venerdì 12 luglio 2013

SALVIATI, Antonmaria (1537-1602)





Nato il 21 Gennaio 1537, Firenze. Di una nobile famiglia di origine toscana, un ramo della famiglia dei Medici. Figlio di Lorenzo Salviati e Costanza Conti. Pronipote di papa Leone X da parte di una delle sorelle del pontefice. Nipote di cardinali Giovanni Salviati (1517) e Bernardo Salviati,. (1561), il suo predecessore nella sede di Saint-Papoul. Parente del cardinale Lodovico Pico della Mirandola (1712). Altri cardinali della famiglia erano Alamanno Salviati (1730), e Gregorio Salviati (1777). Il suo primo nome è anche elencato come Antonio Maria.
Aveva un eccellente dottrina
Primi anni di vita. Intraprese lo stato ecclesiastico in giovane età, seguendo l'esempio dei suoi due zii. Cavaliere di S. Pietro, fu eletto vescovo di Saint-Papoul, Francia, 8 agosto 1561. Ha partecipato al Concilio di Trento, 1561-1562. Diede le dimissioni dal governo della diocesi nel 1564. Nominato Chierico della Camera Apostolica, 4 maggio 1570, in seguito, ne divenne prefetto. Nunzio  prima di re Carlo IX di Francia per affari della lega contro i Turchi, febbraio-dicembre 1571. Nunzio in Francia, 11 giugno 1572 fino all'8 marzo 1578. Governatore di Civitavecchia, 22 gennaio 1583.

Creato cardinale diacono nel concistoro del 12 dicembre, 1583; ha ricevuto la berretta rossa e la diaconia di S. Maria in Aquiro, 9 gennaio 1584. Ha partecipato al conclave del 1585, che elesse papa Sisto V. Legato a Bologna, 13 maggio 1585 fino a luglio 1586. Nominato legato in Romagna, in via provvisoria, a sostituire il cardinale Giulio Canani, che ha dovuto essere dispensato per motivi di salute il 28 luglio 1586. Scelto per l'ordine dei cardinali presbiteri con il titolo di S. Maria della Pace 20 aprile 1587. Ha partecipato al primo conclave del 1590, che elesse papa Urbano VII. E partecipò anche  al secondo conclave del 1590, che elesse papa Gregorio XIV. Quindi ha partecipato al conclave del 1591, che elesse papa Innocenzo IX. Il nuovo papa lo ha nominato, insieme con il cardinale Mariano Pierbenedetti, a presiedere tutti i tribunali della Curia romana con ampie facoltà di giudicare e definire tutte le cause. Nominato presidente del Tribunale della Sacra Romana Rota da papa Innocenzo IX. Parteciperà  al conclave del 1592, che elesse papa Clemente VIII. Chiamato, nel 1592, insieme con i cardinali Alessandro Damasceni Peretti e Mariano Pierbenedetti, alla prefettura di Roma, della Sacra Consulta, e delle città di tutto lo stato pontificio. Fu conferito il titolo di S. Lorenzo in Lucina, 23 aprile 1600. Cardinale proto-presbitero e il 30 agosto del 1600 fu affidato il titolo di S. Maria in Trastevere. E 'diventato molto famoso per la sua generosità, nella munificenza a favore di costruzione e arricchimento di chiese, ospedali e opere di carità. Ha contribuito con i suoi beni alla espansione e ricostruzione dell'Ospedale di S. Giacomo, di cui era stato guardiano prelato, e della sua annessa chiesa, inoltre ha contribuito al finanziamento per la depurazione delle acque del Legno. Era il protettore dell'ospedale di S. Rocco, e destinato il ricavato della sua tenuta di Acquasona per l'erezione di una unità in quell'ospedale, destinato a ricevere malati poveri, nobili in povertà, donne bisognose in attesa e ragazze madri. Inoltre ha protetto l'istituto per orfani di S. Maria in Aquiro e nel 1591, con uns donazione di 10.000 scudi, aveva costruito un nuovo braccio in quella casa, assegnandolo a una scuola che è stata poi chiamata "Salviati". Era un grande amico di Camillo de Lellis, futuro santo.

Morì il 16 aprile 1602, hora fere prima noctis (quasi alla prima ora della notte)  a  Roma. Sepolto accanto all'altare maggiore della chiesa parrocchiale di S. Giacomo in Augusta (o degli Incurabili), dove avvenne il solenne funerale il 22 gennaio 1603 l'elogio funebre fu affidato a Pompeo Ugoni.

I. P. C. ANTONIVS. MARIA. SALVIATVS. S. R. E. CARD. ÆDIBVS. ADIACENTIBVS. IN. ÆGROTORVM. CVRAM. EXTRVXIT. IN. HOC. QVOD. A. FVNDAMENTIS. EXTRVXIT. TEMPLO. SEPVULCRVM. SIBI. DELEGIT. VIXIT. ANN. LXV. MENSES. II. DIES. XXVII. OBIIT. XV. KAL. APR. MDCII. LAVRENTIVS. SALVIATVS. IACOBI. FILIVS. MARCHIO. IVULIANI. EX. TESTAMENTO. HÆRES. PATRIS. PATRVELI. P. C. ANN. MDCIV.

