domenica 21 luglio 2013
giovedì 25 luglio – ore 18:30 SANTA MESSA SOLENNE DELLA “FESTA DI SAN GIACOMO”
giovedì 25 luglio – ore 18:30
SANTA MESSA SOLENNE
DELLA “FESTA DI SAN GIACOMO”
presieduta da S.E.R. mons. Matteo Maria Zuppi
GIACOMO CARISSIMI (1605 - 1674)
Kyrie | Sanctus | Agnus Dei
O dulcissimum Mariae nomen
Anima nostra sustinet Dominum
FLAVIO COLUSSO (1960 – )
Psalmus | Alleluja
dalla “Missa Sancti Jacobi”
Cappella Musicale di San Giacomo
Maestro di cappella Flavio Colusso
Maria Chiara Chizzoni, Arianna Miceli soprani
Cristiano Accardi organo
La festa del santo protettore dei pellegrini e dei farmacisti costituisce un momento
significativo di condivisione spirituale e culturale nel cuore del centro di Roma. La Cappella musicale di San Giacomo esegue brani tratti dalla “Missa Sancti Jacobi super Gracias”, composta da Flavio Colusso in occasione dell’Anno Santo compostellano 2004 e, di Giacomo Carissimi, alcune composizioni tratte dalla “Messa a tre” e dalla raccolta “Arion Romanus” recentemente incisa per l’etichetta discografica olandese Brilliant Classics in occasione del trentennale (1983-2013) delle iniziative di Musicaimmagine intorno alla figura e all’opera del grande compositore secentesco.
Al termine della Messa verrà mostrato l’altare della Madonna dei miracoli con l’altorilievo di Pierre Legros (1716), restaurato in occasione dell’Anno della Fede.
L’Ospedale di San Giacomo detto “degli incurabili” è fra i più antichi al mondo ed
occupa un posto importante nella storia dell’umanità: luogo di eccezionali risonanze
e memorie, è stato recentemente chiuso ma si spera che venga presto riaperto al suo antico servizio. La musica, medicina dell’anima e del corpo, avvicina persone, luoghi, tempi e rende possibili armonie altrimenti “dissonanti”.
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mercoledì 24 luglio – ore 19:00 PRIMI VESPRI SOLENNI DELLA “FESTA DI SAN GIACOMO”
mercoledì 24 luglio – ore 19:00
PRIMI VESPRI SOLENNI
DELLA “FESTA DI SAN GIACOMO”
INTONAZIONI : Giacomo Carissimi Versetti per organo nei Toni ecclesiastici
ENTRATA : Girolamo Frescobaldi, Toccata delli Apostoli
VERSICOLO : Deus in adiutorium
RESPONSORIO : Domine ad adiuvandum
INNO : Girolamo Frescobaldi (Hinno dell’Apostoli) Exsultet caelum laudibus
ANTIFONA : Hoc est praeceptum meum
SALMO (ps. 116) : Laudate Dominum omnes gentes
ANTIFONA : Hoc est praeceptum meum
ANTIFONA : Majorem caritatem nemo habet
SALMO (ps. 147) : Lauda Jerusalem Dominum
ANTIFONA : Majorem caritatem nemo habet
ANTIFONA : Vos amici mei estis
CANTICO (Ef I,3-10) : Benedictus Deus
ANTIFONA : Vos amici mei estis
CONCERTO : Girolamo Frescobaldi, Ricercare sopra “Sancta Maria”
LETTURA : (Atti II, 42-45)
SERMONE
RESPONSORIO BREVE : Constitues eos
ANT. AL MAGNIFICAT : Tradent enim vos
MAGNIFICAT : Girolamo Frescobaldi, Magnificat Primi Toni
ANT. AL MAGNIFICAT : Tradent enim vos
PREGHIERE
PATER NOSTER
ORAZIONE CONCLUSIVA & BENEDIZIONE
FINALE : Girolamo Frescobaldi Canzon quarta
Cappella Musicale di San Giacomo
Maestro di cappella Flavio Colusso
Cristiano Accardi organo
I Vespri concertati della Festa di san Giacomo costituiscono un appuntamento diverso sul percorso turistico-commerciale del Tridente romano, ed offrono l’occasione per ascoltare, alternate alla preghiera in Canto gregoriano, alcune composizioni organistiche di Frescobaldi e di Carissimi eseguite all’organo antico della Chiesa di San Giacomo in Augusta in cui fu Maestro di cappella Alessandro Scarlatti (1660–1725)
martedì 23 luglio – ore 19:00 LABYRINTHUS
martedì 23 luglio – ore 19:00
LABYRINTHUS
Esercizio Spirituale Concertato
a cura di Flavio Colusso e Silvia De Palma
GIROLAMO FRESCOBALDI (1583-1643) Toccata avanti la Messa della Madonna, per organo
FRANCESCO LANDINI (ca.1325-1397) Fa metter bando
LORENZO DA FIRENZE (ca.1370) Povero cappator
ANONIMO (ca.1400) Daphne (flauto solo) | Kyrie eleison
ANTONIO GARDANE (1509-1569) Douce memoire
FLAVIO COLUSSO (1960) Recercar III, per organo
CHRISTOPHER GIBBONS (1615-1676) Fantasia
JACOB VAN EYCK (1590-1657) Pavanae lachrymae | Wat zal men op den avond doen
ANONIMO (sec.XIV) Estampitta “Retrovè”
JACQUES HOTTETERRE (1674-1763) Rondeau & Passacaille
GEORG PHILIPP TELEMANN (1681-1767) Fantasia a flauto solo | Sonata in do minore
GIROLAMO FRESCOBALDI (1583-1643) Canzon post il comune, per organo
STEFANO BAGLIANO, LORENZO CAVASANTI flauti diritti
ALESSANDRO LICATA organo | SILVIA DE PALMA voce recitante
……………………………………………………….………………………………….
