti, tutti i beni e le speranze della terra.
Per Lui, primo tra gli Apostoli tu desti la vita, e col tuo sangue confermasti
la dottrina del Vangelo che avevi predicato.

O forza dei cristiani! 
O rifugio di coloro che t'invocano e sperano in Te: 
salvaci dai nostri pericoli!

Il Signore ci dia, per Sua intercessione, 
il Suo santo amore e timore, giustizia, pace 
e soprattutto ci conceda di poterlo eternamente vedere
e possedere insieme agli Angeli del Paradiso.
Amen.

 
19 luglio
4. Marco 10,35-44
35 E gli si avvicinarono Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: «Maestro, noi vogliamo che tu ci faccia quello che ti chiederemo». 36 Egli disse loro: «Cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: 37 «Concedici di sedere nella tua gloria uno alla tua destra e uno alla tua sinistra». 38 Gesù disse loro: «Voi non sapete ciò che domandate. Potete bere il calice che io bevo, o ricevere il battesimo con cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». 39 E Gesù disse: «Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e il battesimo che io ricevo anche voi lo riceverete. 40 Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».
41 All'udire questo, gli altri dieci si sdegnarono con Giacomo e Giovanni. 42 Allora Gesù, chiamatili a sé, disse loro: «Voi sapete che coloro che sono ritenuti capi delle nazioni le dominano, e i loro grandi esercitano su di esse il potere. 43 Fra voi però non è così; ma chi vuol essere grande tra voi si farà vostro servitore, 44 e chi vuol essere il primo tra voi sarà il servo di tutti.
PREGHIERA DEL SANTO PADRE GIOVANNI PAOLO II
DINANZI ALLA TOMBA DI SAN GIACOMO
Santiago de Compostela (Spagna) - Sabato, 19 agosto 1989

San Giacomo!
Sono qui, nuovamente, presso il tuo sepolcro
al quale mi avvicino oggi,
pellegrino da tutte le strade del mondo,
per onorare la tua memoria ed implorare la tua protezione.
Giungo dalla Roma luminosa e perenne,
fino a te che ti sei fatto pellegrino sulle orme di Cristo
ed hai portato il suo nome e la sua voce
fino a questo confine dell’universo.
Vengo dai luoghi di Pietro
e, quale suo successore, porto a te
che sei con lui colonna della Chiesa,
l’abbraccio fraterno che viene dai secoli
ed il canto che risuona fermo ed apostolico nella cattolicità.
Viene con me, san Giacomo, un immenso fiume giovanile
nato dalle sorgenti di tutti i paesi della terra.
Qui lo trovi, unito e sereno alla tua presenza,
ansioso di rinnovare la sua fede nell’esempio vibrante della tua vita.
Veniamo a questa soglia benedetta in animato pellegrinaggio.
Veniamo immersi in questo copioso esercito
che sin dalle viscere dei secoli è venuto portando le genti fino a questa Compostela
dove tu sei pellegrino ed ospite, apostolo e patrono.
E giungiamo qui al tuo cospetto perché andiamo uniti nel cammino.
la via, la verità e la vita.

 
        20 luglio
5. Luca 9,28-36
28 Circa otto giorni dopo questi discorsi, prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. 29 E, mentre pregava, il suo volto cambiò d'aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. 30 Ed ecco due uomini parlavano con lui: erano Mosè ed Elia, 31 apparsi nella loro gloria, e parlavano della sua dipartita che avrebbe portato a compimento a Gerusalemme. 32 Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; tuttavia restarono svegli e videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui. 33 Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi stare qui. Facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli non sapeva quel che diceva. 34 Mentre parlava così, venne una nube e li avvolse; all'entrare in quella nube, ebbero paura. 35 E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l'eletto; ascoltatelo». 36 Appena la voce cessò, Gesù restò solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto.
Catechesi di Papa Benedetto XVI
 (Mercoledì, 21 giugno 2006)
Cari fratelli e sorelle,
proseguendo nella serie di ritratti degli Apostoli scelti direttamente da Gesù durante la sua vita terrena. Abbiamo parlato di san Pietro, di suo fratello Andrea. Oggi incontriamo la figura di Giacomo. Gli elenchi biblici dei Dodici menzionano due persone con questo nome: Giacomo figlio di Zebedeo e Giacomo figlio di Alfeo (cfr Mc 3,17.18; Mt 10,2-3), che vengono comunemente distinti con gli appellativi di Giacomo il Maggiore e Giacomo il Minore. Queste designazioni non vogliono certo misurare la loro santità, ma soltanto prendere atto del diverso rilievo che essi ricevono negli scritti del Nuovo Testamento e, in particolare, nel quadro della vita terrena di Gesù. Oggi dedichiamo la nostra attenzione al primo di questi due personaggi omonimi.

Il nome Giacomo è la traduzione di Iákobos, forma grecizzata del nome del celebre patriarca Giacobbe. L’apostolo così chiamato è fratello di Giovanni, e negli elenchi suddetti occupa il secondo posto subito dopo Pietro, come in Marco (3,17), o il terzo posto dopo Pietro e Andrea nei Vangeli di Matteo (10,2) e di Luca (6,14), mentre negli Atti viene dopo Pietro e Giovanni (1,13). Questo Giacomo appartiene, insieme con Pietro e Giovanni, al gruppo dei tre discepoli privilegiati che sono stati ammessi da Gesù a momenti importanti della sua vita.

Poiché fa molto caldo, vorrei abbreviare e menzionare qui solo due di queste occasioni. Egli ha potuto partecipare, insieme con Pietro e Giovanni, al momento dell’agonia di Gesù nell’orto del Getsemani e all’evento della Trasfigurazione di Gesù. Si tratta quindi di situazioni molto diverse l’una dall’altra: in un caso, Giacomo con gli altri due Apostoli sperimenta la gloria del Signore, lo vede nel colloquio con Mosé ed Elia, vede trasparire lo splendore divino in Gesù; nell’altro si trova di fronte alla sofferenza e all’umiliazione, vede con i propri occhi come il Figlio di Dio si umilia facendosi obbediente fino alla morte. Certamente la seconda esperienza costituì per lui l’occasione di una maturazione nella fede, per correggere l’interpretazione unilaterale, trionfalista della prima: egli dovette intravedere che il Messia, atteso dal popolo giudaico come un trionfatore, in realtà  non era soltanto circonfuso di onore e di gloria, ma anche di patimenti e di debolezza. La gloria di Cristo si realizza proprio nella Croce, nella partecipazione alle nostre sofferenze.

