giovedì 1 giugno 2017

NUOVO VICARIO

Don Angelo vicario ! Ringraziamo il Signore per aver illuminato Papa Francesco in questa scelta così importante.
Fino all'ultimo si è mantenuto il segreto. E non è poca cosa a Roma.
È mite, uomo di preghiera e grande spiritualità con grandi doti umane di empatia.
Preghiamo il Signore che ogni giorno gli dia il profumo del Pastore con l'odore delle pecore.


DE DONATIS DON ANGELO VICARIO



Fonte Avvenire
63 anni, pugliese di origine, era vescovo ausiliare dal 2015 per la cura del clero. È elevato alla dignità arcivescovile. La nomina del Papa annunciata dal cardinale Vallini venerdì 26 maggio nel Palazzo Lateranense
Monsignor Angelo De Donatis63 anni, pugliese di origine, ausiliare di Roma dal 2015, è il nuovo vicario del Papa per la diocesi di Roma. Francesco l’ha elevato alla dignità di arcivescovo e l’ha nominato anche arciprete della basilica Lateranense. L’annuncio, diffuso ufficialmente a mezzogiorno di oggi, 26 maggio – festa di San Filippo Neri, compatrono di Roma – dalla Sala stampa della Santa Sede, è stato dato dal cardinale Agostino Vallini nella sala al terzo piano del Palazzo Lateranense, sede del Vicariato di Roma. Presenti il vicegerente, i vescovi ausiliari della diocesi, i parroci prefetti e il personale del Vicariato. Il Santo Padre ha così accolto la rinuncia presentata dal cardinale Vallini, che ad aprile ha compiuto 77 anni, per raggiunti limiti di età.
Monsignor De Donatis – che inizierà il suo mandato di vicario generale il 29 giugno, solennità dei Santi Pietro Paolo, patroni di Roma – è nato il 4 gennaio 1954 a Casarano, provincia di Lecce e diocesi di Nardò-Gallipoli. Era vescovo ausiliare dal 14 settembre 2015, nominato da Papa Francesco specificamente per la cura del clero di Roma, alla sede titolare di Mottola. La nomina episcopale era stata annunciata dal cardinale vicario Agostino Vallini ai sacerdoti riuniti nella basilica di San Giovanni in Laterano per il tradizionale incontro di inizio dell’anno pastorale.
Come si ricorderà, è stato proprio Francesco, con un’attenzione del tutto particolare per un ausiliare di Roma, a presiedere la Messa per l’ordinazione episcopale, celebrata il 9 novembre 2015 nella basilica di San Giovanni in Laterano. In quell’occasione il Papa aveva detto esplicitamente: «Nella Chiesa di Roma vorrei affidarti i presbiteri, i seminaristi. Tu hai questo carisma!». Non a caso, erano più di 600 i sacerdoti che riempivano le ali del transetto della basilica: amici, fratelli e tanti figli spirituali che hanno conosciuto la sollecitudine di monsignor De Donatis. Accanto a Papa Francesco, i co-ordinanti sono stati il cardinale vicario Agostino Vallini e il cardinale Beniamino Stella, prefetto della Congregazione per il clero.
Alla consegna dell’anello episcopale, il Papa ha infatti ricordato al nuovo presule: «Non dimenticarti che prima di questo anello c’era quello dei tuoi genitori… difendi la famiglia». Famiglia come luogo in cui si fa esperienza d’amore, lo stesso che De Donatis ha citato nel proprio motto episcopale: “Nihil Caritate dulcius” (Nulla è più dolce dell’amore). Le parole sono tratte dal “De officiis ministrorum” di Sant’Ambrogio, dove si legge: “Sia tra di voi la pace che supera ogni sentimento. Amatevi gli uni gli altri. Nulla è più dolce dell’amore, nulla più gradevole della pace”.
Per molti sacerdoti della diocesi, De Donatis è stato in questi anni una preziosa guida spirituale. E dal 1° settembre 2014 era incaricato diocesano del Servizio per la formazione permanente del clero, che aveva rilanciato con la collaborazione di alcuni sacerdoti, promuovendo iniziative di vario tipo.
Alunno prima del Seminario di Taranto e quindi del Pontificio Seminario Romano Maggiore, De Donatis ha compiuto gli studi filosofici alla Pontificia Università Lateranense e quelli teologici presso la Pontificia Università Gregoriana, dove ha conseguito la Licenza in Teologia morale. È stato ordinato sacerdote il 12 aprile 1980 per la diocesi di Nardò-Gallipoli e dal 28 novembre 1983 è incardinato nella diocesi di Roma.
Dopo essere stato nei primi anni ’80 collaboratore nella parrocchia di San Saturnino, al quartiere Trieste, e insegnante di religione, dal 1983 al 1988, è stato vicario parrocchiale della medesima parrocchia. Dal 1988 al 1990 ha lavorato come addetto alla Segreteria generale del Vicariato come collaboratore dell’arcivescovo Giovanni Marra ed è stato vicario parrocchiale nella parrocchia Santissima Annunziata a Grottaperfetta; dal 1989 al 1991, archivista della Segreteria del Collegio Cardinalizio; dal 1990 al 1996, direttore dell’Ufficio Clero del Vicariato di Roma; dal 1990 al 2003, direttore spirituale al Pontificio Seminario Romano Maggiore.
Dal 2003 De Donatis ha guidato la parrocchia di San Marco Evangelista al Campidoglio ed è stato assistente diocesano dell’Associazione Nazionale Familiari del Clero. È stato membro del Consiglio Presbiterale Diocesano e del Collegio dei Consultori. Nel 1989 è stato ammesso all’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme con il grado di Cavaliere; è Cappellano di Sua Santità dal 10 aprile 1990. Dall’aprile 2016 è rettore della chiesa di San Sebastiano al Palatino e da dieci anni è assistente spirituale dell’associazione Don Andrea Santoro.
Nella Quaresima del 2014 De Donatis ha tenuto le meditazioni per gli Esercizi spirituali della Curia Romana sul tema “La purificazione del cuore” (tenuti per la prima volta ad Ariccia, fuori dal Vaticano). Nel corso del Giubileo straordinario della Misericordia De Donatis ha curato per Romasette.it la rubrica “La misericordia nella Bibbia”, una serie di riflessioni sul tema chiave dell’Anno Santo raccolte poi in un libro edito dalle Paoline.

