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giovedì 25 marzo 2021

ci ha lasciato Padre Antonio truda

Il Cardinale Vicario Angelo De Donatis,
il Consiglio Episcopale
annunciano che oggi, giorno dell’Annunciazione del Signore,
è entrato nella luce della Resurrezione
il Rev.do
P. Antonio Truda, O.S.A.
di anni 76
Parroco della Parrocchia Santa Prisca dal 2012

Molti di voi avranno conosciuto come parroco di Santa Maria del Popolo dove per molti anni ha svolto il suo ministero sacerdotale.
Provo un grande dolore per questa morte mi ha voluto tanto bene è stato un parroco buono generoso fraterno tenero.... Lo ricordo con tanta nostalgia.... Soprattutto nei momenti di difficoltà e di malattia mi è stato vicino. Mi veniva a trovare spessissimo portandomi il suo conforto e la sua amicizia, mi telefonava quasi tutti i giorni. Mi dispiace tanto ma veramente tanto. 
Mi unisco al dolore della famiglia degli Agostiniani.
Ed insieme uniamoci nella preghiera per lui.
 



tetto della chiesa

Con grande gioia e finalmente vi annuncio che sono iniziati i lavori per la sistemazione del tetto della chiesa.

martedì 23 febbraio 2021

Rotary Day

Colazione offerta ai nostri amici di strada dal Rotary Club 2080.
Questa mattina I nostri amici hanno fatto una bellissima colazione e ben felici di aver accolto l'iniziativa del Rotary Day.

Il Rotary Club Roma è il punto d’incontro in cui uomini e donne intraprendenti, amici, conoscenti, professionisti ed imprenditori si riuniscono per impegnarsi a risolvere i problemi più pressanti, scambiare idee, agire ed apportare cambiamenti positivi e duraturi nella comunità. Le attività di club, gli eventi sociali e i progetti di volontariato offrono opportunità di networking che sviluppano le connessioni personali e professionali. (Cfr. Sito) 

venerdì 29 gennaio 2021

CIVICO GIUSTO

 



Ieri ho visto in televisione circa una iniziativa. 

Civico Giusto, una mattonella per “segnare e riconoscere” le case di chi ha salvato gli ebrei

….E non solo credo…..

So che nella nostra Chiesa parrocchiale durante la guerra tra le intercapedini della struttura sono state ‘nascoste’ e ‘aiutate’ innumerevoli persone.

Me lo hanno detto anche alcuni vecchi parrocchiani, alcuni di loro non ci sono più.

Non riesco a trovare tra gli scritti della Parrocchia.

Purtroppo le informazioni che ho sono molto poche e soltanto orali da qualche persona.

Mi hanno detto che nei momenti tragici della occupazione (probabilmente autorizzati dal Vicariato) nei sottotetti della Chiesa venivano ospitati rifugiati di vario titolo. La chiesa internamente si presenta a cupola ma esternamente ha un tetto normale. Quindi gli spazi sono immensi, ci sono cunicoli, stanzette rimediate, sottoscala, ed altro. So, a detta di anziani fedeli, che qui venivano ospitati e anche nutriti con il contributo di singoli parrocchiani.  Ma ripeto è solo per ‘tradizione orale’ che ho saputo queste cose. Vorrei domandare a chi legge: che qualcuno che sa qualcosa in merito?


giovedì 2 luglio 2020

Covid-19 sierologico in Vicariato di Roma

Stamattina sierologico con la collaborazione dello Spallanzani. Una buona iniziativa del Vicariato: uno screening molto indicativo.

Negativo per fortuna.

lunedì 18 maggio 2020

Questua.....virtuale

Cari amici, 

non sono solito chiedere soldi per la nostra parrocchia: penso di averlo fatto mai, tranne avere domandato talvolta il vostro aiuto per i poveri.