 
21 luglio
6. Marco 3,14-20
14 Ne costituì Dodici che stessero con lui 15 e anche per mandarli a predicare e perché avessero il potere di scacciare i demòni.
16 Costituì dunque i Dodici: Simone, al quale impose il nome di Pietro; 17 poi Giacomo di Zebedèo e Giovanni fratello di Giacomo, ai quali diede il nome di Boanèrghes, cioè figli del tuono; 18 e Andrea, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo di Alfeo, Taddeo, Simone il Cananèo 19 e Giuda Iscariota, quello che poi lo tradì.
20 Entrò in una casa e si radunò di nuovo attorno a lui molta folla, al punto che non potevano neppure prendere cibo.


Catechesi di Papa Benedetto XVI
 (Mercoledì, 21 giugno 2006)
Questa maturazione della fede fu portata a compimento dallo Spirito Santo nella Pentecoste, così che Giacomo, quando venne il momento della suprema testimonianza, non si tirò indietro. All’inizio degli anni 40 del I secolo il re Erode Agrippa, nipote di Erode il Grande, come ci informa Luca, “cominciò a perseguitare alcuni membri della Chiesa, e fece uccidere di spada Giacomo fratello di Giovanni” (At 12,1-2). La stringatezza della notizia, priva di ogni dettaglio narrativo, rivela, da una parte, quanto fosse normale per i cristiani testimoniare il Signore con la propria vita e, dall’altra, quanto Giacomo avesse una posizione di spicco nella Chiesa di Gerusalemme, anche a motivo del ruolo svolto durante l’esistenza terrena di Gesù. Una tradizione successiva, risalente almeno a Isidoro di Siviglia, racconta di un suo soggiorno in Spagna per evangelizzare quella importante regione dell’impero romano. Secondo un’altra tradizione, sarebbe invece stato il suo corpo ad essere trasportato in Spagna, nella città di Santiago di Compostella. Come tutti sappiamo, quel luogo divenne oggetto di grande venerazione ed è tuttora mèta di numerosi pellegrinaggi, non solo dall’Europa ma da tutto il mondo. (Nel 1989 il Beato Giovanni Paolo II, insieme a migliaia di giovani da tutto il mondo, ha fatto il «Cammino di Compostella»). È così che si spiega la rappresentazione iconografica di san Giacomo con in mano il bastone del pellegrino e il rotolo del Vangelo, caratteristiche dell’apostolo itinerante e dedito all’annuncio della “buona notizia”, caratteristiche del pellegrinaggio della vita cristiana.



22 luglio
7. Luca 8,41-42; 49-56
41 Ed ecco venne un uomo di nome Giàiro, che era capo della sinagoga: gettatosi ai piedi di Gesù, lo pregava di recarsi a casa sua, 42 perché aveva un'unica figlia, di circa dodici anni, che stava per morire. Durante il cammino, le folle gli si accalcavano attorno.
49 Stava ancora parlando quando venne uno della casa del capo della sinagoga a dirgli: «Tua figlia è morta, non disturbare più il maestro». 50 Ma Gesù che aveva udito rispose: «Non temere, soltanto abbi fede e sarà salvata». 51 Giunto alla casa, non lasciò entrare nessuno con sé, all'infuori di Pietro, Giovanni e Giacomo e il padre e la madre della fanciulla. 52 Tutti piangevano e facevano il lamento su di lei. Gesù disse: «Non piangete, perché non è morta, ma dorme». 53 Essi lo deridevano, sapendo che era morta, 54 ma egli, prendendole la mano, disse ad alta voce: «Fanciulla, alzati!». 55 Il suo spirito ritornò in lei ed ella si alzò all'istante. Egli ordinò di darle da mangiare. 56 I genitori ne furono sbalorditi, ma egli raccomandò loro di non raccontare a nessuno ciò che era accaduto.
Catechesi di Papa Benedetto XVI
 (Mercoledì, 21 giugno 2006)

Da san Giacomo, dunque, possiamo imparare molte cose: la prontezza ad accogliere la chiamata del Signore anche quando ci chiede di lasciare la “barca” delle nostre sicurezze umane, l’entusiasmo nel seguirlo sulle strade che Egli ci indica al di là di ogni nostra illusoria presunzione, la disponibilità a testimoniarlo con coraggio, se necessario, fino al sacrificio supremo della vita. Così Giacomo il Maggiore si pone davanti a noi come esempio eloquente di generosa adesione a Cristo. Egli, che inizialmente aveva chiesto, tramite sua madre, di sedere con il fratello accanto al Maestro nel suo Regno, fu proprio il primo a bere il calice della passione, a condividere con gli Apostoli il martirio.

E alla fine, riassumendo tutto, possiamo dire che il cammino non solo esteriore ma soprattutto interiore, dal monte della Trasfigurazione al monte dell’agonia, simbolizza tutto il pellegrinaggio della vita cristiana, fra le persecuzioni del mondo e le consolazioni di Dio, come dice il Concilio Vaticano II.  Seguendo Gesù come san Giacomo, sappiamo, anche nelle difficoltà, che andiamo sulla strada giusta.