Il concerto Labyrinthus, che ormai da anni coinvolge interpreti e partecipanti in un esercizio spirituale condotto dalla musica, è un appuntamento ispirato al tema del pellegrinaggio, del cammino, inteso anche come combattimento spirituale. Particolarmente significativo per il “cammino” culturale abbracciato dalla attuale istituzione musicale è il tema del pellegrinaggio esplicitato nel simbolo del Labirinto, del cammino vissuto come esperienza del corpo e dello spirito, che si estende da sempre al concetto di accoglienza e di cura dei viandanti e dei pellegrini nel contesto degli antichi Hospitali. L’Ospedale di San Giacomo detto “degli incurabili” è fra i più antichi al mondo ed occupa un posto importante nella storia dell’umanità: luogo di eccezionali risonanze e memorie, è stato recentemente chiuso ma si spera che venga presto riaperto al suo antico servizio. La musica, medicina dell’anima e del corpo, avvicina persone, luoghi, tempi e rende possibili armonie altrimenti “dissonanti”: la devozione jacopea ha ispirato fin dal Medioevo musicisti e poeti favorendo la formazione di un patrimonio in cui confluiscono diverse esperienze culturali europee. La Basilica di San Giacomo in Augusta, oltre a possedere notevoli bellezze artistiche – tra cui un prezioso organo secentesco, ed un’acustica eccezionale – è fortemente legata al simbolo del pellegrinaggio. Situata alla porta Nord della città, sulla frequentata via del Corso,
quotidianamente visitata da migliaia di turisti e da cittadini provenienti da ogni parte di Roma, è un crocevia ideale, oasi di pace nella frenesia del centro, per offrire ad un variegato pubblico un momento di fresco ristoro spirituale illuminato dalla musica: un prodotto culturale che è espressione di una qualità artistica non museale ma viva e che è parte viva del carisma del luogo e della sua storia, nel cuore culturale e spirituale di Roma.
Il programma musicale di quest’anno è all’insegna del “flatus”, flauti diritti e canne d’organo di cui si apprezzano suoni antichi e moderni alternati alle meditazioni tratte dal Castello interiore di Teresa d’Avila (1515-1582) e dal Combattimento spirituale di
Lorenzo Scupoli (1530-1610). La struttura “entrata-centro-uscita” dal Labyrinthus è affidata all’Organo con le celebri pagine di Girolamo Frescobaldi tratte dai Fiori Musicali (1635), e con il Recercar terzo (1980) di Flavio Colusso; “per viam” incontriamo i flauti (soprani, alti, tenori, bassi) con gli a solo e i fitti dialoghi dei compositori toscani Francesco Landini e Lorenzo da Firenze. Il primo fu il più importante musicista italiano del suo tempo; il secondo un esponente dell’Ars Nova, canonico in S.Lorenzo a Firenze, forse insegnante dello stesso Landini. Dagli Anonimi del XV sec, si giunge alle raffinate sonorità rinascimentali di Antonio Gardane e
dell’inglese Christopher Gibbons, figlio del più noto Orlando Gibbons. Gardane, francese di origine italiana, fu anche editore musicale e istituì a Venezia un’importante stamperia. Il fiammingo Jacob van Eyck fu direttore del Concerto di campane della
cattedrale di Utrecht: personalità delle scienze come Descartes e Beeckman e i più rinomati suonatori di campane ammiravano le sue notevoli conoscenze di acustica e la sua arte; la Città gli concesse inoltre un'indennità speciale (era nato cieco) a condizione che suonasse il flauto nei giardini della cattedrale: nacque così la raccolta Der Fluyten Lust-hof (il giardino delle delizie del flauto, 1644), contenente brani celebri la cui melodia è seguita da variazioni di virtuosismo via-via crescente. Jacques Hotteterre fu
soprannominato Le Romain in quanto visse a Roma e, dal 1698 al 1700, fu alle dipendenze del principe Ruspoli. Nel 1705 entrò nella Grande Écurie e poi anche nella Chambre du Roy. Annoverato fra i più importanti musicisti francesi, ha lasciato trattati come L'art de préluder sur la flûte traversière (1719) e Principes de la flûte à bec ou flûte d'Allemagne (1707). Georg Philipp Telemann, al suo tempo più famoso e richiesto di Bach e di Händel, ricoprì molti incarichi di prestigio; insieme a Vivaldi, fu il compositore che scrisse le pagine più importanti per il flauto. Anche impresario ed editore, fu profondo conoscitore degli stili nazionali e anche della musica popolare aprendosi all’evoluzione che stava portando verso lo stile galante e che, di lì a poco, sarebbe approdata al Classicismo.