MANCHESTER

(Da un commento di una mia amica Carla Acierno )
Ancora terrore, ancora violenza... non dobbiamo abituarci a questo... cosa si puo' fare? Cosa possiamo fare? Possiamo cominciare col dire che c'è un'urgenza educativa delle generazioni giovani e non di tutto il mondo ......non si puo' delegare o rimandare, non basta non essere d'accordo con tali strategie di male.... occorre che tutti e a tutti i livelli iniziamo a prendere coscienza che si puo' e si deve fare qualcosa anche nel nostro piccolo...
Ristabiliamo ed educhiamo al rispetto, al buon senso, alla 'Pace' non intesa come indifferenza e mai scontata, al valore della Vita propria e degli altri, all'operosita' e non alla noia, al sacrificio ed impegno e non al vuoto assoluto che travolge tutto come in una spirale! Facciamo che questo si diffonda come una corrente, cambiamo direzione, invertiamo la rotta!
Cosa c'è nella testa di questi ragazzi che desiderano morire e procurare morti innocenti credendo di conquistare che cosa?Contrastiamo la logica della morte e della violenza proponendo 'strategie' di Vita piena!
Svegliamo le menti da questo torpore!
Vorrei aggiungere: finché a Riad si stringono accordi su vendita di armi .... Ma di che parliamo!!!!!


sabato 20 maggio 2017

CORPUS DOMINI


Domenica, 18 giugno, alle ore 19.00, celebreremo la Solennità del SS. Corpo e Sangue del Signore e avrà luogo, a livello diocesano, la Processione Eucaristica da San Giovanni a San Maria Maggiore presieduta dal Santo Padre. L’aver uniformato la celebrazione al calendario di tutte le altre Chiese particolari è l’occasione per potenziare la partecipazione dei fedeli a questo solenne atto pubblico di adorazione della SS. Eucarestia di tutta la Chiesa di Roma.
Vi invito a partecipare voi stessi con i fedeli delle vostre comunità alla Santa Messa e alla Processione diocesana, anticipando o posticipando le processioni locali.
DA NOTARE BENE TALE DISPOSIZIONE
I Parroci del Settore Centro sono vivamente pregati di non celebrare la Messa vespertina domenica 18 giugno, avvisando preventivamente i fedeli.