Santa Maria Maddalena (di Magdala) Apostola degli Apostoli
La Chiesa latina era solita accomunare nella liturgia le tre distinte donne di cui parla il Vangelo e che la liturgia greca commemora separatamente: Maria di Betania, sorella di Lazzaro e di Marta, la peccatrice «cui molto è stato perdonato perché molto ha amato», e Maria Maddalena o di Magdala, l'ossessa miracolata da Gesù, che ella seguì e assistette con le altre donne fino alla crocifissione ed ebbe il privilegio di vedere risorto. L'identificazione delle tre donne è stata facilitata dal nome Maria comune almeno a due e dalla sentenza di San Gregorio Magno che vide indicata in tutti i passi evangelici una sola e medesima donna. I redattori del nuovo calendario, riconfermando la memoria di una sola Maria Maddalena senz'altra indicazione, come l'aggettivo "penitente", hanno inteso celebrare la santa donna cui Gesù apparve dopo la Risurrezione. È questa la Maddalena che la Chiesa oggi commemora e che, secondo un'antica tradizione greca, sarebbe andata a vivere a Efeso, dove sarebbe morta. In questa città avevano preso dimora anche Giovanni, l'apostolo prediletto, e Maria, Madre di Gesù. Papa Francesco ha elevato al grado di Festa la sua memoria.


23 luglio
8. Marco 14, 32-41
32 Giunsero intanto a un podere chiamato Getsèmani, ed egli disse ai suoi discepoli: «Sedetevi qui, mentre io prego». 33 Prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e cominciò a sentire paura e angoscia. 34 Gesù disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte. Restate qui e vegliate». 35 Poi, andato un po' innanzi, si gettò a terra e pregava che, se fosse possibile, passasse da lui quell'ora. 36 E diceva: «Abbà, Padre! Tutto è possibile a te, allontana da me questo calice! Però non ciò che io voglio, ma ciò che vuoi tu». 37 Tornato indietro, li trovò addormentati e disse a Pietro: «Simone, dormi? Non sei riuscito a vegliare un'ora sola? 38 Vegliate e pregate per non entrare in tentazione; lo spirito è pronto, ma la carne è debole». 39 Allontanatosi di nuovo, pregava dicendo le medesime parole. 40 Ritornato li trovò addormentati, perché i loro occhi si erano appesantiti, e non sapevano che cosa rispondergli.
41 Venne la terza volta e disse loro: «Dormite ormai e riposatevi! Basta, è venuta l'ora: ecco, il Figlio dell'uomo viene consegnato nelle mani dei peccatori. 42 Alzatevi, andiamo! Ecco, colui che mi tradisce è vicino».

PREGHIERA DEL SANTO PADRE GIOVANNI PAOLO II
DINANZI ALLA TOMBA DI SAN GIACOMO
Santiago de Compostela (Spagna) - Sabato, 19 agosto 1989

Camminiamo verso la fine di un millennio
che desideriamo sigillare con il sigillo di Cristo.
Camminiamo ancora oltre, verso l’inizio di un millennio nuovo
che desideriamo aprire nel nome di Dio.
San Giacomo,
abbiamo bisogno per il nostro pellegrinaggio
del tuo ardore e del tuo coraggio.
Per questo veniamo a chiederteli
fino a questo “finis-terrae” delle tue imprese apostoliche.
Insegnaci, Apostolo ed amico del Signore,
la via che porta a lui.
Aprici, predicatore delle Spagne,
alla verità che hai imparato dalle labbra del Maestro.
Dacci, testimone del Vangelo,
la forza di amare sempre la vita.
Mettiti tu, patrono dei pellegrini,
alla testa del nostro pellegrinaggio di cristiani e di giovani.
E come i popoli all’epoca camminarono verso di te,
vieni tu in pellegrinaggio con noi incontro a tutti i popoli.
Con te, san Giacomo apostolo e pellegrino,
desideriamo insegnare alle genti d’Europa e del mondo
che Cristo è - oggi e sempre –

Santa Brigida di Svezia Religiosa, fondatrice
Arriva dalla Svezia, ma la sua attività ed il suo apostolato non si limitano agli stretti confini della patria: il “turismo religioso” diventa una delle costanti della sua vita, e non si disgiunge da un’intensa vita di pietà, da una premurosa e commovente attenzione per i poveri e gli ammalati, da un fervore missionario e profetico che la spinge a rinfacciare a papi e re i loro misfatti, rimproverandoli con parole non propriamente tenere.
Santa Brigida nasce nel 1302, in Svezia appunto, in condizioni di benessere: suo padre è governatore della regione dell’Upland, lei vive per un certo periodo accanto alla giovane sposa del re.
Secondo la consuetudine del tempo si sposa giovanissima, ad appena 14 anni: la sua fu un’unione felice, rallegrata da otto figli. Il marito Ulf, che si trova sulla sua stessa lunghezza d’onda, condivide la sua ansia per i poveri, vive un’intensa esperienza spirituale, l’accompagna nei suoi pellegrinaggi da uno dei quali, a Santiago di Compostella, torna gravemente malato.
Di comune accordo sceglie per i suoi ultimi mesi la tranquillità e la spiritualità del monastero cistercense di Alvastra, dove Brigida lo assiste come la più premurosa ed affettuosa delle infermiere e dove gli chiude gli occhi il 12 febbraio 1344.
Felicemente sposata e teneramente mamma (la figlia Caterina è anch’essa venerata come Santa), fervorosamente e intensamente vive la sua vedovanza: ritorna in Svezia, rinuncia a tutti i suoi beni, si dedica all’assistenza dei malati (con il marito aveva addirittura dato vita ad un piccolo ospedale), si lascia assorbire dalla contemplazione di Dio, sogna di fondare un ordine religioso.
Nel 1349 parte per Roma, accompagnata dalla figlia Caterina. Tre sono gli obiettivi che qui la attirano: vivere l’esperienza dell’Anno Santo 1350, ottenere l’approvazione papale per il suo ordine religioso, far ritornare il Papa da Avignone a Roma. Tuttavia, raggiunge i suoi scopi solo per metà.
In una città ridotta allo squallore, Brigida si dedica tanto intensamente alla cura dei poveri e dei malati da diventare vittima degli strozzini e a sua volta mendicante. Il movimento religioso che aveva in mente non diventerà come lei lo aveva sognato e le prime professioni si celebreranno solo due anni dopo la sua morte.
Il Papa, i cardinali e i re cui rivolge i suoi rimproveri continuano imperterriti per la loro strada. In particolare la delude Urbano V, che rientra a Roma solo per pochi anni e se ne va di nuovo, inseguito dagli ammonimenti e dagli avvenimenti di Brigida.
Nella sua esperienza spirituale occupano un posto di rilievo le «Rivelazioni», che altro non sono che squarci sulla sua esperienza mistica e sulla sua intima comunione con Dio e l’intero paradiso.
Muore il 23 luglio 1373 e i romani, che ormai la considerano una di loro, già la considerano una santa. I figli Birger e Caterina l’anno dopo la riportano in Svezia, a riposare nel monastero che voleva fondare.
Neanche vent’anni dopo Bonifacio IX la proclama Santa e nel 1999 san Giovanni Paolo II la dichiara compatrona d’Europa, insieme a Caterina da Siena e a Teresa Benedetta della Croce, ovvero Edith Stein.