lunedì 22 luglio – ore 17:30 SANTA MESSA E CONCERTO D’ORGANO
lunedì 22 luglio – ore 17:30
SANTA MESSA E CONCERTO D’ORGANO
ERCOLE PASQUINI (1550-1560 ca. - 1608-1619)
Toccata in Fa | Fuga in Sol
GIOVANNI PIERLUIGI DA PALESTRINA (1525 - 1594)
Ricercata del Settimo Tono
ANONIMO DEL XVI-XVII SEC. (Frescobaldi?)
Toccata sopra li pedali (con fuga)
ANONIMO DEL XVII-XVIII SEC.
Aria dell’organo di Frascati
BERNARDO PASQUINI (1637 - 1710)
Toccata in Fa
ARCANGELO CORELLI (1653 - 1713)
Concerto IV op. 6 (appropriato all’organo da Thomas Billington)
Alessandro Albenga organo
Alessandro Albenga ha compiuto gli studi musicali al Conservatorio “S. Cecilia” di Roma, diplomandosi in Pianoforte e in Organo e Composizione Organistica, perfezionandosi poi presso le Accademie Organistiche di Pistoia, Meaux (Francia) e Haarlem (Olanda). Attivo come solista di organo in Italia e all’estero, dal 1987 al 2002 è stato organista dell’Arcibasilica di S. Giovanni in Laterano: sul più antico degli storici organi della Cattedrale di Roma (il celebre “Luca Blasi”, costruito in occasione del giubileo del 1600) ha registrato un CD di musiche cinque-secentesche di ambito romano che ha riscosso lusinghieri consensi di pubblico e critica. Ha collaborato con gruppi vocali e strumentali fra i quali Il Teatro Armonico, Orchestra Barocca Italiana, Orchestra Sinfonica della RAI, Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Academia Montis Regalis, Ensemble Festina Lente. Nel 2010 ha partecipato alla registrazione discografica di musiche di Pergolesi, con l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia diretta da Antonio Pappano, per la Deutsche Grammophon. Già membro della commissione ministeriale di tutela degli organi antichi del Lazio, presta consulenza nel restauro di organi storici e nella progettazione di nuovi strumenti. È docente di Organo e Composizione organistica al Conservatorio “L. Refice” di Frosinone. Ha tenuto concerti e masterclass per conto dell’Istituto dell’Organo Storico Italiano, dell’Accademia Internazionale d’Organo di Smarano (Trento) e presso il Lemmensinstituut di Lovanio (Belgio).
sabato 20 luglio 2013
Studio sulla Pala Marmorea di Legros - ANGELA VARANELLI
Con piacere ed interesse pubblico sul blog questo interessante studio di ANGELA VARANELLI sulla Pala Marmorea di Legros in occasione del suo restauro.
Pierre Legros
(Parigi, 1666 – Roma, 1719)
San Francesco di Paola prega la Beata Vergine dei Miracoli, 1716 circa
pala marmorea, seconda cappella a destra, San Giacomo in
Augusta
L'esecuzione
della grande pala marmorea è dovuta alla ferma volontà dell'ordine dei Frati
Minimi (che in quel periodo amministravano la chiesa e l'arcispedale) di
dedicare un altare a San Francesco di Paola, fondatore dell'ordine. La scelta
fu dettata dalla valenza artistica di Legros che a Roma primeggiava come
scultore. L'intero altare venne predisposto dall'artista con decori e stucchi
(gli angeli sul timpano dell'altare, i cherubini lungo i muri laterali della
cappella, e il trionfo dello Spirito Santo nella volta), mentre al Passeri
venne affidata l'esecuzione pittorica delle tele laterali con due miracoli del
santo[1].