In questa circostanza però credo di doverlo fare, poiché l’emergenza che stiamo vivendo,

-tranne che per qualche offerta data a me personalmente- ha azzerato completamente le entrate parrocchiali, che sono sostenute da voi nella questua e dalle offerte che vengono versate nelle bussole in gran parte dalle tante persone di passaggio che affollano via del Corso in tempi ‘normali’.

Ecco perché, per il bene comune, oso chiedere un vostro sforzo di generosità sia per far fronte alle spese che serviranno necessariamente in questa prima fase per mantenere la sicurezza nella riapertura della chiesa, la sua continua sanificazione e pulizia, sia a sostenere le spese ordinarie che in ogni caso ci sono state e ci sono sempre (luce, acqua, telefono … necessario per la liturgia, mantenimento degli arredi etc.)

Potete scegliere tra tre modalità:

1)    Consegnare di persona a me, Don Giuseppe, quanto pensate;

2)    Fare un’offerta in forma anonima da lasciare nell’ apposita cassetta situata all'entrata della chiesa,

3)    Se fosse più comodo più comodo con Bonifico a:

PARROCCHIA SAN GIACOMO IN AUGUSTA - Monte dei Paschi di Siena - Ag. 88 - Roma - Filiale 08683 - IBAN 1- IT 29 C 01030 03232 000001407763

           Causale: contributo speciale post coronavirus.

 

Grazie di cuore e scusatemi per l’invadenza.

Don Giuseppe



giovedì 23 aprile 2020

quaranta





Quarantanni, non è una ricorrenza ufficiale, come 10, 25 e 50
Un numero tondo, quaranta
Ma certamente è un numero Biblico: Quaranta anni del popolo di Israele nel deserto, quaranta giorni di Gesù….
Un numero molto attuale: quarantena
Il Signore mi è sempre stato vicino mi ha sempre accarezzato per mezzo della sua presenza e delle persone che mi ha messo accanto.  Mi ero ritenuto fortunatissimo quando sono diventato prete e sono stato mandato nella parrocchia accanto dove avevo vissuto la mia giovinezza la mia infanzia, potevo stare accanto a papà in mamma, è stata la prima carezza del Signore. Sono stato 11 anni un anno da diacono due anni da seminarista 9 anni da prete anzi più di 11 anni
Ero ancora molto e giovane potevo essere ancora aiutato psicologicamente dalla vicinanza di papà e mamma; andavo spesso da loro a mangiare, ogni domenica e festa, e potevo vedere sempre mia sorella che ho visto sposarsi; la sua famiglia, i miei nipotini; ed è stata per me una grande carezza del Signore.
il Signore mi ha messo accanto in questi primi anni delle persone per me importanti nella mia formazione umana e spirituale: quanti con affetto ne potrei ricordare…..
Ha messo sulla mia strada ragazzi poi giovani ed ora  papà e mamme con figli anche grandi.
Sacerdoti, che mi hanno formato amato, aiutato: Don Saverio, don Carlo, Don Gaspare…... che è ancora mio padre Spirituale e che fin da ragazzo, avevo 14 anni, mi ha fatto comprendere una cosa per me basilare: Il Signore mi ama per quello che sono, non per quello che devo diventare.