Feste Musicali Jacopee 2013



Feste Musicali Jacopee ® 2013





Nella Basilica di San Giacomo in Augusta di Roma, da lunedì 22 a giovedì 25 luglio 2013, in occasione del Triduo per la “Festa di san Giacomo”, protettore dei pellegrini, hanno luogo le Feste Musicali Jacopee con Messe, Vespri cantati e Concerti realizzati da Musicaimmagine con la Cappella Musicale di San Giacomo diretta da Flavio Colusso e illustri ospiti.
Nel tradizionale concerto Labyrinthus del 23 luglio (ore 19:00), i solisti del Collegium pro Musica di Genova, virtuosi di flauto diritto, eseguiranno  brani di De Machaut, Gardane, Gibbons, van Eyck, Bach, Telemann e Vivaldi, alternati a letture sul tema del “cammino” tratte dal Castello interiore di Teresa d’Avila e dal Combattimento spirituale di Lorenzo Scupoli.


Feste Musicali Jacopee®


lunedì 22 luglio ore 17:30 santa Messa
musiche di E. Pasquini, Palestrina, Frescobaldi, B. Pasquini, Corelli
Alessandro Albenga organo

martedì 23 luglio ore 19:00 Concerto spirituale “Labyrinthus”
musiche di De Machaut, Gardane, Gibbons, van Eyck, Bach, Telemann, Vivaldi, Colusso
Stefano Bagliano, Lorenzo Cavasanti flauti diritti (solisti del Collegium pro Musica di Genova)
Alessandro Licata organo, Silvia De Palma voce recitante
Cappella Musicale di San Giacomo

mercoledì 24 luglio ore 19:00 Vespri solenni
presieduti da don Giuseppe Trappolini
musiche di Carissimi, Frescobaldi, Gregoriano
Cappella Musicale di San Giacomo

giovedì 25 luglio ore 18:30 santa Messa solenne
presieduta da S.E. mons. Matteo Zuppi
musiche di Carissimi, Gregoriano, Frescobaldi, Colusso
Cappella Musicale di San Giacomo

Il 25 luglio al termine della Messa verrà mostrato, dopo il restauro realizzato in occasione dell’Anno della Fede, l’altare della Madonna dei miracoli con l’altorilievo in marmo di Carrara opera di Pierre Legros (1716).

Particolarmente significativo per il “cammino” culturale abbracciato dalla attuale istituzione musicale, diretta dal 1991 da Flavio Colusso, è il tema del pellegrinaggio esplicitato nel simbolo del Labirinto, del cammino vissuto come esperienza del corpo e dello spirito, che si estende da sempre al concetto di accoglienza e di cura dei viandanti e dei pellegrini nel contesto degli antichi Hospitali. L’Ospedale di San Giacomo “degli incurabili” è fra i più antichi al mondo ed occupa un posto importante nella storia dell’umanità: luogo di eccezionali risonanze e memorie, è stato recentemente chiuso ma si spera che venga presto riaperto al suo antico servizio. La musica, medicina dell’anima e del corpo, avvicina persone, luoghi, tempi e rende possibili armonie altrimenti “dissonanti”: la devozione jacopea ha ispirato fin dal Medioevo musicisti e poeti favorendo la formazione di un patrimonio in cui confluiscono diverse esperienze culturali europee. La Basilica di San Giacomo in Augusta, oltre a possedere notevoli bellezze artistiche – tra cui un prezioso organo secentesco, ed un’acustica eccezionale – è fortemente legata al simbolo del pellegrinaggio. Situata alla porta Nord della città, sulla frequentata via del Corso, quotidianamente visitata da migliaia di turisti e da cittadini provenienti da ogni parte di Roma, è un crocevia ideale, oasi di pace nella frenesia del centro, per offrire ad un variegato pubblico un momento di fresco ristoro spirituale illuminato dalla musica: un prodotto culturale che è espressione di una qualità artistica non museale ma viva e che è parte del carisma del luogo e della sua storia, nel cuore culturale e spirituale di Roma.

 
dal 22 al 25 luglio 2013
Basilica di San Giacomo in Augusta
Roma, via del Corso 494/a


L'ultimo saluto a DINO BET


Domani, sabato 13 luglio, alle ore 10, daremo l’estremo saluto al nostro fratello DINO BET, di 84 anni.
Improvvisamente, anche se ha dovuto convivere con una lunga malattia, si è spento accanto alla moglie Laura, con la quale ha condiviso la vita per oltre cinquant’anni.
Di origini Venete, di semplice famiglia ha conosciuto la fatica per crearsi un futuro, con la sua forza di volontà: per pagarsi gli studi andava a lavorare in svizzera. Lentamente, come gli italiani della sua generazione, con l’attenzione che si doveva, è andato costruendosi la sua vita e quella della sua famiglia.
Oltre al valore del Lavoro un altro caposaldo della sua vita è stata la Famiglia. Sposatosi con Laura, hanno dato al mondo Alberto, Cristina, Andrea e Francesca cui ha trasmesso i valori da lui acquisti.
Amante dell’arte, e delle cose belle ed antiche, era un uomo cui piaceva arricchire le sue conoscenze mediante la lettura e fino all’ultimo momento questo grande desiderio di conoscere e sapere lo ha accompagnato.
Saluto con grande affetto questa famiglia, ed in modo particolare Laura che sempre in questi anni mi è stata vicina, soprattutto quando nella mia malattia, mi è sta di sostegno con la sua parola, il suo incoraggiamento e la sua simpatia.
Affidiamo al Signore Dino e chiediamo che i valori che lui ha trasmesso possano essere accolti da tutti quanti lo hanno amato e conosciuto