Il rilievo rappresenta San Francesco
di Paola genuflesso su una nuvola rialzata dal pavimento, in atto di adorare la
Madonna col Bambino, rappresentati in un affresco sorretto da quattro
bellissimi angeli; il Santo, rivolgendosi alla Beata Vergine, pare voglia
sollecitare la guarigione di un gruppo di malati, che, a loro volta, in
atteggiamento di assoluta devozione e speranza, si appellano al Santo. Le
figure protagoniste della scena vengono sapientemente scolpite ad altorilievo
da Legros, che, attraverso un moto a spirale, riesce a condurre l'occhio
dell'osservatore dai lati più esterni dell'altare al centro della composizione,
ovvero all'interno di un'architettura a bassissimo rilievo dove un infermiere,
nell'atto di accudire un infermo, soffia sulla minestra che si appresta a
dargli; un gesto umanissimo che si dissocia dal miracolo che si sta svolgendo
poco più avanti, ma che riporta l'attenzione dell'osservatore al luogo in cui
si trova, e cioè all'interno di un complesso ospedialiero al tempo tra i più
importanti di Roma.
Un bassorilievo in terracotta
conservato al Museo Nazionale di Palazzo Venezia costituisce un primo studio
per la realizzazione della pala marmorea. Qui Legros sta ancora elaborando le
varie parti della composizione: il santo, inginocchiato al suolo in uno spazio
all'aperto dinanzi all'ingresso dell'ospedale di San Giacomo, osserva due
angioletti con un cartiglio ed è sovrastato da una gloria di angeli che
sostengono un riquadro con l'immagine della Madonna. Sullo sfondo, un monaco
assiste all'evento dall'arcata di un portico[2].
Nall'opera finita, tuttavia, la scena si sposta all'interno di uno spazio
architettonico e si arricchisce di numerosi personaggi; scompaiono anche gli
angioletti che recano il cartiglio con la scritta CHARITAS e un bastone,
attributi identificativi del santo calabrese. La terracotta di Legros rispetto
all'opera marmorea definitiva, elegante e perfetta nella modellatura, rivela i
caratteri tipici del sensitivo Legros: il pittoricismo di tradizione
berniniana, e la delicata vibrazione della superficie.
Nell'attuazione della pala l'impresa
più ardua fu quella di inserire all'interno della composizione l'affresco della
Vergine col Bambino eseguito nel XV secolo; staccato nel 1525 dalla sua
originale collocazione "sotto un arco vicino alle mura di Roma verso il
Tevere", venne collocato inizialmente in una cappellina costruita in
piazza del Popolo, che poi alla fine del Seicento, riedificata come chiesa,
prese il titolo di Santa Maria dei Miracoli; ma già nel 1585 per interessamento
di san Camillo de' Lellis l'affresco era stato trasferito nell'ospedale di San
Giacomo e successivamente della chiesa del nosocomio. Il dipinto fu oggetto di
grande devozione popolare per un episodio miracoloso narrato dal Panciroli
(1625) relativo al recupero di un bambino caduto inavvertitamente nel Tevere,
mentre la madre era intenta alla raccolta della legna lungo il greto del fiume.
Il bimbo fu salvato da una figura miracolosa vestita di bianco che lo sorresse
impedendogli di annegare.
La miracolosa immagine e il grande
taumaturgo europeo del XV secolo esprimono la forza miracolosa della Madonna
come auspicio di salvezza per tutti gli ammalati curati nel nosocomio. Il Santo
calabrese fece della sua vita l'espressione della salvezza degli indigenti e
degli ammalati. Francesco, infatti, nato a Paola nel 1416 e morto a
Plessis-les-Tours nel 1507, già all'età di dodici anni, quando i genitori lo
condussero al convento dei frati minori di San Francesco ad Argentano, aveva
dato prova delle sue doti eccezionali, doti che lo portarono a viaggiare
nell'intento di comprendere il progetto divino affidatogli. Nell'eremo di Monte
Luco, rimase colpito dall'austerità dei frati che vi abitavano dei quali adottò
la veste e a Montecassino comprese la sua vocazione. Trascorse sei anni in una
grotta in solitudine, fondò la Congregazione degli Eremiti di fra' Francesco,
poi chiamato Ordine dei Frati Minimi, riconosciuti ufficialmente da papa Sisto
IV come ordine mendicante. Lo stemma dell'ordine è uno scudo con impresso il
motto CHARITAS, messaggio che Francesco ricevette dall'arcangelo
Michele. Recatosi in Francia per richiesta del re Luigi XI, nel 1482 divenne
consigliere spirituale della regina Anna e di Carlo VIII e, contemporaneamente,
riuscì a diffondere il suo ordine in Francia. Fu proclamato santo da papa Leone
X nel 1519[3].
Com'è stato già accennato, la scelta
di Legros per l'esecuzione della maestosa pala d'altare, non è stata casuale.
Sicuramente nel primo decennio del Settecento è stato lo scultore più ricercato
e impegnato di Roma (nonchè il più giovane), ma è stata soprattutto la sua
straordinaria sensibilità artistica ad aver convinto prima i gesuiti ed Andrea
Pozzo, poi i frati Minimi, a chiamarlo alla realizzazione di opere tanto
importanti[4].