E poi 2 anni nella Chiesa Gesù Divin maestro alla pineta Sacchetti la prima chiesa costruita dopo il concilio Vaticano II con l'amicizia e l'aiuto di don Guido parroco sono stato aiutato ad avere un'apertura di mente più grande.
Ma immediatamente sono stato mandato a Dragoncello nell'estrema periferia di Roma: lì, con tutti i miei difetti le difficoltà iniziali, ma nello stesso tempo di doni che il Signore ci ha dato, ho cercato di costruire insieme a tanti che hanno camminato con me, una comunità Cristiana nelle persone e nelle strutture. Sono stato molto anni, momenti belli, a volte difficili, gioie e difficoltà, ma sempre accarezzato dall’affetto delle persone che il Signore mi ha messo accanto.
 Poi sono stato mandato qui al centro.
 Questo per me è stata una grande novità, non capivo bene le intenzioni del Signore, e all'inizio per qualche giorno prima della scelta, c’è stato disorientamento. Io sempre stato in periferia mi sono ritrovato al centro di Roma.
 Non nego la difficoltà intellettuale che provavo, ma con l'aiuto di mia sorella che mi hai incoraggiato, e dell'allora vescovo Monsignor Ernesto Mandara, dopo due giorni ho accettato. Ed anche questa è stata una grazia del signore non avrei mai immaginato quello che sarebbe successo poco dopo.
Non è che siano andate bene le cose
umanamente: la morte dei miei genitori,
strutturalmente: la cacciata di casa con la chiusura dell’ospedale San Giacomo,
fisicamente: la malattia, e l’infermità.
Eppure ho sempre avuto accanto a me una carezza del Signore da parte delle persone da parte dei bambini da parte dei ragazzi mi sono sempre sentito accanto, con comprensione, aiuto, solidarietà.
Con esperienze bellissime con incontri che mi hanno toccato dentro: basti pensare a quello avito con Carlotta Nobile che ha segnato la mia vita.
Il Signore mi ha sempre voluto accarezzare mi ha sempre aiutato Io da parte mia come ho detto il giorno prima della mia ordinazione mi metto davanti al Signore dico eccomi signore sono così accettami per quello che sono so che tu ti fidi di me nonostante le mie difficoltà e debolezze, ma io sono così…
Allora oggi nella domenica della Divina Misericordia coincide  la data del quarantesimo anniversario della mia ordinazione: mi metto davanti al Signore come Tommaso in ginocchio dicendogli
mio Signore mio Dio
chiedendogli scusa per tutto il bene che mi ha voluto io non ho saputo ricambiare; però il Signore mi fa comprendere che lui si fa vedere come si fa toccare soprattutto nella sua tenerezza e nelle piaghe dei fratelli nel dolore degli altri
Allora mi sento come Tommaso, sono come lui, sono Didimo, parola che significa gemello, e io sono il gemello di Tommaso
Grazie Signore per tutto il bene che mi vuoi.
Grazie a tutti per il bene che mi volete
Perdonatemi se non ho saputo ricambiare.
Ma anche io vi voglio bene.