24 luglio
9. Atti 12,1-5
1 In quel tempo il re Erode cominciò a perseguitare alcuni membri della Chiesa 2 e fece uccidere di spada Giacomo, fratello di Giovanni. 3 Vedendo che questo era gradito ai Giudei, decise di arrestare anche Pietro. Erano quelli i giorni degli Azzimi. 4 Fattolo catturare, lo gettò in prigione, consegnandolo in custodia a quattro picchetti di quattro soldati ciascuno, col proposito di farlo comparire davanti al popolo dopo la Pasqua. 5 Pietro dunque era tenuto in prigione, mentre una preghiera saliva incessantemente a Dio dalla Chiesa per lui.
 
Preghiera a San Giacomo Apostolo
Al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, amore infinito, presenza misteriosa e reale, rendiamo grazie per averci donato la Chiesa, feconda di grazia e di santità, e in essa San Giacomo. O Apostolo di Cristo, facci sentire la gioia di saper pronunciare un sì generoso e totale alla chiamata del Signore, così come tu fosti disposto a lasciare tutto, dopo aver ascoltato la voce del Maestro che ti diceva: seguimi! Contemplativo del Signore, prescelto insieme a Pietro e Giovanni ad essere partecipe alla Trasfigurazione di Gesù sul Tabor, dona anche a noi occhi trasfigurati che non vedano "se non Gesù solo" e, pieni di stupore e di adorazione, aiutaci a fare di Dio l'Assoluto della nostra vita. Figlio del tuono, donaci la tua audacia e la tua prontezza nel corrispondere con fedeltà al credo che professiamo, sino a fare della nostra vita un dono per Dio e per i fratelli senza riserve e per sempre. Trasformaci in testimoni di Cristo, credibili fino in fondo, anche quando le ferite del vivere scavano dentro di noi solchi di dolore e sfiducia. Amico di Dio, raccogli il pentimento per i nostri errori ed i nostri peccati, aiutaci a presentarlo al Padre della misericordia, perché graziati dal Signore diventiamo uomini nuovi, capaci di amare sul serio perfino i nostri nemici. Fratello maggiore, sii accanto a noi e sostienici mentre cerchiamo di fare un'esperienza profonda della paternità divina; così ci sentiremo "figli nel Figlio" e un giorno, con tutti i santi, concittadini del Cielo. Amen.



 

mercoledì 15 luglio 2020

NUOVO VIDEO SU CARLOTTA NOBILE

NUOVO VIDEO DI 25 MINUTI IN CUI VIENE PRESENTATA LA VITA DELLA NOSTRA CARA CARLOTTA NOBILE CHE RICORDEREMO
DOMANI SERA ALLA MESSA DELLE 17.30.
MOLTO BELLO, ED EDIFICANTE DEDICARCI UN PO DI TEMPO, QUANDO NE ABBIAMO POSSIBILITÀ

È USCITO IL DOCUFILM SULLA VITA DI CARLOTTA NOBILE (2017)
Il docufilm sulla vita di Carlotta Nobile (1988-2013), violinista, storica dell’Arte e scrittrice, dichiarata “Giovane Testimone” del Sinodo dei Vescovi 2018.
Il filmato, pubblicato oggi in italiano e spagnolo dalla rete internazionale di evangelizzazione HM Television, è stato girato nei luoghi di Carlotta nel 2017 dalle Suore spagnole del Focolare della Madre appositamente venute in Italia.
Un documentario forte ed emozionante sul valore della vita e su una storia di tormento, ricerca e, finalmente, incontro con Cristo.
(Carlotta Nobile Testimone della Fede)


martedì 14 luglio 2020

DOMANI NOVENA SAN GIACOMO




SAN GIACOMO NELLA SACRA SCRITTURA


1. Giovanni 1,35-42
35 Il giorno dopo Giovanni stava ancora là con due dei suoi discepoli 36 e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l'agnello di Dio!». 37 E i due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. 38 Gesù allora si voltò e, vedendo che lo seguivano, disse: «Che cercate?». Gli risposero: «Rabbì (che significa maestro), dove abiti?». 39 Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove abitava e quel giorno si fermarono presso di lui; erano circa le quattro del pomeriggio.
40 Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. 41 Egli incontrò per primo suo fratello Simone, e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia (che significa il Cristo)» 42 e lo condusse da Gesù. Gesù, fissando lo sguardo su di lui, disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; ti chiamerai Cefa (che vuol dire Pietro)».

2. Luca 9,51-56
51 Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato tolto dal mondo, si diresse decisamente verso Gerusalemme 52 e mandò avanti dei messaggeri. Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per fare i preparativi per lui. 53 Ma essi non vollero riceverlo, perché era diretto verso Gerusalemme. 54 Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». 55 Ma Gesù si voltò e li rimproverò. 56 E si avviarono verso un altro villaggio.