Il lavoro di Legros a Roma pone le basi di una nuova arte religiosa, dove
l'esaltazione e l'abbondante teatralità dell'arte scultorea tradizionalemente
esistente da Bernini in poi (che spesso oltrepassava i limiti della decenza e
dell'ortodossia) si attenua in forme più aggraziate e seducenti, in figure la
cui veridicità rassicura lo spettatore attraverso una maniera, si potrebbe
dire, che riporta al grande classicismo romano. Legros riesce a creare
un'atmosfera affascinante che sorprende ma non abbandona l'aspetto celebrativo,
reso perfettamente con le estasi interiorizzate dei suoi personaggi. Una delle
sue caratteristiche più importanti, ad esempio, è la lavorazione dei panneggi;
da Bernini prende il gusto per le vesti "tormentate", ma le elabora
entro una logica che si rifà alla più sobria formazione francese[5].
Gli aspetti artistici della sua
arte, dunque, ben si legavano alla spiritualità di questi ordini religiosi che
generalmente preferivano un'elaborazione dei soggetti sacri che si avvicinasse
più ad un insegnamento religioso che ad una scena teatrale. Tuttavia, nella
pala d'altare con san Francesco di Paola, Legros conferma le caratteristiche
proprie della sua maniera ma non rinuncia ad alcuni effetti scenici per
coinvolgere emotivamente i fedeli, dilatando, ad esempio, i margini della
composizione oltre i limiti imposti dalla cornice.
[1]Visioni
ed Estasi. Capolavori dell'arte europea tra Seicento e Settecento, catalogo
della mostra a cura di G. Morello, ottobre 2003 – genneio 2004, Roma 2004, pag.
211.
[3] A. Sergej, F.
Buranelli, M. Guderzo, Il Meraviglioso e la Gloria. Grandi maestri del
Seicento a Roma, Milano 2007, pag. 245.
[4]M.
Conforti, Pierre Legros and the Rôle of Sculptors as Designers in late
Baroque Rome, in «The Burlington Magazine», CXIX, 1977, pagg. 557-560.
[5]P.
Pascal, Pierre Legros, sculpteur romain, in «Gazette des Beaux-Arts»,
CXXXV, 2000, pagg. 189-214.
Tutto..... quasi, è pronto per la Festa
I lavori di restauro sono finiti.
Tutta l'imalcatura è stata smontata siamo pronti all'inaugurazione che ci sarà giovedì, durante la Messa per la Solennità di San Giacomo alle ore 18.30
Tutta l'imalcatura è stata smontata siamo pronti all'inaugurazione che ci sarà giovedì, durante la Messa per la Solennità di San Giacomo alle ore 18.30
venerdì 19 luglio 2013
CARLOTTA NOBILE: La ragazza che voleva incontrare Papa Francesco
Di notte, ho ricevuto il Messaggio della Mamma Adelina: Carlotta è tornata a Dio.
Una notizia che, pur non inattesa, non volevo mi giungesse.
Non ho avuto la forza fisica di andare a Benevento, dove si sono svolti i
funerali. Mi ha telefonato un sacerdote della sua parrocchia per capire meglio di Carlotta
ed ho quindi inviato un messaggio che so è stato letto durante le esequie e
dato alla famiglia:
Un raggio di luce, una
melodia celeste, una divina carezza. Mia dolce cara Carlotta
Nella fede affermo: è tornata al Signore. Ma il mio cuore soffre e si
interroga. Carlotta, un raggio di luce, una carezza dello Spirito, ha appena
lambito la mia vita, ma mi ha dato tanto. Di fronte alla sua forza alla sua
fede, non posso che inginocchiarmi. Bella, brava, forte, ha sempre avuto tanta
speranza nella Vita, che questa notte si è spezzata. A 24 anni ha raggiunto una
maturità che l'ha resa coraggiosa di fronte alla malattia che la stava
invadendo: 'io sono qua e lotto'. Hai finito di lottare mia dolce cara
Carlotta. Hai portato fino in fondo la tua croce, quella, che alle parole di
Papa Francesco, hai sentito che il Signore ti chiamava a portare. Sei stata
serena nonostante le tante troppe difficoltà. Hai pensato agli altri anche
quando avevi tanto bisogno di pensare a te stessa. Ma ora come lenire il dolore
dei tuoi genitori, di tuo fratello, del tuo fidanzato? come asciugare le loro
lacrime? come dire loro 'parole di consolazione'? Non lo so mia cara Carlotta.
Ma con quel tuo sorriso, misto di lacrime, come quando mi hai raccontato la
storia del tuo dolore, guardali dal cielo e suona il tuo violino nell'eterna
sinfonia degli angeli per donare loro il coraggio della vita.
Tuo don Giuseppe
In questi giorni, prima in modo
soft sul web, ed oggi in maniera massiccia sui mezzi di comunicazione:
TG1, TG4 prima
pagina del Corriere della Sera, La Stampa…., la
notizia della sua morte è stata annunciata con il rilievo che Carlotta meritava.