sabato 28 marzo 2020

estremo saluto a RENATA GIOVANARDI

Ieri mattina, a nome di tutta la Comunità Cristiana della Parrocchia di San Giacomo, ho dato la benedizione e l’estremo saluto a RENATA GIOVANARDI, al Marito Ercole ed alla famiglia le nostre più sentite condoglianze.
Renata Giovanardi nasce ad Ortisei (Bolzano) il 10 agosto 1935. Vive a Bolzano fino alla maturità, poi si trasferisce a Roma per proseguire gli studi, laureandosi presso la Facoltà di Architettura della “Sapienza” nel 1962.
Per un breve tempo successivo ha l’occasione di lavorare come architetto nel campo del cinema dove incontra l’arch. Ercole Monti, che nel 1966 diverrà suo marito. “Il sentimento che li accomuna (e che li avvicinerà dapprima professionalmente e poi nella vita) è quello di un amore sconfinato per l’Architettura e di una dedizione totale alla ricerca professionale vista come una necessità esistenziale – A. Schiattarella”.
È sempre del 1969 il loro primo incarico importante: la progettazione della Casa Generalizia delle Suore Minime di Nostra Signora del Suffragio sulla via Aurelia a Roma. L’edificio si articola in un complesso con due patii che ricevono l’uno il gruppo delle suore, l’altro quello delle signore ospiti, indipendente, ma collegato. Immerso in un parco verde su una collina, è caratterizzato da volumi di mattoni pieni intervallati dalle aperture vetrate delle finestre con i balconi. La cappella, nell’interrato, guarda sul giardino con finestre vetrate colorate che creano un’atmosfera particolarmente raccolta. Allo stesso livello si trova il refettorio che si affaccia tra un patio ed il giardino, con varie uscite. Il complesso nell’insieme, con tanti volumi articolati e compatti, non esclude il ricordo delle mura romane antiche. Questo riferimento del nuovo con l’antico caratterizza il senso del progetto stesso. L’opera è pubblicata su Roma – Guida all’Architettura moderna 1909-2000.
La realizzazione della Casa Generalizia delle suore Minime, fa nascere l’attenzione dell’Opera Religiosa del Cenacolo che commissiona il progetto, non realizzato, di tre grandi complessi religiosi su un terreno in via Cassia al km 16, località la Storta.
Nel frattempo la loro grande passione e interesse per l’Architettura li porta ad intraprendere, anche con altri architetti amici, numerosi viaggi per vedere le opere e conoscere di persona i Maestri che più li attraggono. “La curiosità intellettuale di entrambi li spinge, dapprima separatamente e poi assieme, a non accontentarsi di studiare le opere dei Maestri che hanno fatto la storia della cultura del Novecento, ma piuttosto a ricercare con loro il contatto personale per poter poi avere il privilegio dell’apprendimento diretto dei principi fondamentali delle loro esperienze. – A. Schiattarella”
Negli anni ‘80 ha inizio la collaborazione con il fratello Enrico Giovanardi con il quale realizzano a Bolzano il complesso abitativo Mühlbau (1984) in via Cavour, in cui si prevede di non trascurare l’effetto cromatico delle tipiche costruzioni altoatesine dove il bianco dei muri contrasta con il colore scuro dei balconi e del tetto in legno. Sempre a Bolzano, è del 1985 la Banca d’Italia in via Orazio, con una volumetria in vetro e metallo brunito, su una base in muratura con lastre di pietra locale chiara.
Nel corso degli anni realizzano, fino al minimo dettaglio e “… prestando sempre attenzione alla definizione di ogni singola componente dell’opera da realizzare – A. Schiattarella”, molta “Architettura degli interni”, come la amano definire, tra cui casa A. Berti e casa E. Rizzato a Venezia, e a Roma casa Bucchieri e casa-studio Giovanardi – Monti a via Margutta, ricordando sempre una frase di Frank Lloyd Wright che recita: “Lo spazio interno stesso è la realtà dell’edificio”.
Le parole di Amedeo Schiattarella descrivono e rilevano perfettamente le caratteristiche personali e professionali dei due architetti, che continuano, ancora oggi, il loro percorso senza poter far a meno l’uno dell’altra: “Renata Giovanardi ed Ercole Monti appartengono ad una generazione di architetti che ha costruito la propria esperienza professionale all’inizio degli anno ’60 e che ha profondamente creduto all’architettura come fattore di rinnovamento e di miglioramento della comunità …. Architettura, pittura, musica sviluppano filoni di ricerca linguistica intrecciati e difficilmente separabili. Questo mondo di contaminazioni intellettuali è quello in cui gli architetti Giovanardi e Monti si formano e che iniziano, da subito, a frequentare”.
(fonte https://ordine.architettiroma.it/archivio-50-anni/giovanardi-renata/ )