Convegno Diocesano annuale


Il Convegno diocesano lo celebreremo secondo le modalità organizzative già sperimentate con successo in questi ultimi anni. Il Consiglio dei Prefetti ha proposto di rimanere sul tema della famiglia, con lo sguardo rivolto al compito educativo dei genitori con figli adolescenti.
Tratteremo il tema: “Rafforzare le famiglie nell'educazione dei figli adolescenti (A.L., cap. 7)”. Avrà inizio il 19 giugno, alle ore 19.00, nella Basilica di San Giovanni, con il Discorso introduttivo del Santo Padre. Seguirà la presentazione dei Laboratori che si svolgeranno nelle Prefetture il giorno dopo, martedì 20 giugno, alla stessa ora; noi insieme alla secondo prefettura faremo l'incontro a San Lorenzo in Damaso. La giornata conclusiva sarà lunedì, 18 settembre 2017, nella Basilica di San Giovanni, al mattino per i sacerdoti, la sera per gli operatori pastorali laici. Molti di noi hanno figli adolescenti. E sanno quanto sia importante avere 'attenzione' per loro. Per questo l'invito che rivolgo è pressante. Per partecipare ed avere i pass per gli incontri, rivolgetevi quanto prima in ufficio o direttamente a don Giuseppe.



venerdì 19 maggio 2017

SANTA RITA

UNIAMOCI CON GIOIA AI NOSTRI CARI FRATELLI E COLLABORATORI DELLA CHIESA DI GESÙ E MARIA NELLA LORO FESTA DI SANTA RITA DA CASCIA
Santa Rita nacque a Roccaporena (Cascia) verso il 1380. Secondo la tradizione era figlia unica e fin dall'adolescenza desiderò consacrarsi a Dio ma, per le insistenze dei genitori, fu data in sposa ad un giovane di buona volontà ma di carattere violento. Dopo l’assassinio del marito e la morte dei due figli, ebbe molto a soffrire per l’odio dei parenti che, con fortezza cristiana, riuscì a riappacificare. Vedova e sola, in pace con tutti, fu accolta nel monastero agostiniano di santa Maria Maddalena in Cascia. Visse per quarantanni anni nell'umiltà e nella carità, nella preghiera e nella penitenza. Negli ultimi quindici anni della sua vita, portò sulla fronte il segno della sua profonda unione con Gesù crocifisso. Morì il 22 maggio 1457. Invocata come taumaturga di grazie, il suo corpo si venera nel santuario di Cascia, meta di continui pellegrinaggi. Beatificata da Urbano VIII nel 1627, venne canonizzata il 24 maggio 1900 da Leone XIII. E’ invocata come santa del perdono e paciera di Cristo.




L'ODORE DELLE PECORE

Nel brusio più o meno elevato della nostra sala della colazione, sento un colpo secco dato da un pugno su un tavolo.
Improvvisamente, tra gli ospiti, cala il silenzio.
Il mio sguardo va verso la persona che ha fatto ciò.
Solo ad un tavolo, ricurvo su se stesso, con lo sguardo fisso sul bicchiere di thè e qualche pezzo di dolce sbriciolato, c’è un uomo di un età indecifrata. Si, indecifrata, perché non riesci a dare un’età ai poveri.
Solo: accanto a lui i quattro posti disponibili vuoti.
Mani nere, quasi da operaio di miniera, vestiti che solo parvenza hanno del nome, piedi nudi che calzano infradito malconcio. La testa ricurva rivela ferite e croste tra i pochi capelli, un volto sofferente.
Cerco di avvicinarmi, ma gli altri amici della sala mi sussurrano che ‘è matto’, ‘ sta molto male’, ‘meglio lasciarlo stare’.
Mi avvicino lo stesso. Un odore nauseabondo di chi non si lava da moltissimo tempo.
‘Hai bisogno di qualcosa?’ gli chiedo.
Ricevo come risposta un secco ‘No!’. ‘E perché hai battuto il pugno sul tavolo?’ gli faccio.
Alza per un attimo lo sguardo. Abbassa gli occhi; e, dopo un po’, sussurra: ‘sono nervoso’.
Riprende il vociare nella sala.
Poco dopo si alza e se ne va camminando in modo incerto.
Mi si è stretto il cuore. Che cosa potevo fare di più? Sedermi accanto a lui? Parlare con lui? Toccarlo?
In fondo sono queste le piaghe di Cristo nell’Umanità ferita dei nostri giorni.
Sono gli invisibili di oggi. E grazie all’amorevole impegno di volontari ogni giorno passano qualche minuto qui alla Chiesa di San Giacomo per poi scomparire nelle vie della Città eterna.

Si è vero in qualche momento, per un po’ di tempo la nostra chiesa puzza….. ma, per quanto riceviamo, questo ‘è l’odore, il profumo delle pecore’ del gregge del Signore.