Ma che c’entro
io con Carlotta?
L’ho
definita ‘Un dono’ che il Signore mi ha regalato nel farmela conoscere.
Il Corriere, non so da quale fonte abbia
preso la notizia, ha un po’ 'romanzato giornalisticamente' il fatto: ma certamente
c’è del vero.
Ma cosa è
successo?
Siamo al
Venerdì Santo: il giorno prima avevo avuto il dono di poter pranzare con Papa
Francesco.
Nelle primissime ore del pomeriggio il
Signore mi ha voluto parlare per mezzo di una bellissima ragazza di 24 anni
(sembrava di vedere la mia nipote che ha la stessa età) che si è avvicinata che
mi ha detto: Devo confidarle che la
mia vita è cambiata da quando ho ascoltato le parole che papa Francesco ha
detto sul portare la croce.
Io ho un tumore gravissimo con metastasi da tutte le parti, l’ultima, la settimana scorsa me l’hanno trovata anche al cervello. Tutto è partito da un melanoma.
Ho fatto ogni tipo si cura, con ogni sacrificio pur di andare avanti.
Quando ho sentito Papa Francesco che ha detto ‘a voi giovani affido la croce’, è cambiato tutto nella mia vita e da disperata son diventata serena.
Vivo nella sofferenza ma ora tutto è diverso: ha un senso la mia croce il mio dolore e anche la mia speranza.
Se l’avessi scoperto prima questo, avrei vissuto tre anni in modo diverso. Ma ora sono qua, sono viva e vivo nella speranza. E vorrei anche sposarmi avere bambini.
Questa è la croce che Papa Francesco mi ha invitato a portare ed io con fierezza la porterò fino alla fine.
Sono rimasto shoccato, senza parole, commosso, disarmato di fronte ad una fede come questa, e le mie sofferenze sono diventate un inezia.
Ho invitato tutta la mia comunità a pregare per lei ed invito a chiunque legga questo post a fare altrettanto e a pregare per quanti si trovano in situazione di dolore e di disperazione.
Spero che il Signore, in qualche modo le faccia sentire la nostra vicinanza con la preghiera.
Io ho un tumore gravissimo con metastasi da tutte le parti, l’ultima, la settimana scorsa me l’hanno trovata anche al cervello. Tutto è partito da un melanoma.
Ho fatto ogni tipo si cura, con ogni sacrificio pur di andare avanti.
Quando ho sentito Papa Francesco che ha detto ‘a voi giovani affido la croce’, è cambiato tutto nella mia vita e da disperata son diventata serena.
Vivo nella sofferenza ma ora tutto è diverso: ha un senso la mia croce il mio dolore e anche la mia speranza.
Se l’avessi scoperto prima questo, avrei vissuto tre anni in modo diverso. Ma ora sono qua, sono viva e vivo nella speranza. E vorrei anche sposarmi avere bambini.
Questa è la croce che Papa Francesco mi ha invitato a portare ed io con fierezza la porterò fino alla fine.
Sono rimasto shoccato, senza parole, commosso, disarmato di fronte ad una fede come questa, e le mie sofferenze sono diventate un inezia.
Ho invitato tutta la mia comunità a pregare per lei ed invito a chiunque legga questo post a fare altrettanto e a pregare per quanti si trovano in situazione di dolore e di disperazione.
Spero che il Signore, in qualche modo le faccia sentire la nostra vicinanza con la preghiera.
La ragazza
di cui parlavo era Carlotta, Carlotta Nobile.
Il giorno
dopo ho scritto a Papa Francesco, soprattutto per incoraggiarlo nella sua
missione e concludevo la lettera dicendo: Santo
Padre io sono rimasto shoccato, senza parole, commosso, disarmato di fronte ad
una fede come questa, e le mie sofferenze sono diventate un inezia.
Volevo
aggiungere questa mia testimonianza a chissà quante altre ne avrà ricevute, per
ringraziarla del dono che ci da con la sua parola e per ringraziare lo Spirito
Santo per averci dato lei. Mi benedica.