mercoledì 25 marzo 2020

Annunciazione

Carissimi amici e fratelli,
la raccomandazione “Io resto a casa” può diventare l’occasione per ritrovare l’essenzialità nella vita ordinaria. Paradossalmente la limitazione ad alcune possibilità ci fa scoprire che tante cose non sono necessarie per una vita veramente felice. D’altra parte, sentiamo la nostalgia di qualcosa di profondo a cui non possiamo rinunciare, se non per un tempo limitato. Così, mentre i cammini formativi si sono interrotti, ci rendiamo conto che la catechesi non si limita alla preparazione ai sacramenti, ma nutre l’intera vita cristiana. Mentre ci scopriamo fragili, l’ascolto meditato della Parola di Dio ci fa riconoscere il valore dei doni quotidiani del Signore, come la vita, la salute, il cibo e gli amici.
Tra le mura domestiche possiamo coltivare anche l’interiorità.
Come credenti non possiamo dimenticare che siamo in Quaresima, quel tempo che la Liturgia ci aveva fatto aprire con l’invito di Gesù ad incontrare il Padre nel segreto (cfr. Mt 6,1-18). Restare soli con se stessi non è facile: ma possiamo rieducarci ed educare gli altri a riscoprire il silenzio come spazio necessario per ritrovare se stessi e incontrare il Padre buono, che vede nel segreto.
La solitudine fisica forzata può aiutare a recuperare anche un’idea più evangelica di comunità.
Vi propongo dunque alcuni suggerimenti da adattare secondo le vostre esigenze:
• la preghiera in famiglia può concretizzarsi come la lettura insieme del vangelo domenicale;
• il tempo libero può consentire di fare spazio ad alcune relazioni, soprattutto con le persone più fragili o sole, facendo sentire la vicinanza della comunità cristiana
 • Telefonare a persone che sapete abitano sole, o sono anziane o malate. Poche parole, ma fanno tanto bene: sono la carezza del Signore.
• valorizzate alcuni momenti della vita familiare quotidiana: la preghiera del mattino e della sera, la preghiera prima e dopo i pasti, la benedizione tra familiari soprattutto dei genitori ai figli
• aiutiamo a celebrare la quotidianità come spazio sacro di consegna e di accoglienza nei gesti semplici e domestici che dicono cura e passione. Uno spazio, in questo momento, abitato da generazioni diverse accomunate dalle stesse domande: un sopportare che diventa… supportare… aiutare a portare i pesi dell’altro, e tutti abbiamo pesi nel cuore in questo tempo.
• Possiamo partecipare ai tre momenti quotidiani di preghiera comune, l’Angelus, alle 7.30 alle 12.00 ed alle 18.30 in diretta Facebook  sulla pagina della nostra parrocchia ( cercare Parrocchia San Giacomo in Augusta https://www.facebook.com/sangiacomoinaugusta/ e cliccare mi piace o segui) o in alternativa farsi mandare da me in differita di qualche minuto la stessa preghiera su WhatsApp. (chi lo desidera mi può mandare un messaggio WhatsApp al mio numero, con nome, ed io aggiungerò alla lista dei tanti che già quotidianamente lo ricevono: è una piccola cosa, pochi minuti di preghiera, ma ci fa sentire uniti).
Mentre teniamo i piedi realisticamente piantati a terra, guardiamo al domani con speranza: come sarà questo domani dipende anche dalla nostra responsabilità e creatività di credenti oggi. Mentre chiediamo la grazia di poter vivere da discepoli di Gesù questo tempo di Quaresima, camminiamo insieme verso la Pasqua del Signore per vivere finalmente la vita nuova del Risorto.
Vi voglio tanto bene, mi mancate tanto, ma nello stesso tempo vi sento tanto tutti vicini.

Un Caro saluto ed una Benedizione nel giorno della festa dell’Annunciazione.
Vostro don Giuseppe

martedì 17 marzo 2020

BERGAMO PRETI IN PRIMA LINEA

PRETI IN PRIMA LINEA
La sofferenza dei pastori insieme al loro gregge

DIOCESI DI BERGAMO
due di questi sono miei compagni di seminario preghiamo per loro

POSITIVI accertati (molto più quelli sicuramente positivi ma senza ave fatto il tampone.  (a casa):

Don Omar Valsecchi
Don Adriano Locatelli
Mons Patrizio Rota Scalabrini
Mons Antonio Guarnieri

RICOVERATI:

Don Luigi Carminati
Don Giancarlo Scarpellini
Don Armando Carminati
Don Mario Della Giovanna
Mons Gianluca Rota
Don Manuel Beghini
Don Maurizio Chiodi 
Don Carlo Maria Viscardi 
Don Michelangelo Finazzi 
Don Santino Nicoli
Don Angelo Cortinovis
Don Fausto Resmini 
Don Luigi Paris 

DIMESSI:

Don Davide Rota
Don Francesco Airoldi
Don Giuseppe Bolis
Don Giuseppe Belotti

DEFUNTI

Don Remo Luiselli
Don Gaetano Burini
Don Giuseppe Berardelli 
Mons. Achille Belotti
Mons Tarcisio Ferrari
Don Mariano Carrara 
Don Tarcisio Casali
Don Silvano Sirtoli 
Don Giancarlo Nava
Padre Giosuè Torquati (dehoniano)
Don Umberto Tombini
Padre Remo Rota (sacramentini)
Padre Agazzi (sacramentini)

domenica 15 marzo 2020

ANGELUS

PROVIAMO AD INCONTRARCI INSIEME IN UN PICCOLO MOMENTO DI PREGHIERA QUI SU FACEBOOK NELLA PAGINA DELLA PARROCCHIA IN DIRETTA CON LA PREGHIERA DELL'ANGELUS: ALLE 7:45, ALLE 12, E ALLE 18:30. UN PICCOLO MODO SEMPLICE DI PREGARE INSIEME.
Angelus
L'Angelo del Signore portò l'annunzio a Maria.
Ed ella concepì per opera dello Spirito Santo.
Ave Maria...
Eccomi, sono la serva del Signore.
Si compia in me la tua parola.
Ave Maria...
E il Verbo si fece carne.
E venne ad abitare in mezzo a noi.
Ave Maria...
Prega per noi, santa Madre di Dio.
Perché siamo resi degni delle promesse di Cristo.
Preghiamo.
Infondi nel nostro spirito la Tua grazia, o Padre; Tu, che nell'annunzio dell'angelo ci hai rivelato l'incarnazione del Tuo Figlio, per la Sua passione e la Sua croce guidaci alla gloria della risurrezione. Per Cristo nostro Signore.
Amen.
Gloria al Padre... (3 volte)
L'Eterno riposo...


venerdì 13 marzo 2020

PORTE CHIUSE



Purtroppo ne notizie non sono buone, ed ogni giorno sembra esserci una disposizione che peggiora quella precedente. Ieri sera a noi Parroci è arrivata questa:
ANGELO, CARDINAL DE DONATIS
VICARIO DI SUA SANTITA’ PER LA DIOCESI DI ROMA
SI DISPONE
che il n. 1 del Decreto prot. 446/20 dell’8 marzo u.s. venga così modificato:
1. Sino a venerdì 3 aprile 2020 l’accesso alle chiese parrocchiali e non parrocchiali della Diocesi di Roma, aperte al pubblico (cf. cann. 1214 ss C.I.C.), e più in generale agli edifici di culto di qualunque genere aperti al pubblico, viene interdetto a tutti i fedeli. Rimangono accessibili solo gli oratori di comunità stabilmente costituite (religiose, monastiche, ecc.: cf. can. 1223 C.I.C.), limitatamente alle medesime collettività che abitualmente ne usufruiscono in quanto in loco residenti e conviventi, con interdizione all’accesso dei fedeli che non sono membri stabili delle predette comunità.
I fedeli sono in conseguenza dispensati dall’obbligo di soddisfare al precetto festivo (cf. cann. 1246-1248 C.I.C.).
Sarà cura dei sacerdoti responsabili dell’esercizio di culto nei singoli luoghi (Parroci, Rettori, Cappellani, ecc.) attivarsi per dar seguito a questa disposizione, innanzitutto con la chiusura delle aule di culto e con ogni altra iniziativa idonea allo scopo.
Ricordiamo che questa disposizione è per il bene comune. Accogliamo le Parole di Gesù che ci dice «dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro» (Mt. 18.20). In questo tempo, ancora di più, le nostre case sono Chiese domestiche.
Vi benedico, affidandovi tutti ancora una volta alla materna intercessione della Madonna del Divino Amore.
Dato in Roma, dalla sede del Vicariato nel Palazzo Apostolico Lateranense, il giorno 12 marzo A. D. 2020.
Prot. n. 468/20 12 marzo 2020
Questo grande sacrificio lo faremo con dolore, ma nello stesso tempo con generosità per salvaguardare i più deboli.
E’, come dice il cardinale, l’ora di trasformare la nostra casa in Chiesa domestica, dove si prega e si invoca il Signore.
PER CONTATTARE LA PARROCCHIA: TEL. 06 3219 419
Rimanere aggiornati.
Chiedere a Google: Parrocchia san Giacomo in Augusta
Appariranno subito:
Blogspot : San Giacomo in Augusta
Pagina Facebook: San Giacomo In Augusta
E la stessa pagina di Google è gestita da noi.
Vi voglio bene, un abbraccio
don Giuseppe.