3. Marco 10,35-44
35 E gli si avvicinarono Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: «Maestro, noi vogliamo che tu ci faccia quello che ti chiederemo». 36 Egli disse loro: «Cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: 37 «Concedici di sedere nella tua gloria uno alla tua destra e uno alla tua sinistra». 38 Gesù disse loro: «Voi non sapete ciò che domandate. Potete bere il calice che io bevo, o ricevere il battesimo con cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». 39 E Gesù disse: «Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e il battesimo che io ricevo anche voi lo riceverete. 40 Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».
41 All'udire questo, gli altri dieci si sdegnarono con Giacomo e Giovanni. 42 Allora Gesù, chiamatili a sé, disse loro: «Voi sapete che coloro che sono ritenuti capi delle nazioni le dominano, e i loro grandi esercitano su di esse il potere. 43 Fra voi però non è così; ma chi vuol essere grande tra voi si farà vostro servitore, 44 e chi vuol essere il primo tra voi sarà il servo di tutti.

4. Luca 9,28-36
28 Circa otto giorni dopo questi discorsi, prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. 29 E, mentre pregava, il suo volto cambiò d'aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. 30 Ed ecco due uomini parlavano con lui: erano Mosè ed Elia, 31 apparsi nella loro gloria, e parlavano della sua dipartita che avrebbe portato a compimento a Gerusalemme. 32 Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; tuttavia restarono svegli e videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui. 33 Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi stare qui. Facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli non sapeva quel che diceva. 34 Mentre parlava così, venne una nube e li avvolse; all'entrare in quella nube, ebbero paura. 35 E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l'eletto; ascoltatelo». 36 Appena la voce cessò, Gesù restò solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto.

5. Marco 3,14-20
14 Ne costituì Dodici che stessero con lui 15 e anche per mandarli a predicare e perché avessero il potere di scacciare i demòni.
16 Costituì dunque i Dodici: Simone, al quale impose il nome di Pietro; 17 poi Giacomo di Zebedèo e Giovanni fratello di Giacomo, ai quali diede il nome di Boanèrghes, cioè figli del tuono; 18 e Andrea, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo di Alfeo, Taddeo, Simone il Cananèo 19 e Giuda Iscariota, quello che poi lo tradì.
20 Entrò in una casa e si radunò di nuovo attorno a lui molta folla, al punto che non potevano neppure prendere cibo.

6. Luca 8,41-42; 49-56
41 Ed ecco venne un uomo di nome Giàiro, che era capo della sinagoga: gettatosi ai piedi di Gesù, lo pregava di recarsi a casa sua, 42 perché aveva un'unica figlia, di circa dodici anni, che stava per morire. Durante il cammino, le folle gli si accalcavano attorno.
49 Stava ancora parlando quando venne uno della casa del capo della sinagoga a dirgli: «Tua figlia è morta, non disturbare più il maestro». 50 Ma Gesù che aveva udito rispose: «Non temere, soltanto abbi fede e sarà salvata». 51 Giunto alla casa, non lasciò entrare nessuno con sé, all'infuori di Pietro, Giovanni e Giacomo e il padre e la madre della fanciulla. 52 Tutti piangevano e facevano il lamento su di lei. Gesù disse: «Non piangete, perché non è morta, ma dorme». 53 Essi lo deridevano, sapendo che era morta, 54 ma egli, prendendole la mano, disse ad alta voce: «Fanciulla, alzati!». 55 Il suo spirito ritornò in lei ed ella si alzò all'istante. Egli ordinò di darle da mangiare. 56 I genitori ne furono sbalorditi, ma egli raccomandò loro di non raccontare a nessuno ciò che era accaduto.

7. Marco 14, 32-41
32 Giunsero intanto a un podere chiamato Getsèmani, ed egli disse ai suoi discepoli: «Sedetevi qui, mentre io prego». 33 Prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e cominciò a sentire paura e angoscia. 34 Gesù disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte. Restate qui e vegliate». 35 Poi, andato un po' innanzi, si gettò a terra e pregava che, se fosse possibile, passasse da lui quell'ora. 36 E diceva: «Abbà, Padre! Tutto è possibile a te, allontana da me questo calice! Però non ciò che io voglio, ma ciò che vuoi tu». 37 Tornato indietro, li trovò addormentati e disse a Pietro: «Simone, dormi? Non sei riuscito a vegliare un'ora sola? 38 Vegliate e pregate per non entrare in tentazione; lo spirito è pronto, ma la carne è debole». 39 Allontanatosi di nuovo, pregava dicendo le medesime parole. 40 Ritornato li trovò addormentati, perché i loro occhi si erano appesantiti, e non sapevano che cosa rispondergli.
41 Venne la terza volta e disse loro: «Dormite ormai e riposatevi! Basta, è venuta l'ora: ecco, il Figlio dell'uomo viene consegnato nelle mani dei peccatori. 42 Alzatevi, andiamo! Ecco, colui che mi tradisce è vicino».


8. Atti 12,1-5
1 In quel tempo il re Erode cominciò a perseguitare alcuni membri della Chiesa 2 e fece uccidere di spada Giacomo, fratello di Giovanni. 3 Vedendo che questo era gradito ai Giudei, decise di arrestare anche Pietro. Erano quelli i giorni degli Azzimi. 4 Fattolo catturare, lo gettò in prigione, consegnandolo in custodia a quattro picchetti di quattro soldati ciascuno, col proposito di farlo comparire davanti al popolo dopo la Pasqua. 5 Pietro dunque era tenuto in prigione, mentre una preghiera saliva incessantemente a Dio dalla Chiesa per lui.


giovedì 2 luglio 2020

Covid-19 sierologico in Vicariato di Roma

Stamattina sierologico con la collaborazione dello Spallanzani. Una buona iniziativa del Vicariato: uno screening molto indicativo.

Negativo per fortuna.

lunedì 29 giugno 2020

IL BICCHIERE D'ACQUA FRESCA DI ROBERTINO




Non devo lasciarmi sfuggire questo ricordo.