Lo stesso
giorno ricevevo da Carlotta un Messaggio:
Salve
Don Giuseppe,
Sono Carlotta, la ragazza "cancerosa" che è venuta a parlare con lei l'altro giorno!. L'incontro con lei è stato per me l'ennesimo segno di un periodo di grande cambiamento e arricchimento spirituale!!! Le sono così grata!!! Appena posso, torno a trovarla in Chiesa anche insieme alla mia famiglia, alla quale ormai parlo solo di lei e anche i miei genitori non vedono l'ora di conoscerla! A presto, grazie di cuore di tutto e un caro augurio di una Santa Pasqua piena di affetto, armonia, pace e serenità!!! Carlotta (e Alessandro)
Sono Carlotta, la ragazza "cancerosa" che è venuta a parlare con lei l'altro giorno!. L'incontro con lei è stato per me l'ennesimo segno di un periodo di grande cambiamento e arricchimento spirituale!!! Le sono così grata!!! Appena posso, torno a trovarla in Chiesa anche insieme alla mia famiglia, alla quale ormai parlo solo di lei e anche i miei genitori non vedono l'ora di conoscerla! A presto, grazie di cuore di tutto e un caro augurio di una Santa Pasqua piena di affetto, armonia, pace e serenità!!! Carlotta (e Alessandro)
Iniziava per lei il periodo più
drammatico e nello stesso tempo ricco interiormente. Aveva riacquistata, per
dono di Dio, una serenità dentro. E mi diceva anche telefonicamente: ‘Son guarita dentro ed ora voglio guarire
fuori’
Aveva tanta voglia di vivere. Nonostante
le gravi, troppe difficoltà, faceva progetti per il suo futuro. Voleva rassicurare anche i suoi. Le persone che gli vivevano accanto:
Caro Don Giuseppe, che bello ricevere
la sua risposta proprio oggi!!! Sa perche'? Perche' oggi vengono a Roma i miei
genitori e il mio bellissimo fratellino di 16 anni (io ho due visite mediche
qui) e quindi veniamo in Chiesa assolutamente tutti e quattro.
……. Voglio far capire anche a loro la
grandezza di questa fede e di questa serenita', fiducia e abbandono che il
Signore ha voluto regalarmi tutt'un tratto.... Che miracolo!!! Come sono
fortunata!!....
Ci siamo incontrati ancora: lei sempre
esuberante, con un sorriso sfavillante e la voglia di raccontare tutto.
Si alternava con il lavoro e l’ospedale
per i cicli di chemio. Lottando come una leonessa in quella battaglia che non
aveva scelto lei.
Aggiungeva in un altro messaggio: Don
Giuseppe, proprio oggi l'ho pensata!!! Continuano a succedermi cose
meravigliose! Davvero Dio e' grande! Ho raggiunto una serenita', una pace
interiore... Io non ho parole... Anche il mio modo di vivere la musica e'
cambiato, e' più speciale, più prezioso.....
Poi per lei una grande gioia che
esprimeva in un altro messaggio in questo modo:
Che
bello! ti accenno perche' e' una cosa troppo bella!!) Io oggi a Carrara, domani
a Saronno e dopodomani a Brescia suonero' in tre concerti per violino e
pianoforte con un pianista americano straordinario (malato di cancro anche lui
ma combattivissimo e tutto sprint!).. E sai dove suoniamo???? Nei padiglioni
dei reparti oncologici degli ospedali di Carrara, Saronno e Brescia!!!! Il
tutto organizzato da una meravigliosa organizzazione (di cui ti consiglio di
andare a vedere il sito) che si chiama Donatori di Musica!!!! Capisci che
meraviglia?? Che miracolo?? Poter essere qui e offrire la mia musica per
dottori e pazienti, in un clima bellissimo di festa e gioia!!!! Ti raccontero'!
Intanto ieri abbiamo fatto con il pianista le prove in ospedale (prove aperte!!
Con i pazienti in pigiama e vestaglia che ascoltavano!! Che meraviglia!!!) E
oggi alle 19 c'e il primo concerto!!! Sono troppo felice!! Un'emozione
immensa!!
Una felicità che proprio in quell’occasione
si è scontrata con una grave ricaduta. Per due giorni è rimasta incosciente e non
ha potuto portare a termine il suo progetto.
Il giorno del suo risveglio mi manda un messaggio:
Anch'io
devo dirti DUE cose!!!! Ora non sono a Roma ma appena torno vengo a trovarti.
Sono in ospedale a Carrara ora (dove ero venuta x dei concerti)...sono stata
male, sono stata un giorno e mezza in rianimazione intubata e sedata, mi sembra
di aver dormito 10 anni..... E poi.... Un'altra cosa anzi altre due che mi sono
successe oggi........ Stamattina appena aperti gli occhi...... Ma te le dico a
voce........ Purtroppo il telefono mi da molto fastidio vicino all'orecchio per
via della radioterapia alla testa ma giuro, appena torno a roma la prima cosa
che faccio è venire da te!! Devi sapere TUTTO!!!!!!
Ma anche io le dovevo comunicare una cosa
importante.
In seguito alla lettera, che avevo inviato, Papa Francesco mi aveva telefonato, ed aveva chiesto di lei, e mi aveva molto ringraziato ed aveva
chiesto di pregare per lui.
Ci siamo sentiti subito, e gli ho raccontato della la telefonata di Papa Francesco. Era felice, piangeva, quasi mi
faceva preoccupare, perché non avrei voluto che l’emozione gli avesse creato
problemi.
Mi chiede di mandargli il testo della
lettera e l’ho fatto.
Gli ho chiesto se avessi interpretato
bene il suo stato d’animo e mi risponde:
Perfetto!!