mercoledì 26 febbraio 2020

LA MENTALITÀ DELLO SCARTO.



Anche questa mattina in toni rassicuranti la ‘specializzata’ in ‘comunicazione’ rassicurava i telespettatori di Raiunomattina su fatto che sono morte solo…… 8/10 persone in Italia, e queste erano tutte persone debilitate, in dialisi, anziane…. Quindi non c’è da preoccuparsi.
Mi domando: ma chi è malato, debilitato, che già soffre di suo, magari solo, anziano, non è preso in considerazione? Non è ‘persona’ che si preoccupa? E delle sue preoccupazioni, dei suoi pensieri della sua sofferenza, non ci interessa? E una volta ammalato o morto i suoi familiari non si preoccupano? non piangono? Tanto doveva morire prima o poi!!! Eccola in tutta il suo ‘splendore’ la nostra CULTURA DELLO SCARTO, che anche in questa occasione manifesta le sue più infide trame.

giovedì 20 febbraio 2020

DON STEFANO - DUTTILMENTE



La Quaresima avrà inizio con la celebrazione delle ceneri il 26 febbraio alle ore 17.30 durante la quale verrà ricordato il primo anniversario della morte del caro don Stefano. Al termine della messa, per chi lo volesse, sarà consegnato un libretto nel quale abbiamo raccolto oltre 20 poesie che don Stefano stesso scrisse prima del 2000.


MERCOLEDÌ DELLE CENERI



Con la Quaresima, entriamo nel cuore della nostra vita liturgica e di fede. Il punto di arrivo sarà la celebrazione della passione, morte e resurrezione di Gesù. A questo evento, che viene riattualizzato con la festa della Pasqua, dobbiamo prepararci lasciandoci aiutare dal cammino di fede che la Liturgia ci propone. Non celebreremo il ricordo della Pasqua, ma vivremo la Pasqua del Signore e la nostra Pasqua

messa solenne ore 17.30

PREMIO STEFANO TARDUCCI



martedì 28 gennaio 2020

Collaborare

Mi sia consentito sottolineare che un collaboratore del Pontefice, quale è un Prefetto di una Congregazione romana, ha tante vie e opportunità di far giungere al Sommo Pontefice le sue proposte o perplessità. Questo è  un preciso compito per aiutare il Pontefice nel suo ministero.

Il dare però alle stampe, come è stato fatto, una riflessione, che non è nulla di nuovo, coinvolgendo anche il Papa rinunciatario, sa molto di “complotto” e anche purtroppo di business editoriale. Tutto ciò non solo non è corretto, ma non è nemmeno morale, perché “attenta” tra il popolo cristiano cattolico la comunione e il “religioso ascolto” dei Pastori, come dice il Vaticano II, e a maggior ragione il Magistero di Pietro che, per il suo ministero, gode di una grazia particolare, come appunto ci insegna la teologia. Oggi Pietro è Papa Francesco! A lui dobbiamo guardare, per lui dobbiamo pregare e lui ascoltare nella maturità e lealtà di cattolici. Guai a coloro che scandalizzano, disse il maestro Cristo Gesù. Lo scandalo della divisione nella Chiesa non è da meno di ogni altro scandalo e forse è ancora più grave quando è provocato da chi è preposto alla salvaguardia del Magistero del Romano Pontefice.

(La Stampa)