In questo momento sto sentendo il Papa all'Angelus: racconta di un prete che si è commosso quando un bambino ha donato poche decine di euro, frutto dei suoi risparmi per i poveri della parrocchia. Ricordo che anch'io ho vissuto una cosa del genere: la mente come in un riavvolgere il nastro, mi si è aperta e si è fissata in un episodio analogo del passato, molti anni fa a Casal de' Pazzi: l'esperienza che ho avuto con Roberto ...... Robertino un ragazzetto, mi pare di 11-12 anni, gravemente malato di leucemia. I genitori vennero a parlare con me dicendo che erano molto preoccupati per il figlio che stava malissimo e sembrava che non ci fosse via di scampo. Seguiva le cure, ma alle cure non rispondeva. Andai a casa per incontrare questo ragazzo. Non nego che fossi impaurito perché, io, di fronte alla malattia e la sofferenza soprattutto dei bambini, mi sento molto a disagio ed in difficoltà e non sapevo proprio come e cosa fare. Eppure recandomi a casa, in modo inspiegabile per la mia indole, trovai coraggio.

La cosa andò avanti per diverso tempo, andavo spesso a trovare Roberto; a volte aveva più forza vitale, altre volte ne aveva meno, ma era sempre molto felice quando mi vedeva ed io avevo superato dentro di me ogni remora. La mamma mi domandò se c'era la possibilità di potergli dare il sacramento della Cresima: chiesi l'autorizzazione al vescovo ausiliare di quel periodo, il quale mi diede la facoltà di potere amministrare il sacramento in casa. E così, in casa, facemmo una celebrazione molto bella insieme alla famiglia e durante la messa amministrai il sacramento della Confermazione a Roberto, ma la sua salute peggiorava velocemente, le cure non avevano effetto. Io avevo il cuore infranto nel vedere le sofferenze di questo ragazzino che faceva avanti e indietro dall'ospedale, ma davanti a lui cercavo sempre di vivere nella normalità.

Arrivò il mese di luglio. In quel periodo facevo i campi estivi con i giovani della parrocchia ma sapevo che Roberto stava molto male.

Mentre mi trovavo al campo mi portarono sue notizie annunciandomi che era entrato in coma ed io non avrei più potuto rivederlo. I genitori avendone la possibilità lo riportarono a casa. Quando tornai dal campo estivo andai subito a casa sua dove mi accolse la mamma in lacrime che mi chiese se avessi voluto vederlo. Con un groppo in gola annuii; ci avvicinammo alla sua cameretta e la mamma molto dolcemente gli disse: 'guarda Roberto chi ti è venuto a trovare? il tuo amico Don Giuseppe!

Una frase quasi di rito. Io mi avvicinai, il ragazzo aprì gli occhi ed iniziò a parlare; la mamma fu molto stupita, anche se questi episodi di risveglio dal torpore potevano capitare di tanto in tanto, quindi non era considerata una cosa eccezionale, ma sì meravigliò che fosse capitato proprio nel momento in cui ero io. Quasi piangendo, la mamma ci lasciò soli. Io mi trovavo in grande difficoltà. Roberto iniziò parlare dicendomi: 'guarda Don Giuseppe che sto molto male; lo sai, ho sentito anche papà e mamma che piangevano e dei dottori che dicevano cose che non mi rassicurano per niente'. Poi mi chiese come era andato il campo con i ragazzi ed io gli ho raccontai come erano andate le cose. Ad un certo punto mentre parlavamo disse: 'adesso mi sento molto stanco, mi prende tanto sonno, devo riposarmi. Senti però ti devo dire una cosa importante' ed aprì il cassetto che aveva accanto al suo letto aggiungendo: 'guarda lì, c'è una scatoletta!' Io guardai bene e vidi un piccolo contenitore. Roberto mi chiese di aprirlo: dentro c'erano delle monete! Saranno state in tutto cinquemila lire! Mi disse: senti Don Giuseppe so che tu hai dei poveri in parrocchia! perché non li prendi? Sono i miei risparmi e sono per loro!' e me li diede. Poi mi disse: 'adesso ho sonno'. L'ho baciato e l'ho salutato. Si è addormentato e si è risvegliato nelle braccia del Signore.

Non so perché il Signore mi ha voluto mandare questo flash in questo momento. Non mi ricordavo più di Roberto, eppure mi è tornata davanti improvvisamente l’immagine di questo ragazzo che tanto ha sofferto ed ha aperto quel cassetto con quelle poche monete per darmi il frutto dei suoi risparmi.

Una carezza dei Signore della quale mi ero dimenticato.

giovedì 18 giugno 2020

IL CAMMINO PER LA CASA COMUNE

Il 18 giugno è stato presentato, nell’Aula Giovanni Paolo II della Sala Stampa della Santa Sede, il volume In cammino per la cura della casa comune – A cinque anni dalla Laudato si’, elaborato dal Tavolo Interdicasteriale della Santa Sede sull’ecologia integrale.

sabato 23 maggio 2020

celebrazione della messa


Carissima, Carissimo
stiamo iniziando la celebrazione della Messa con la partecipazione fisica delle persone:
dobbiamo per prudenza, ed anche umile obbedienza, sottostare alle norme di sicurezza che ci hanno indicato. La nostra Chiesa, secondo tali norme, potrà contenere poco più di cinquanta persone per celebrazione.
Mi sento molto a disagio nel non potere accogliere tutti , poiché questo va contro la mia sensibilità e la parola stessa ‘Chiesa’ che significa comunità di coloro che professano la fede e nel contempo assemblea dei credenti in Cristo.
Ma non possiamo.
Sono addolorato, mi dispiace nel profondo di me stesso e come pastore.  Accettate queste parole come segno della mia amicizia e della mia stima.
Il vostro posto sappiate è nel cuore di questa comunità e se dovesse accadere che raggiunto il numero di capienza permesso attualmente, non possiate entrare, in tal caso ho pensato di darvi la possibilità di partecipare alla Eucarestia nella chiesa di fronte alla nostra, Gesù e Maria, dove alle 18.00 inizierà un’altra Messa.
Vi saluto con tanto affetto, 
il vostro Parroco,
Don Giuseppe