Grazieeeeeee!
Ora ti copio il mio testo per il Papa
Caro
Papa Francesco,
Tu mi hai cambiato la vita.
Io sono onorata e fortunata di poter portare la Croce con Gioia a 24 anni. So che il cancro mi ha guarita nell'anima, sciogliendo tutti i miei grovigli interiori e regalandomi la Fede, la Fiducia, l'Abbandono e una Serenità immensi proprio nel momento di maggior gravità della mia malattia.
Io confido nel Signore e, pur nel mio percorso difficile e tormentato, riconosco sempre il Suo aiuto.
Caro Papa Francesco, Tu mi hai cambiato la vita.
Vorrei rivolgerTi una preghiera... Avrei un desiderio immenso di conoscerTi e, anche solo per un minuto, pregare il Padre Nostro insieme a Te!
"Dacci oggi il nostro pane quotidiano" e "Liberaci dal male" Amen
Tu mi hai cambiato la vita.
Io sono onorata e fortunata di poter portare la Croce con Gioia a 24 anni. So che il cancro mi ha guarita nell'anima, sciogliendo tutti i miei grovigli interiori e regalandomi la Fede, la Fiducia, l'Abbandono e una Serenità immensi proprio nel momento di maggior gravità della mia malattia.
Io confido nel Signore e, pur nel mio percorso difficile e tormentato, riconosco sempre il Suo aiuto.
Caro Papa Francesco, Tu mi hai cambiato la vita.
Vorrei rivolgerTi una preghiera... Avrei un desiderio immenso di conoscerTi e, anche solo per un minuto, pregare il Padre Nostro insieme a Te!
"Dacci oggi il nostro pane quotidiano" e "Liberaci dal male" Amen
Affido
questo mio sogno a don Giuseppe e confido in Dio!
Prega per me Santo Padre. Io prego per Te ogni giorno.
Carlotta
Prega per me Santo Padre. Io prego per Te ogni giorno.
Carlotta
Grazie
milleeeee!!!!!
Ora mi riposo un po'
Ora mi riposo un po'
Siamo al 12 Aprile.
Io ho cercato la strada per far
arrivare la sua domanda per incontrare il Papa.
Nel frattempo ancora malata ma piena di
speranza mi scriveva:
I
medici si sono stupiti della mia ripresa! Che grande miracolo ho avuto!!!! Non
faccio che dire GRAZIE dalla mattina alla sera!!! Una settimana fa a quest'ora
ero in coma e ora... Sto tutto sommato..... BENE!!! Un po di debolezza, mal di
testa, nausea, magari dormo di piu, ma tutte cavolate!! Sono qui, sto bene!!!!
Che MIRACOLO!
E
poi sono di animo così sereno!.... Davvero grazie al Signore per questa
serenità che ha voluto donarmi!!
Era felicissima quando gli comunicai
della concretizzazione per l’incontro col Papa, si trattava di trovare un mercoledì
disponibile; scherzando scriveva:
anche perché purtroppo dal 29 aprile al 2
maggio ho il nuovo ciclo di chemio a Milano, che non posso proprio spostare
perché ci sono delle tempistiche da rispettare (e comunque dopo avrò bisogno di
qualche giorno di riposo a casa, perché è una nuova chemio più pesante di
quelle che ho gia fatto)... E davvero poi, (se per caso ci fosse modo di
incontrarlo!!!!!!) mi sparerei se dicesse uno di quei giorni in cui sono
"fuori gioco"!!!!!!..... Ahahahahaah
Ci siamo incontrati, in seguito, più volte: lei, sempre
con il suo sorriso, con gli occhi che sfavillavano serenità, quella serenità
che solo il Signore può dare.
Anche io, con lei, dico che tutto questo è stato un miracolo: un miracolo soprattutto per me, che per un 'attimo' l'ho conosciuta, un miracolo per le persone che le sono state accanto a lei in questa lunga sofferenza.
I giornali i notiziari televisivi ne
hanno parlato come una grande artista, e lo è stata veramente: è stata una ‘ragazza
prodigio’.
Ma è stata una ragazza che aperta alla
voce del Signore, e, come lei ha detto, si è presa la sua Croce e se l’è portata
fino in fondo.
In questi giorni il Papa partirà per Rio per la GMG e
son sicuro che dall’alto dei cieli, avrà anche questo Angelo che lo guarderà,
un Angelo che si è fatto crescere le ali sulle tante cicatrici delle operazioni
che ha subito sul suo corpo dilaniato dal Cancro.
Un grande GRAZIE, mia cara Carlotta per
essere passata accanto alla mia vita.
Un grande GRAZIE al Signore per questo dono.
Un grande GRAZIE al Signore per questo dono.
Una grande abbraccio a Papà Vittorio, Mamma Adelina, il fratello Matteo e Alessandro, il fidanzato.
Don Giuseppe
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