venerdì 22 maggio 2020

Messa in diretta

novena di Pentecoste

SANTA RITA DA CASCIA

SANTA RITA DA CASCIA
Santa Rita nacque a Roccaporena (Cascia) verso il 1380. Secondo la tradizione era figlia unica e fin dall’adolescenza desiderò consacrarsi a Dio ma, per le insistenze dei genitori, fu data in sposa ad un giovane di buona volontà ma di carattere violento. Dopo l’assassinio del marito e la morte dei due figli, ebbe molto a soffrire per l’odio dei parenti che, con fortezza cristiana, riuscì a riappacificare. Vedova e sola, in pace con tutti, fu accolta nel monastero agostiniano di santa Maria Maddalena in Cascia. Visse per quarant’anni anni nell’umiltà e nella carità, nella preghiera e nella penitenza. Negli ultimi quindici anni della sua vita, portò sulla fronte il segno della sua profonda unione con Gesù crocifisso. Morì il 22 maggio 1457. Invocata come taumaturga di grazie, il suo corpo si venera nel santuario di Cascia, meta di continui pellegrinaggi. Beatificata da Urbano VIII nel 1627, venne canonizzata il 24 maggio 1900 da Leone XIII. E’ invocata come santa del perdono e paciera di Cristo. (Da santi e beati)

mercoledì 20 maggio 2020

estremo saluto a Pierette

il 19 maggio mattina abbiamo affidato al Signore Pierette Mancia,  nata il 19.08.1936 a Montreux (Svizzera) ed è deceduta il 17.05.2020.
Una delle prime persone che ho conosciuto quando sono venuto in parrocchia. Mi ha voluto molto bene. Ha sofferto tanto nella vita. Era una persona libera, nello stesso tempo non pienamente compresa: veramente una di quelle che il Signore chiama 'beati i poveri in spirito'.

Mi fa piacere condividere quanto il suo genero ha voluto leggere al termine della Messa.
 
Ciao Pieretta, ci hai lasciato dolcemente nel sonno, non è stato possibile salutarci da vicino come avrei voluto. Lo faccio adesso, qui riuniti nella Chiesa di San Giacomo in Via del Corso, da te tanto amata. La tua presenza fisica ci mancherà tanto a tutti noi che ti abbiamo voluto bene. Sebbene nel dolore del distacco terreno, abbiamo la convinzione   che   finalmente   adesso  hai  raggiunto  la felicità   più   grande   a   cui   tanto   anelavi   e   questo pensiero ci consola e ci procura sollievo. Il Signore non ti ha abbandonato alla tua sofferenza come  una   volta   mi   hai   confidato   e   temevi,   oggi sempre   più   ho  la  netta  riprova  che  la  tua  presenza serviva ancora, ed è stata molto importante, in primis per me, aiutando a farmi comprendere quale potesse essere   una   reale   dimostrazione   di   grande testimonianza di fede. Adesso mi è tutto più chiaro, la tua vita lo è stata Pieretta. Oggi il Signore ti ha chiamato, ti ha preso in braccio, ti ha voluto accanto a Lui alla casa del Padre. Voglio ricordarti come una donna bellissima, elegante e piena di stile nel tuo modo di essere. Grazie per averci lasciato un esempio di grande forza d'animo, di speranza, di pazienza, un esempio di vita vissuta con una “semplicità francescana”, come solevi dire tu.
Grazie per essere stata un modello di rettitudine, di misericordia   e   soprattutto   di   grande   amore   nei confronti del tuo prossimo. Non   potrò   mai   dimenticare,   spesso   era   addirittura motivo di disaccordo tra di noi, la beneficenza che hai sempre fatto, donando i tuoi soldini ai più bisognosi, ai   più   deboli   anche   privandotene   tu   stessa   per   fare felici loro. Ti   ho   visto   sempre   pregare,   accettando   con   una rassegnazione,   quasi   divina,   la   tua   non   facile sofferenza   terrena,   senza   mai,   neanche   un   giorno perdere la tua smisurata fede che avevi per il Signore. Ora   che   ti   sei   ricongiunta   a   LUI,   che   sei   il   nostro angelo custode in cielo, proteggici, perché mai come adesso   noi   tutti,   Stefanietta,   Ludovica   e   Francesco abbiamo bisogno di te e della tua benedizione. Grazie Pieretta, Grazie mamma, Grazie nonna…. non ti dimenticheremo mai."

lunedì 18 maggio 2020

Questua.....virtuale

Cari amici, 

non sono solito chiedere soldi per la nostra parrocchia: penso di averlo fatto mai, tranne avere domandato talvolta il vostro aiuto per i poveri.

In questa circostanza però credo di doverlo fare, poiché l’emergenza che stiamo vivendo,

-tranne che per qualche offerta data a me personalmente- ha azzerato completamente le entrate parrocchiali, che sono sostenute da voi nella questua e dalle offerte che vengono versate nelle bussole in gran parte dalle tante persone di passaggio che affollano via del Corso in tempi ‘normali’.

Ecco perché, per il bene comune, oso chiedere un vostro sforzo di generosità sia per far fronte alle spese che serviranno necessariamente in questa prima fase per mantenere la sicurezza nella riapertura della chiesa, la sua continua sanificazione e pulizia, sia a sostenere le spese ordinarie che in ogni caso ci sono state e ci sono sempre (luce, acqua, telefono … necessario per la liturgia, mantenimento degli arredi etc.)

Potete scegliere tra tre modalità:

1)    Consegnare di persona a me, Don Giuseppe, quanto pensate;

2)    Fare un’offerta in forma anonima da lasciare nell’ apposita cassetta situata all'entrata della chiesa,

3)    Se fosse più comodo più comodo con Bonifico a:

PARROCCHIA SAN GIACOMO IN AUGUSTA - Monte dei Paschi di Siena - Ag. 88 - Roma - Filiale 08683 - IBAN 1- IT 29 C 01030 03232 000001407763

           Causale: contributo speciale post coronavirus.

 

Grazie di cuore e scusatemi per l’invadenza.

Don Giuseppe



domenica 26 aprile 2020

Messa in diretta 26 aprile 2020

Oggi alle 11,20 in comunione con Castelletta di Fabriano, Messa in diretta dalla Basilica di San Giacomo in Augusta


giovedì 23 aprile 2020

quaranta





Quarantanni, non è una ricorrenza ufficiale, come 10, 25 e 50
Un numero tondo, quaranta
Ma certamente è un numero Biblico: Quaranta anni del popolo di Israele nel deserto, quaranta giorni di Gesù….
Un numero molto attuale: quarantena
Il Signore mi è sempre stato vicino mi ha sempre accarezzato per mezzo della sua presenza e delle persone che mi ha messo accanto.  Mi ero ritenuto fortunatissimo quando sono diventato prete e sono stato mandato nella parrocchia accanto dove avevo vissuto la mia giovinezza la mia infanzia, potevo stare accanto a papà in mamma, è stata la prima carezza del Signore. Sono stato 11 anni un anno da diacono due anni da seminarista 9 anni da prete anzi più di 11 anni
Ero ancora molto e giovane potevo essere ancora aiutato psicologicamente dalla vicinanza di papà e mamma; andavo spesso da loro a mangiare, ogni domenica e festa, e potevo vedere sempre mia sorella che ho visto sposarsi; la sua famiglia, i miei nipotini; ed è stata per me una grande carezza del Signore.
il Signore mi ha messo accanto in questi primi anni delle persone per me importanti nella mia formazione umana e spirituale: quanti con affetto ne potrei ricordare…..
Ha messo sulla mia strada ragazzi poi giovani ed ora  papà e mamme con figli anche grandi.
Sacerdoti, che mi hanno formato amato, aiutato: Don Saverio, don Carlo, Don Gaspare…... che è ancora mio padre Spirituale e che fin da ragazzo, avevo 14 anni, mi ha fatto comprendere una cosa per me basilare: Il Signore mi ama per quello che sono, non per quello che devo diventare.
E poi 2 anni nella Chiesa Gesù Divin maestro alla pineta Sacchetti la prima chiesa costruita dopo il concilio Vaticano II con l'amicizia e l'aiuto di don Guido parroco sono stato aiutato ad avere un'apertura di mente più grande.
Ma immediatamente sono stato mandato a Dragoncello nell'estrema periferia di Roma: lì, con tutti i miei difetti le difficoltà iniziali, ma nello stesso tempo di doni che il Signore ci ha dato, ho cercato di costruire insieme a tanti che hanno camminato con me, una comunità Cristiana nelle persone e nelle strutture. Sono stato molto anni, momenti belli, a volte difficili, gioie e difficoltà, ma sempre accarezzato dall’affetto delle persone che il Signore mi ha messo accanto.
 Poi sono stato mandato qui al centro.
 Questo per me è stata una grande novità, non capivo bene le intenzioni del Signore, e all'inizio per qualche giorno prima della scelta, c’è stato disorientamento. Io sempre stato in periferia mi sono ritrovato al centro di Roma.
 Non nego la difficoltà intellettuale che provavo, ma con l'aiuto di mia sorella che mi hai incoraggiato, e dell'allora vescovo Monsignor Ernesto Mandara, dopo due giorni ho accettato. Ed anche questa è stata una grazia del signore non avrei mai immaginato quello che sarebbe successo poco dopo.
Non è che siano andate bene le cose
umanamente: la morte dei miei genitori,
strutturalmente: la cacciata di casa con la chiusura dell’ospedale San Giacomo,
fisicamente: la malattia, e l’infermità.
Eppure ho sempre avuto accanto a me una carezza del Signore da parte delle persone da parte dei bambini da parte dei ragazzi mi sono sempre sentito accanto, con comprensione, aiuto, solidarietà.
Con esperienze bellissime con incontri che mi hanno toccato dentro: basti pensare a quello avito con Carlotta Nobile che ha segnato la mia vita.
Il Signore mi ha sempre voluto accarezzare mi ha sempre aiutato Io da parte mia come ho detto il giorno prima della mia ordinazione mi metto davanti al Signore dico eccomi signore sono così accettami per quello che sono so che tu ti fidi di me nonostante le mie difficoltà e debolezze, ma io sono così…
Allora oggi nella domenica della Divina Misericordia coincide  la data del quarantesimo anniversario della mia ordinazione: mi metto davanti al Signore come Tommaso in ginocchio dicendogli
mio Signore mio Dio
chiedendogli scusa per tutto il bene che mi ha voluto io non ho saputo ricambiare; però il Signore mi fa comprendere che lui si fa vedere come si fa toccare soprattutto nella sua tenerezza e nelle piaghe dei fratelli nel dolore degli altri
Allora mi sento come Tommaso, sono come lui, sono Didimo, parola che significa gemello, e io sono il gemello di Tommaso
Grazie Signore per tutto il bene che mi vuoi.
Grazie a tutti per il bene che mi volete
Perdonatemi se non ho saputo ricambiare.
Ma anche io vi voglio bene.

lunedì 13 aprile 2020

Regina coeli

Regina Caeli
Regína caeli laetáre, allelúia.
Quia quem merúisti portáre, allelúia.

Resurréxit, sicut dixit, allelúia.
Ora pro nobis Deum, allelúia.

Gaude et laetáre, Virgo María, allelúia.
Quia surréxit Dominus vere, allelúia.

Orémus.
Deus, qui per resurrectiónem Filii tui Dómini nostri Iesu Christi mundum laetificáre dignátus es, praesta, quǽsumus, ut per eius Genetrícem Virginem Maríam perpétuae capiámus gáudia vitae. Per Christum Dóminum nostrum.
Amen.

Regina dei cieli, rallegrati, alleluia.
Cristo, che hai portato nel grembo, alleluia,

è risorto, come aveva promesso,  alleluia.
Prega il Signore per noi, alleluia.

Rallegrati, Vergine Maria, alleluia.
Il Signore è veramente risorto, alleluia.

Preghiamo.
O Dio, che nella gloriosa risurrezione del tuo Figlio hai ridato la gioia al mondo intero, per intercessione di Maria Vergine, concedi a noi di godere la gioia della vita senza fine. Per Cristo nostro Signore.
 Amen.